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Maiucchi Alessandro - Orchidea |
Recensioni 1 - 20 di 47 recensioni presenti. Media Voto: 3.38 / 5Renzo Montagnoli rmontagnoli@alice.it (25-04-2007) 46 commenti per un libro non sono pochi e, anche se contrastanti, dimostrano un certo interesse.
E' un romanzo di genere ed è l'esordio di un autore. Quindi, accanto a elementi positivi, quali lo sviluppo della trama, è evidente che ce ne possano essere di negativi, essendo ancora limitata l'esperienza. Forse c'è un po' troppa violenza, anche verbale, ma tutto sommato non considero negativo questo esordio, ripromettendomi di dare un giudizio più completo con l'esame di un'auspicabile seconda opera di Alessandro Maiucchi. Voto: 3 / 5 |
Andrea F. (05-03-2007) Orchidea è il primo romanzo pubblicato da Alessandro Maiucchi, uno scrittore cresciuto seguendo le orme dei grandi Stephen King e Jeffery Deaver.
Il suo romanzo ha tutte le caratteristiche per catturare il lettore dalla prima all’ultima pagina: rapidità , morti cruente, personaggi carismatici, grande stile.
In un mondo molto diverso dalla nostra Italia (il nostro Maiucchi ama le ambientazioni made in USA) si muove un killer spietato e feroce.
Pagina dopo pagina ci lasciamo avvincere dalla crudeltà della storia in un crescendo senza fine che ci lascia respirare solo dopo le ultime parole, a libro chiuso.
Un thriller psicologico che affascina e cattura, sicuramente da non perdere.
Voto: 4 / 5 |
enrico bettecchi (22-01-2007) quello che conta in questo genere di libri, dal mio punto di vista, è che ci sia una certa tensione di fondo, la suspance insomma.. situazioni che ti colpiscano alle "budella" e al cervello allo stesso tempo, se mi spiego, non splatter dunque, intendo argute, intelligenti, ma anche capaci di incidere la carne con una lama.. purtroppo non è di certo quello che mi ha "comunicato" questo libro, molto modesto, che non fa praticamente mai palpitare davvero.. banalotto, per come cerca di ricalcare le situazioni di genere, con modifiche di poco conto.. poi non ho letto bene il casino di commenti che mi precede perchè non mi interessa niente, dopo le ore spese su quelle pagine il mio personale commento che ne risulta è questo, punto Voto: 1 / 5 |
elena (09-01-2007) A me é piaciuto e non capisco il motivo di tanti giudizi negativi. Un libro può piacere o non piacere, ma non é necessario puntare il dito contro all'autore e diventare pesanti. In genere le critiche dovrebbero essere costruttive, non un pretesto per dare addosso a una persona che, comunque sia, si é messa in gioco. Il libro é scorrevole, la lettura veloce e appassionante. Spero di cuore di poter leggere altro di questo bravo autore. Voto: 4 / 5 |
Alberto Cola (13-12-2006) L’autore ci ha provato, non è una colpa. Ma è evidente che il genere non è pane per i suoi denti. Già nella prima parte la pazienza del lettore è allo stremo con una partenza rigida, senza un reale avanzamento della storia: morti evirati, tutori dell’ordine che se ne stanno fermi e un personaggio, scrittore, che altro non fa che ricordare o pensare cose di se stesso (e la cui vicenda non c’entra un tubo con tutto il resto), metodo abbastanza ingenuo di raccontarci fatti passati. Storia banale, in verità: la solita vendetta condita con scene splatter (unico sforzo creativo), per coprire buchi di ogni tipo. Personaggi buttati a caso, in fotocopia e con l’EEG piatto. Accade tutto in una città che senza la solita, italica sindrome dell’Al, John e Jack e il nome esotico di due locali, potrebbe essere Annapolis come Catanzaro; abitata da donne tutte modelle vogliose e uomini in perenne accoppiamento; sceriffi (in una città capitale di Stato e con un dipartimento di polizia? Troppi libri di King...) che sembra di essere alla fiera del dilettante: al terzo omicidio ancora devono interrogare