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Lakoff George - Non pensare all'elefante! | In ogni confronto, vince chi riesce a imporre il suo linguaggio. Negli Stati Uniti la destra americana ci è riuscita, la sinistra no. L'autore, linguista, compie nel testo un'analisi chiara del ruolo chiave del linguaggio nella competizione tra i partiti, e cerca di spiegare alla sinistra come far capire i propri valori all'elettore. E cercare di convincerlo.
Media Voto: 5 / 5Lorenzo (19-11-2008) Gran libro, consigliato a chiunque si interessi di comunicazione politica.
E' oltre tutto estremamente leggibile e scorrevole.
Sulla stessa scia consiglio anche "La mente politica" di Drew Westen, che è in parte ispirata a questo libro di Lakoff. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
HULK (11-06-2007) Faticosamente il prof. Lakoff sta facendo breccia come 'pensatore' progressista, schiacciato per anni da Chomsky e Gore Vidal. Il libro è senz'altro un punto di partenza, promettere 'Pane e ... per tutti', oppure dormite sonni tranquilli 'Il vostro denaro aumenta' caso Enron. Il discorso linguistico è senz'altro affascinante, ma è monco se non tiene conto di quanto accade in economia. Durante gli anni 70 , ed anche prima, con la tassazione progressiva del reddito, la classe media, l'architrave di ogni società occidentale finiva per pagare servizi che non utilizzava. Scuole private, assistenza privata, etc. Ronny ha tagliato tutto, 'Consumate', era l'edonismo anni 80. Il ragionamento delle tasse come investimento, dal nulla non si crea nulla, si basa su di una solidarietà tra generazioni, classi, che il pensiero non progressista rigetta a priori. Credo che non si possano considerare conservatori i repubblicani americani, tantomeno gli inglesi. Scardinare lo stato sociale, utlizzare il populismo 'Nel senso degenere', ma anche i progressisti chi sono??? Se vi fossero delle sostanziali differenze negli USA, i Democratici vincerebbero facilmente. Invece le basi elettorali vanno sempre più assottigliandosi, visto che gli schieramenti sono se non uguali, simili. Ceramente non pensaare all'elefante sifnifiaca proprio, non seguire i conservatori. Ma quale candidato progressista è contro la pena di morte, per l'aborto, per una redisrtibuzione delle risorse equo, per i controlli, onde evitare catastrofi tipo enron, vedi blak out in California. LO stesso libro, è contraddittorio. Prefazione di de Bortoli, cacciato dal Corriere per un articolo su Berlusconi, ora direttore del sole 24 ore, il quotidiano di Confindustria. Edito da Internazionale, non certamente vicina ad idee conservatrici. In casa nostra chi abbiamo, un buon parroco e l'unto . poche idee e piuttosto confuse Ennio Flaiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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