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Todde Giorgio - Al caffè del silenzio |
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Titolo | Al caffè del silenzio |
| Autore | Todde Giorgio | Prezzo Sconto 15%
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€ 5,86
(Prezzo di copertina € 6,90 Risparmio € 1,04)
|  | | Dati | 2007, 236 p., brossura |
| Editore | Il Maestrale
(collana Narrativa) |
| | Disponibile anche in ebook a € 8,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Inabissarsi nella chimica della carne ed elevarsi al sommo dell'idealità, forse per ritrovarsi dove sublime e animalesco convivono, un luogo che possiamo chiamare "pazzia". Il nuovo romanzo di Giorgio Todde è un viaggio in cui le tortuosità di corpo e psiche si fondono. Un ingegno folle attraversa la scia criminale intorno alla quale si muovono gli eccentrici personaggi della storia. Benedetta, un giorno arrossita per amore, da allora si porta sulla pelle un vermiglio caldo e indecente. Marilena, che chiamano Uterina per la sua sensualità esagerata, non voluta, anzi repressa, adorata da Scartino, picaro lucignolesco che consuma le giornate col branco sullo spiaggione nero. Ma Uterina è presa dalla bianca anima sinistra di Wolf, adepto della precisione sublime, rifinita sugli asettici banchi del laboratorio di Osvald, riparatore d'orologi, cultore del gesto perfetto. La fine tragica di Matteo, apparentemente morto per acqua, anche lui allievo prediletto di Mastro Osvald, muove le cose e le congetture di Silvano Pandimiglio, ex poliziotto con la faccia da felino triste. E c'è una storia più vecchia: porta al paese di pietra lontano sulla montagna che osserva in fondo la città sul golfo.
| La recensione de L'Indice |
 La melodia, il segreto accordo di una prosa che non si esaurisce nelle parole, che non è solo sonorità eloquente e verbale, era già attiva nelle precedenti opere di Giorgio Todde, oculista e scrittore cagliaritano. Ecco che, anche in questo nuovo romanzo, i valori spaziali sono risolti in pause e svolgimenti temporali, per virtù di prosodia, nell'intima cadenza di una voce decisa che non rinuncia però all'incanto. A scandire il tempo e i fatti è il polso immobile dell'orologiaio Osvald Thurn, sacerdote di una sorta di setta del culto del gesto perfetto, e la musica, sempre la stessa, del giradischi di Saveria, portatrice del gene demoniaco e spudorato del piacere sensuale. Dai due personaggi profetici e oscuri, legati da un amore irrisolto, senza fine, nasce la storia. Tutto parte dalla nuca di Saveria ("il respiro, il cuore che batte
tutto è deciso qua, in questo punto defilato") e finisce con le mani di Osvald, di un'inquietante fermezza, senza tremori, simili al marmo: "E guardati le mani, sono come se tu fossi solo mani". Il senso amaro e carnale di desiderio troppo intenso è una malattia da fuggire per Osvald. La felicità sembra appartenere a esseri che vivono di gioie discrete, come Beatina, la figlia di Saveria, la pelle color zucca, un corpo minuscolo per sentimenti minuscoli, un forte odore di varechina, tanto lontano da quello della madre. A ereditare quell'odore, né buono né cattivo, impudico e sensuale, forte richiamo sessuale, sarà la figlia Marilena o, meglio, Uterina, chiamata così dal giorno in cui un medico ne riconobbe la singolare caratteristica. Marilena è, appunto, una donna uterina, ma non è malata. Semplicemente tutto in lei è comandato dall'utero. Sua madre non è stata altro, se non un contenitore di geni in attesa di una figlia, per trovare un corpo adatto a dilatarsi, un corpo procace e svergognato, intenso, un corpo che fa chiasso, che procura continui stenti emotivi. Mentre il padre, seduto in un misterioso caffè dove vige la regola del silenzio, ha più volte pensato che sarebbe stato bello diluire il corpo della figlia così come faceva con il caffè o con il vino, per attutirne l'effetto. Ci si potrebbe chiedere se davvero il segreto della felicità possa essere racchiuso in un corpo immobile. Ma il corpo non è fatto per l'immobilità. Anche quello di Matteo, allievo perfetto del maestro orologiaio Osvald Thurn, in vita usato per dimenticare, continua a muoversi, in un certo senso, anche dopo la morte. Il corpo di Matteo, ucciso senza versare una sola goccia di sangue, in uno stato di pulizia apparente quel sangue che Wolf, altro allievo di Thurn, biondo e candido "arcangelo manuale", creatura dai nervi e dai muscoli perfetti, definisce dozzinale ("Il sangue ce l'hanno anche le farfalle, ce l'hanno tutti") , contiene in sé la verità sul suo omicidio, ma non solo: muoverà, seppure immobile, le cose, rivelerà i segreti del suo carnefice. Il corpo, insomma, protagonista assoluto del romanzo: con i suoi movimenti più o meno perfetti, con il suo odore, con il suo colore. Come quello di Benedetta, che un giorno arrossì per un oltraggio ai sentimenti, per sentire "la porpora della vergogna in ogni parte, sino alla combustione". Sicché da quel giorno restò rossa per sempre. La morte, liberatoria nel mettere capo all'assenza definitiva di emozioni e movimento, non è però l'unico approdo possibile alla felicità, come non lo è il silenzio del Caffè del silenzio, dove vanno "tutte le teste riscaldate dal dolore e dalla tristezza che con le parole non ce la fanno più". Ecco: "Bisogna rendere amoroso il cervello e intelligenti gli organi dell'amore". Questo ha capito Uterina. Cristina Cossu |
Media Voto: 4.33 / 5Emanuele Cioglia ciogliaemanuele@tiscali.it (31-08-2007) Non conoscevo Todde. E questa, da collega sardo, più giovane e certo meno affermato, risultava una grave lacuna. Stile suggestivo, personaggi ben caratterizzati, e carichi di una poeticità modernissima e vagamente stralunata. Scrittura colta, cesellata. Grande competenza tecnica di afferenze "orologiaie" ma soprattutto riflessioni intimistiche e allegoriche mai banali. Una melanconia delicata e cagliaritana, in contrappeso alle tristezze da "tosorzu" e "disamistade" di Niffoi.
Il difetto che gli scippa il cinque?
Manca "l'elastico". Una maggiore tensione narrativa, quella che fa mordere le pagine nei passaggi cardine...
Complimenti. Ciao. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristiana (08-06-2007) AccativanteAccattivante, Sarcastico, Appassionante, un libro con ritmo mi ha catturato dalla prima pagina sino alla fine. Fra i migliori libri letti in quest’anno. Cristiana C. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
E.Carlini (23-04-2007) Se non è un capolavoro questo libro, una richezza di personaggi uno più straordinario dell'altro.Todde è uno che sa scrivere e raccontare le storie come pochi. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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