qualcuno, chiedono consiglio all’FBI per telefono e pensano “ma ci sono le telecamere! I video!”; un carcere dove il reparto femminile è sorvegliato da guardie maschili che si masturbano davanti a telecamere di sorveglianza poste nella doccia; assassina così scaltra da non lasciare traccia, ma tanto stupida da abbordare vittime in locali affollati e davanti a una cameriera che ne fa l’identikit e a un poliziotto che neanche ci pensa a fornire una descrizione... Dialoghi assurdi, a tratti ridicoli (lo sceriffo e l’agente dell’FBI), con tanto di assassina che uccide l’ultima vittima mentre la polizia entra ma lei non demorde dallo spiegare i perché al poveraccio. Insomma, un’agonia fino all’ultima pagina. Breve panoramica, ma con solo 2000 battute... Il libro l’ho letto e, per pietà, che nessuno parli di gusti o pregiudizi. Non bastano un viaggio negli USA e una foto con Deaver per scrivere un thriller. Un 2 d’incoraggiamento. Voto: 2 / 5 |
Gio davigo.g@tiscali.it (11-12-2006) L’autore trasmette la sua incisività in una storia violenta ma profonda. L’espressione scritta di Maiucchi è corretta e piena di pathos. Un libro che consiglio! Non capisco proprio come si possa contestare questo splendido romanzo Voto: 5 / 5 |
Linus (06-12-2006) Son daccordo con i due commenti precedenti. E' assurdo mandare commenti esageratamente negativi e anche poco educati , e altri esaltanti un racconto che non è malvagio ma sicuramente non un capolavoro. E' evidente come vi siano commenti che vanno aldilà dell'ottica di giudizio tecnico di un libro e originano da simpatie o antipatie nei confronti dell'autore.
Stiamo parlando di un libro di un autore esordiente . Questo è il senso. Che poi ci sia gente che sfrutta il sito per offendere o adulare non c'è da stupirsi. Secondo me l'autore dovrebbe lasciar perdere la pubblicità su internet. Internet raccoglie tutto , non solo gente a modo. Io giudico il libro e posso dare un giudizio positivo. Il mio è un commento sia ben chiaro. Le recensioni le fanno i critici.
Saluti a tutti Voto: 3 / 5 |
Giuseppe (06-12-2006) Premetto che non mi interessano questi dibattiti su recensioni reali o false. Spero di poter dire la mia, con il cuore in mano. Il libro di Maiucchi è modesto per una serie di ragioni:
La scelta dell’ambientazione: chi me lo fa fare di leggermi un romanzo ambientato negli Stati Uniti quando ci sono decine di romanzieri americani?? Una ambientazione italiana sfigurava??
La scelta lessicale e il linguaggio: mi è rimasto impressa l’espressione “sguardo incazzato”, ma possibile che ci sia bisogno di inserire una volgarità per definire uno stato d’animo??
Poi in un libro così breve una trama più lineare avrebbe avuto davvero più senso. Infine, quanta inutile violenza in un libro dal titolo così delicato
Voto: 2 / 5 |
Francesco (05-12-2006) Il fatto che tante persone usino internet per fare il tifo o contro tifo per un libro , è una cosa talmente ridicola che rasenta il tragicomico. La cosa peggiore è però che son proprio gli autori a incrementare questi miseri comportamenti. Prova ne è che autori praticamente sconosciuti hanno , in alcuni casi e non solo in questo , più recensioni di scrittori di successo. Internet è anche questo . L'importante è non dare importanza a questi fatti. Non solo Maiucchi ma altri autori , sconosciuti , hanno un sacco di recensioni tifose. Come fosse una chat di adolescenti. Spettacolo penoso. E ancor più penoso è il fatto di non accorgersi che i libri possono piacere e non piacere ma comunque le vendite non sono sicuramente legate a questo sito. Io credo che uno scrittore con gli attributi non ci pensa nemmeno a mettersi in mostra su internet. I complimenti , quelli veri , si raccolgono nella vita reale e sono fatti di strette di mano e di complimenti a voce. Qua si rischia di avere piu recensioni che vendite..
