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Antonucci Giorgio - Critica al giudizio psichiatrico |
Cristiana G. (31-01-2008) Bellissima pietra miliare dell'antipsichiatria italiana, opera essenziale, chiara e sintetica che riassume i cardini del pensiero di Antonucci, riprendendo i temi cari a Thomas Szasz (vedi "Il mito della malattia mentale") ma in modo piu' agevole al lettore anche non esperto di psichiatria e scienze sociali.
Consigliato per un primo approccio alle teorie antipsichiatriche, anche a distanza dalla loro nascita storica, eppure in questo testo formidabilmente attuali. La penna di narratore e straordinario uomo di cultura di Antonucci intaglia begli aneddoti di vita vissuta, come protagonista della parabola storica del sistema manicomiale italiano sino alla chiusura delle strutture e ci restituisce il clima di fervore ottimistico di quegli anni,insieme alle difficolta' vissute in prima persona nel farsi interprete del cambiamento, sempre con sguardo prima profondamente umano che scientifico o politico. Emergono pero' anche i dubbi e la complessita' del "dopo", di fronta al quale l'Autore esprime il punto di vista critico, mantenendo uno sguardo lucido, onesto e scevro da compromessi, pur rimanendo su un piano di dissertazione teorica in merito a possibili soluzioni alternative (limite questo di gran parte dell'antipsichiatria classica). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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