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Vergnani Claudio - Il diciottesimo vampiro | "...sbarco il lunario uccidendo vampiri. Non è un compito difficile, ed è sempre meglio che lavorare. lo e i miei compagni li distruggiamo durante il giorno, mentre dormono il loro sonno di morte, nascosti nei loro miserabili covi. Non possono reagire. Un paio di colpi di mazzuolo ed è fatta. Forse non è il mestiere più bello del mondo, ma è facile e socialmente utile. Non occorrono coraggio o particolare determinazione. Non serve essere animati dal sacro fuoco della giustizia. Serve solo un po' di pratica e tanta disperazione. Per certi versi è come la disinfestazione di topi o insetti: fai quello che devi fare, sopportando il disgusto, e poi te ne torni a casa. Sempre che non si finisca per esagerare, per passare la misura. Il problema è che non sapevo che esistesse un confine. L'ho saputo solo dopo averlo oltrepassato. E, a quel punto, tornare indietro non era più possibile..."
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5guidox (17-06-2011) finalmente un bel libro che tratta di vampiri in maniera originale.
il punto di forza sono i cacciatori di vampiri, personaggi disperati e poco eroici, ai quali ci si affeziona subito proprio grazie alle loro debolezze: Claudio, Vergy, Gabriele...che spettacolo!!
trama che coinvolge, ritmo sostenuto e momenti divertenti, con punte di volgarità che però non sono pesanti, ma solo inerenti a quel che è il mondo in cui ci si immerge. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (21-01-2011) Srittori non ci si improvvisa. QUi manca completamente il senso della struttura, del ritmo, la conoscenza di come si costruisca una storia.
Prolisso all'inverosimile, scopiazza (male) le americanate che vanno tanto di moda, cercando di essere cinematografico. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Vampire Lover (27-10-2010) Il titolo, apparentemente astruso, allude ad un Maestro vampiro che ha vissuto 18 vite e che darà del filo da torcere agli anti-eroi di questo adrenalinico, avvincente, caleidoscopico, crudo e "realistico" romanzo ambientato tra Modena, Venezia e pittoreschi dintorni emiliani, con tanto di pagine finali dal contenuto e tono apocalittici. Punto focale e di non-ritorno degli eventi è la rocca di Corsano, coi suoi misteriosi figuri dediti a party blasfemi, cruenti e sanguinosi, rigorosamente notturni (indimenticabile l'episodio che vi si svolge, dilungantesi per più magistrali capitoli). La narrazione, in prima persona, si dipana su due registri temporali: presente (testo stampato in grassetto) e passato. Che dire di più? Uno scrittore emergente che si distingue nel panorama horror italiano come un "vampiro che scende da una Porsche in completo d'Armani" e che vi sferra un pugno dritto allo stomaco. Appena terminato di leggere e già ho ordinato il seguito: "Il 36° Giusto". Tenebrosi complimenti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Crispi (19-09-2010) Vergnani è uno scrittore emergente: dopo una vita in cui s'è dedicato alle cose più disparate, ma sempre in "fuga", sembra aver trovato nella passione per la scrittura un filo conduttore e una sorta di "porto" in cui soffermarsi.
Il romanzo, sua opera prima di notevoli dimensioni, ci mostra una capacità di scrittura che va indubbiamente al di là della letteratura di genere e potrà produrre opere di più ampio respiro. "Il 18° Vampiro" ci mostra, forse, anche qualcosa dell'autore attraverso il protagonista e altri suoi comprimari, costantemente in "fuga" o comunque condannati ad una vita "nomade" nel perseguimento d'una comune mission che è quella di disfarsi di quanti più vampiri sia possibile. In questo senso, siamo di fronte ad una vicenda di "ammazzavampiri" che si muovono tra Modena, Venezia e l'Appenino Tosco-emiliano. Dei vampiri viene data per scontata l'esistenza: semplicemente, ci sono. L'autore non si preoccupa di spiegarci da dove siano venuti e quando.
I vampiri di Vergnani sono del tutto originali: innanzitutto, sono crudelissimi. Il "classico" morso sul collo, con l'ausilio di canini appuntiti e aguzzi, è al confronto una pratica gentile e quasi erotica...