Non abruttitevi su internet ma vivete realmente.
Le cose e le critiche bisogna dirle in faccia e non dietro squallidi nik. Comunque il libro non è male anche se tutto questo battage internettistico lo fa diventare odiosissimo.
Io direi agli autori esordienti o poco conosciuti: non fate i pavoni su internet. Diventate ridicoli e vi fate solo del male. Comunque complimenti al libro che è carino. Per quanto riguarda l'esilarante campagna di recensioni finte il mio giudizio non è esprimibile a parole. Diventeri troppo offensivo. Voto: 3 / 5 |
bill (03-12-2006) E' da un po' che seguo con spasso l'evolversi dei commenti attorno a questo libro. L'interesse nacque dopo certe diatribe apparse su alcuni forum, in cui si segnalava una claque di persone che firmava commenti fasulli. Piano piano la cosa sta diventando una piccola barzelletta da web, e spero di far servizio utile scrivendo queste righe. Come potete vedere sono preceduto da una fiumana di recensioni, la maggior parte delle quali probabilmente fittizie. Vi sono infatti due ridicole fazioni che si stanno fronteggiando a suon di 5/5 e 1/5, ora incensando, ora stroncando (le date mostrano che le due frange, piccate, replicavano i giorni seguenti con nuovi interventi
artefatti). L'autore del libro, accusato (a torto o a ragione) di aver coinvolto amici e colleghi compiacenti in commenti gravidi di lodi, ha
ammesso in prima persona di esser lui stesso intervenuto (più volte) sotto falso nome, il tutto per apostrofare con dei (cito) "frustrati" chi osava stroncare in poche righe il suo capolavoro. E' certo che vi siano pure delle nemesi che hanno inserito commenti negativi contraffatti, e a tal proposito mi domando che senso abbia prender parte in giochetti così miserevoli, quando è evidente che l'autocelebrazione non può comunque celare la
pochezza di scrittura. Rilevata l'insulsaggine di certe critiche falsate, risulta altresì singolare quest'altra forma di frustrazione che spinge un
autore a tali inganni, e a reazioni così scomposte. Pare infatti, sempre a detta dell'autore, che chiunque critichi il libro in maniera stringata sia, come detto, frustrato, e ciò perchè (cito) incapace di farsi pubblicare.
Insomma solo l'invidia può spingere a dir male (in maniera concisa) di codesto gioiello. Ad ogni modo, e google m'è testimone, l'autore stesso ha
promesso di non redigere ulteriori commenti positivi fasulli, se non ne verranno scritti altri di negativi (sempre fasulli). Tutto ciò, sia detto en passant, è piuttosto surreale. Di certo l'aspetto più divertente è che questo libro, in soldoni, non lo ha letto nessuno. Voto: 3 / 5 |
Enrico Sciabecco (30-11-2006) Non si tratta, almeno da parte mia, di una presa di posizione preconcetta nei confronti dell'autore, ma sinceramente il libro trasuda violenza e volgarità. Forse sono caratteristiche di moda, ma non vedo altri elementi che mi facciano pensare che ci si possa invece trovare di fronte a una grande opera.
A proposito, ammesso che ci sia una coalizione contro questo scrittore è lecito altrettanto pensare che ci sia un'alleanza a suo favore. Voto: 2 / 5 |
Marco Cuneo (28-11-2006) Il giudizio globale è positivo, un thriller psicologico dalla trama cinematografica. Non sembra neanche scritto da un italiano ma da un americano: l'autore non guarda i luoghi con l'occhio del turista della domenica ma li vive e li penetra con molto trasporto (pur essendo rimasto poco tempo in USA, come dice nella prefazione).
