|
|  |
Ferrucci Paolo - Mistero etrusco | "... Andò all'inginocchiatoio e lo trascinò lentamente sotto la lampadina, che lasciava in penombra le zone marginali della rimessa. L'antina era già smontata, ridotta in pezzi sul piano di lavoro, accanto ai listelli di legno autentico tagliati nelle misure necessarie per ricostruirne una uguale. Prese uno scalpello da legno affilatissimo e lo passò leggermente su uno dei pezzi per arrotondarne uno spigolo. La patina del mobile sarebbe venuta assolutamente identica, d'un noce scuro caldo e compatto. Gli ingredienti per fabbricare la colla animale erano pronti, doveva solo amalgamarli. Gli eventi cruciali degli ultimi anni gli ripassarono nella mente, mescolati a immagini nuove dove lui non era più lo stesso. I lotti di mobilio trasportati dalla Romania, dalla Slovacchia e dall'Ungheria, le soffitte svuotate, le cantine sondate. Le battaglie per trattare con gli antiquari, lui che piazzava pezzi che si battevano alle aste, e poi apriva un nuovo magazzino, razionalizzando i commerci... Un rumore secco giunse dal portone metallico della rimessa. Massi si girò, tutti i sensi in allerta. Strinse gli occhi per aguzzare lo sguardo, ma non riuscì a distinguere nulla. "Chi è là?"".
| La recensione de L'Indice |
 Paolo Ferrucci, scrittore forlivese già noto al popolo dei bloggers (http://paoloferrucci.splinder.com) nonché ai lettori che lo scoprirono nel 2000 (Omicidi particolari, Piemme, con Giacomo Leonelli) ed ebbero nuovamente modo di apprezzarlo nel 2005 (Il sonno degli innocenti, Aliberti, in tandem con un racconto di Valerio Evangelisti), trova con Mistero etrusco la sua voce "solista" che lo allontana dal thriller per fargli raggiungere una più piena maturità stilistica. Anticipato da un dramatis personae alla Agata Christie, il plot si snoda lungo il doppio binario dell'indagine poliziesca (un doppio omicidio) e della ricerca archeologica (un codice etrusco da decifrare). Intanto, sullo sfondo di una Toscana un po' romagnola, si giocano suggestive partite di mah-jong e curiosi personaggi catturano l'interesse del lettore: fra i tanti vale la pena ricordare Aristide Fazzini, bizzarro individuo che si aggira per le colline su una strana bicicletta dai pedali azionati a mano e fa snorkelling nei cassonetti della spazzatura alla ricerca di un'antenna così potente da catturare i raggi cosmici. In questo romanzo, che è molto erudito ma non cade mai nel danbrownismo, l'autopsia si lega all'aruspicina, la filologia classica si mescola alle vicende contemporanee, l'alchimia si integra con le scienze forensi. Ferrucci manovra fatti e persone con classe, ironia e autorevolezza, senza troppe concessioni al colore locale (che pure lo attrae) e senza esagerare in pedanteria scientifica. Prediligendo un montaggio alternato quasi tarantinesco, invita il lettore ad addentrarsi nel "mistero" senza fretta, attraverso attese e diluizioni: con il risultato sorprendente che, quasi a rovesciare le aspettative tradizionali del giallo, non ci fa provare alcuna voglia di scoprire il colpevole. Al contrario, si vorrebbe che le pagine durassero il più a lungo possibile. Un romanzo brillante, insomma, dove l'azione e le parti descrittive/digressive creano una sinergia in cui ispettori di polizia, antiquari e ricercatori si contendono il piacere della detection e regalano al lettore il piacere di parteciparvi. Alessandra Calanchi |
Gizeh (15-04-2007) "... Gli eventi cruciali degli ultimi anni gli ripassarono nella mente, mescolati a immagini nuove dove lui non era più lo stesso. I lotti di mobilio trasportati dalla Romania, dalla Slovacchia e dall’Ungheria, le soffitte svuotate, le cantine sondate. Le battaglie per trattare con gli antiquari, lui che piazzava pezzi che si battevano alle aste, e poi apriva un nuovo magazzino, razionalizzando i commerci...
Un rumore secco giunse dal portone metallico della rimessa. Massi si girò, tutti i sensi in allerta. Strinse gli occhi per aguzzare lo sguardo, ma non riuscì a distinguere nulla.
«Chi è là?»
Prese dalla sacca portattrezzi una grossa torcia e camminò, con il lungo scalpello ben saldo nella mano destra, verso il punto da cui sembrava venire il rumore.
Attraversò lentamente le cataste di mobili, silenzioso come un predatore. Allargò il fascio di luce sul portone, illuminò la parete coperta da pile di sedie, s’infilò in una strettoia chiusa da un gruppo di credenze e s’arrestò quando una vecchia testiera d’ottone sbatacchiò alle sue spalle..."
Questo è l'antefatto di un delitto.
Mentre il puro folle Aristide Fazzini sfreccia seminudo per le sterrate in canna al suo manipede, e l’eterea Vanessa Romanelli osserva le cicogne ospitate nella sua tenuta, e il mondo accademico fiorentino va in fibrillazione per la prossima grande mostra che esporrà i primi reperti di uno scavo etrusco momentaneamente bloccato, e gli eruditi discutono di aruspicina, e la polizia brancola su diverse piste di probabili colpevoli, l’assassino colpisce ancora, con estrema ferocia.
Toccherà al gallese Lester Howe, professore di Paleografia in trasferta a Firenze, di finire tra i sospettati; ma gli toccherà anche di imboccare la pista giusta, seppure con personale rischio della vita. Una vita destinata a cambiare radicalmente, perché, con l’assassino, l’improvvisato detective troverà anche l’amore.
Un bellissimo romanzo, vivamente consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
| |