No, qui siamo davanti a vampiri che lacerano e fanno a pezzi il corpo delle loro vittime, abbeverandosi del loro sangue come da un idrante reciso. In secondo luogo,sono assai simili agli zombie sia nel loro aspetto "verminoso" e disfatto, sia nel loro modus operandi. Gli amazzavampiri modenesi sembrano essere i perfetti praticanti delle indicazioni enciclopediche di autodifesa contenute in "Manuale per sopravvivere agli zombi (Max Brooks, Einaudi, 2006): i vampiri-zombie, per altro, rappresentano soltanto un avamposto della genìa dei vampiri e ne costituicono soltanto la fanteria d'assalto. Dietro s'intravede un secondo livello di "eletti": esseri dalle molte vite, come Grimjank (che ne ha avute ben 18) oppure i "Maestri" che rispondono maggiormente ai canoni del vampiro "classico" e la loro vendicatività è tremenda, sino all'apocalisse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele malavasi (16-06-2010) Emozionante,avvincente,ironico e allo stesso tempo malinconico e a volte cupo come solo gli inverni nebbiosi Modenesi sanno essere.Un'opera prima che è un caleidoscopio di emozioni che mi hanno travolto e conquistato.La cosa stupefacente è che in questo momento lo sto rileggendo a distanza di quasi un'anno e mi sta entusiasmando come la prima volta.Il 18° è un libro che come i vampiri ti perseguita tanto è appassionante e una volta finito non ti abbandona facilmente:chapeau! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia Z. (11-12-2009) Bello, bello, bello. Confesso che ero partita prevenuta a causa sia della copertina (costava troppo prendere una foto della Ghirlandina senza il Tetris grigiastro sopra? Ci passo davanti tutti i giorni ed è uno spettacolo orrendo) che della trama.
Invece si è rivelato una gradevolissima sorpresa, la scrittura scorre liscia e non si fa mai confusione tra i due piani della narrazione (e non mi riferisco solo al fatto che sono scritti in caratteri diversi :D) ma allo stesso tempo tiene con il fiato sospeso, i personaggi catturano e la trama è davvero avvincente. Vergnani propone una visione del vampiro che ha ben poco a che spartire con le palle da discoteca à la Twilight, e per questo l'ho trovata molto più affascinante.
Decisamente consigliato, fidatevi di una che più prevenuta di così non poteva partire ;)
Unica nota negativa: i dialoghi. Anche se volgarità è la caratteristica principale di uno dei personaggi (ma anche agli altri non dispiace), a volte l'ho trovata davvero esagerata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gaba gabagabry@yahoo.it (28-10-2009) Una piacevolissima sorpresa, davvero un bel libro scritto in maniera avvincente, scorrevole, brillante! Il primo libro di Vergnani mi ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina con quel suo stile insolito, crudo, sfacciato, ironico e anche con una trama decisamente fuori dagli schemi! La vena palesemente autobiografica del protagonista è poi un'irresistibile ciliegina sulla torta... Decisamente CONSIGLIATO, a tutti gli amanti del noir, dell'horror, dei vampiri e dei libri ben scritti. Claudio attendiamo il seguito!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
davide rosso davide.rosso8@virgilio.it (21-10-2009) il libro di vergnani è stato accolto come un fulmine a ciel sereno e francamente non capisco il perchè - è un libro lungo (troppo) che finisce per stancare - si, la caratterizzazione dei vampiri sporchi e cattivi è bella, e anche i personaggi scoppiati, semi barboni ai margini della società, ma vergnani la tira in lungo, il plot è molto splamato e i dialoghi sembrano sempre un'imitazione ad orecchio (venuta male) di chandler - nel senso che vergnani la insiste troppo, ogni volta che uno apre bocca giù battutone volgare e pungente, botta e risposta secca, etc - su 500 pagine la cosa rompe - per il resto è un buon libro, si lascia leggere etc, ma non griderei al capolavoro - tra vergnani e sclavi c'è l'abisso, tra vergnani e alda teodorani c'è l'abisso, ma basterebbe il buon ammaniti di fango a tumularlo.
diffidare degli scrittori che usano troppe parole per dire così poco. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
nicola (22-07-2009) Eccezionale,il migliore che abbia letto negli ultimi anni. Carico di tensione, ironico e con quel pizzico di erotismo che non guasta.. Il finale un po' apocalittico che richiama resident evil è favoloso. Spero che Vergnani scriva un seguito al più presto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco b. (07-06-2009) Bellissimo! Questo autore è stato veramente una piacevole scoperta, un libro che pur trattando
di un tema classico per la letteratura horror, riesce a farlo con originalità e freschezza.
Personaggi fuori dai soliti stereotipi , dialoghi taglienti e mai scontati , un realismo che trascina il lettore dentro la storia.
LEGGETELO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rioberto (08-05-2009) Il libro di Vergnani è una perla rara.
Non ha nulla a che vedere con la la molta, forse troppa, spazzatura horror disponibile oggi in libreria
Consigliato vivamente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roy hobbs (26-04-2009) Davvero una bella sorpresa. Sono tanti i punti a favore del romanzo d’esordio di Vergnani: gli originali protagonisti, tutti provenienti dai vissuti più diversi (sono body builder, operai, profughi, presunti agronomi, attori porno, giocatori di scacchi), le ambientazioni claustrofobiche (case abbandonate, bunker inaccessibili, cisterne, chiuse di fiume, palazzi fatiscenti), gli oscuri e misteriosi nemici (quali sono le loro reali intenzioni? Chi è il 18° vampiro?) e soprattutto il senso di continua tensione che riempie ogni pagina: l’angoscia dei protagonisti è palpabile e condivisibile, e regolarmente Vergnani raggela e stupisce con soluzioni narrative inaspettate. Niente "fila liscio" e nulla "va come deve andare". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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