E c'è molto trasporto nella trama del libro. Lo percepisco. I fatti si susseguono come in un film ove il narratore sembra quasi che sparisca per fare posto ai personaggi con tutto il loro bagaglio di sentimenti e di problemi quotidiani. Ci sono echi di Stephen King ma anche, a mio avviso di Scott Turow.
Ottima prosa, scorrevole e in simbiosi con il messaggio delicato che il romanzo vuole comunicare al lettore: quello della violenza sulle donne ma non solo,anche il fatto che la donna spesso e volentieri è vista con disprezzo da molti uomini, solo oggetto di delizia. E invece ho sempre considerato la donna pari all'uomo, anzi spesso è anche superiore. Quindi un libro in sintonia con il mio modo di pensare.
Un romanzo troppo lungo e prolisso avrebbe magari confuso il significato che vuole comunicare al lettore. Invece così il contenuto rimane impresso a lungo nella mente del lettore, anche dopo tanto tempo che ha finito di leggere il libro.
Le scene di sesso e di sangue contenute nel libro non sono un'esibizione gratuita di macelleria, come qualche lettore superficiale potrebbe pensare, ma si inseriscono e sono parte integrante del messaggio che il testo deve trasmettere.
Quindi un giallo a sfondo psicologico, ove la vera protagonista è la psicologia dei personaggi, specchio delle debolezze e delle meschinità umane ma anche insegnamento per le masse che in fondo il mondo in cui viviamo è il ritratto della commedia umana messo a nudo da tutti i fronzoli che ingombrano la vita di tutti giorni. Un concetto basilare di cui tutti noi dovremmo tenere conto. Voto: 5 / 5 |
Renato Turchetti (28-11-2006) E' sotto gli occhi di tutti, il tentativo di screditare questo autore da parte di gente che palesemente non ha letto il suo libro.
E' molto triste, la frustrazione di gente che non riesce a farsi pubblicare.
Le recensioni vere si notano: 5-6 righe scritte da gente che è in grado di commentare il romanzo, perchè lo ha letto.
Quelle finte sono facilmente riconoscibili.
Voto: 5 / 5 |
Ilaria (27-11-2006) Il libro l'ho letto recentemente, o meglio, sono riuscita ad arrivare fino a
metà, poi la stanchezza, la noia e quant'altro, mi hanno fatto desistere. E'
a dir poco modesto, e in sincerità avrei tutta una serie di appunti da fare,
ma mi preme ancor più far notare una cosa. IBS offre questo meraviglioso
servizio grazie al quale noi lettori possiamo commentare un testo a favore
di chi è indeciso per l'acquisto. Ma siccome frequento internet, tra cui
vari forum e newsgroup, ho ripetutamente letto che pare che una buona fetta
dei commenti positivi a questo libro siano stati redatti da parte
dell'autore stesso o di suoi amici e collaboratori. Se notate, c'è un numero
abnorme infatti di commenti a questo testo che, al di là del bene e del
male, non può essere così celebre da stimolare così tanto baccano mediatico.
Tra parentesi se l'avessi saputo prima forse non l'avrei acquistato. Tutto
ciò per dire che non so se ciò sia vero o meno, e riporto solo una voce
diffusa ma non per questo certa. Ma mi sembrava corretto aggiungere al mio
apprezzamento (purtroppo) negativo per il libro, che ammetto di aver
sopportato solo fino a metà circa (non so dunque cosa regali il finale),
questa avvertenza per chi visita i commenti. Tutto qui.
Voto: 1 / 5 |
bruno (27-11-2006) Da lettore di King e Deaver questo poteva (doveva!) essere sicuramente un libro per me appetibile. Va subito chiarito che quei paragoni non ci stanno minimamente... certo, c'è il tentativo (maldestro) di far proprie quel genere di atmosfere, ma in realtà l'aria che si respira è tutt'altra, molto più provinciale. I personaggi femminili poi sono di cartapesta.. e in generale non ci sono sussulti, la lettura scorre via anonima. Deludente Voto: 1 / 5 |
Gianni (25-11-2006) Me l'ha indicato un amico, sapendo che amo molto il genere, e tenendo anche conto del molto rumore (positivo e negativo) che ci sono attorno a questo libro ed autore su internet. Ma la lettura è stata non poco deludente. Trama insulsa, situazioni lette altre mille volte, nessuna forma di pathos, insomma un libro banale ed uguale a mille altri. Con un certo malincuore, ma anche con l'onestà di chi ha letto sinceramente molto, e un po' ormai ritiene di saper riconoscere il talento di contro alla solita minestrina, sono costretto a sconsigliarlo. Voto: 1 / 5 |
Federico (24-11-2006) Un libro di nessun valore, orrido, "vigorosamente" orrido. Se è (ahinoi!) scontato dire che siamo lontani anni luce da quella cosuccia chiamata letteratura, questo libro risulta illeggibile anche limitandosi a soppesarlo secondo parametri più popolari, di genere insomma. La qualità della scrittura è misera, ma nel suo complesso per trama, stile, inventiva e quant'altro, è sotto il livello di una "onesta" mediocrità. Pessimo al di là di ogni ragionevole dubbio. Maiucchi NON è una Voce del panorama italiano. Voto: 1 / 5 |
Simona (23-11-2006) Ho letto "Orchidea" all'inizio di quest'anno e l'ho trovato un'ottima opera prima.
Bello lo stile, anche se (volutamente) kinghiano, bella la scelta dei personaggi. Per una volta le donne sono protagoniste non politicamente corrette, senza essere trasformate in una caricatura dei "colleghi" maschi.
Valida anche l'ambientazione straniera: visto lo stile utilizzato, usare una location italiana avrebbe forse fatto perdere incisività alla storia.
Lo stile narrativo, già abbastanza maturo, sono certa migliorerà nei prossimi libri. Voto: 4 / 5 |
Nadia (22-11-2006) Chi mi conosce sa che sono abbastanza OSTICA agli scrittori italiani, tanto più agli scrittori italiani che parlano di serial killer, ciò nonostante mi sono lasciata convincere all'acquisto ed alla lettura. Ammetto di essere partita un po' prevenuta in quanto sono una ex fan di King, da cui ho "divorziato" dopo Misery, quindi già pronta ad essere ipercritica non appena letta la prefazione e......... Sarebbe stato facile e abbastanza scontato descrivere le donne in positivo, relegandole al solito ruolo di vittime, ma Maiucchi ha mescolato bene le carte: le donne hanno un ruolo molto preponderante con personaggi tutt’altro che “positivi”, l’unico veramente positivo è Pat, la figlia di Neil, forse lo è anche Jane, ma non appare mai se non nei ricordi di Neil; Elizabeth…… mi rimangono delle perplessità….. sa quel che ha passato quel povero cristo, si rende conto del bisogno di stabilità e di affetto che ha e non si “fa riconoscere”??????? Come donna non sono riuscita a provare neppure un briciolo di compassione ne' per Greta ne' per la Tagliatrice di teste!
Vista la scelta della trama, ho apprezzato molto l'ambientazione americana. MOlto scorrevole e accattivamente lo stile. Come opera prima è stata una piacevolissima sorpresa. Voto: 4 / 5 |
Claudio Ulla (14-11-2006) Una rivelazione. Orchidea è molto bello: per dirne una, mi sono ritrovato stamattina a finirlo, in piedi, per la curiosità, ed era parecchio che non mi succedeva. Lo dico anche con un pizzico di sana invidia e competizione. I difetti che ho trovato sono pochi: c'è qualche sbavatura nel senso tipico degli esordienti, si
cerca la sensazione a tutti i costi. Poi c'è una certa vena ossessiva dal punto di vista
sessuale, e aggiungo subito che l'autore è riuscito a controllarla (abbastanza) bene.
Voto: 4 / 5 |
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