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Recchioni Massimo - Ultimi fuochi di Resistenza. Storia di un combattente della... |
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Titolo | Ultimi fuochi di Resistenza. Storia di un combattente della volante rossa |
| Autore | Recchioni Massimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2009, 156 p., brossura |
| Editore | DeriveApprodi
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| | Disponibile anche usato a € 7,00 su Libraccio.it |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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La biografia di un importante militante della Volante Rossa, un'organizzazione di ex partigiani comunisti milanesi appartenuti alle brigate garibaldine che negli immediati anni del secondo dopoguerra decisero di non deporre le armi e di continuare una vigilanza e una concreta attività antifascista quotidiana. Insediati presso la Casa del Popolo di Lambrate, e legati da solidi rapporti affettivi oltre che ideologici, i militanti della Volante Rossa furono operativi fino al 1949, anno in cui la polizia riuscì a sgominarli definitivamente. Nel 1951 il processo a loro carico si concluse con ventitré condanne comprensive di quattro ergastoli. I condannati alle massime pene riuscirono, con il sostegno del Partito comunista, a riparare in Cecoslovacchia. A sessant'anni dai fatti narrati, la testimonianza del protagonista di questo libro è un documento storico. Un racconto di stupefacente linearità e chiarezza, una vicenda umana che esemplifica le contraddizioni etiche di una militanza comunista immersa nella realtà sociale e politica dei paesi del blocco socialista negli anni della Guerra Fredda. Il protagonista, successivamente graziato, risiede tuttora in Slovacchia. In Cecoslovacchia ha vissuto in presa diretta l'invasione sovietica del 1968 e il crollo del blocco socialista del 1989. La sua riabilitazione sociale con la piena riacquisizione di tutti i diritti civili è stata recentemente confermata dal Tribunale di Milano suscitando un vespaio di polemiche.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788889969649
Ultimi fuochi di Resistenza. Storia di un combattente della volante rossa
La biografia di un importante militante della Volante Rossa, un'organizzazione di ex partigiani comunisti milanesi appartenuti alle brigate garibaldine che negli immediati anni del secondo dopoguerra decisero di non deporre le armi e di continuare una vigilanza e una concreta attività antifascista quotidiana. Insediati presso la Casa del Popolo di Lambrate, e legati da solidi rapporti affettivi oltre che ideologici, i militanti della Volante Rossa furono operativi fino al 1949, anno in cui la polizia riuscì a sgominarli definitivamente. Nel 1951 il processo a loro carico si concluse con ventitré condanne comprensive di quattro ergastoli. I condannati alle massime pene riuscirono, con il sostegno del Partito comunista, a riparare in Cecoslovacchia. A sessant'anni dai fatti narrati, la testimonianza del protagonista di questo libro è un documento storico. Un racconto di stupefacente linearità e chiarezza, una vicenda umana che esemplifica le contraddizioni etiche di una militanza comunista immersa nella realtà sociale e politica dei paesi del blocco socialista negli anni della Guerra Fredda. Il protagonista, successivamente graziato, risiede tuttora in Slovacchia. In Cecoslovacchia ha vissuto in presa diretta l'invasione sovietica del 1968 e il crollo del blocco socialista del 1989. La sua riabilitazione sociale con la piena riacquisizione di tutti i diritti civili è stata recentemente confermata dal Tribunale di Milano suscitando un vespaio di polemiche.
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Media Voto: 3.33 / 5herzog (26-07-2009) Chi volesse avere un'idea più completa sull'argomento dovrebbe leggersi anche un'altro libro uscito in questi giorni sulla volante rossa.
La volante rossa. Storia e mito di «un gruppo di bravi ragazzi», di Cesare Bermani. Ritengo che il lavoro di Cesare Bermani presti meno il fianco alle "facilonerie" lette in alcuni commenti qui sotto.
Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue, ma la favola del povero gerarca fascista trucidato proprio non si può reggere...
Vi è infine un'altro motivo per cui vale sicuramente la pena acquistare il libro di Bermani (soprattutto per chi ha la sfortuna di vivere a Milano in questi tempi): il libro è pubblicato grazie al contributo imprescindibile dell'Archivio Primo Moroni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
beniamino.z (13-06-2009) Interessante contributo storico su diverse tristi vicende avvenute durante la c.d. Resistenza ed anche dopo il 18 Aprile 1948 di una parte di gioventù fortemente ideologizzata ed illusa. Condizionata fortemente da una aspettativa latente e non apertamente dichiarata di Rivoluzione Comunista che avrebbe fatto seguito alla caduta del fascismo in Italia. Quella speranza politica di alcuni, alimentata dalle formazione partigiane delle Brigate Garibaldi, in particolare, ma non da tutti i gruppi indipendentisti e libertari che, può essere sintetizzata nell'espressione molto in voga in quel periodo: 'A da venì baffone (Stalin)'. Un'aspettativa rivoluzionaria e totalitaria che è stata risparmiata al nostro popolo, ma che ha prodotto una serie molteplice di omicidi commessi da parpe di quei giovani che diedero forma e forza a nuclei di 'eversione partigiana' come la Volante Rossa, con lo scopo di riparare i torti subiti avuti dagli avversari (fascisti e/o presunti tali) negli anni precedenti e durante il regime. La singolarità di tali azioni, sebbene poste in essere da giovani fanatici idealisti troppo ideologizzati o illusi è che esse avvennero dopo la fine del conflitto, con spirito vendicativo, antinazionale e rivoluzionario e dei quali, per la maggioranza dei casi, non furono ricercati gli autori responsabili, nè vennero celebrati processi, per buona parte di essi.Di tali aberrazioni ne pagarono il conto persone innocenti, preti e tutti coloro che ebbero il solo torto di onorare una fedeltà di patria mai tradita.
Il racconto riportato da Recchioni ci descrive proprio questo, oltre allo smarrimento e alla inconsapevolezza di quei gesti da parte di chi, come Finardi, ne furono i perversi ed inutili esecutori. La memoria storica ne offre un valido contributo a tutti coloro che, pur sapendo, hanno taciuto per troppi anni, contribuendo alla santificazione di personaggi, nuclei, formazioni che, meritano il biasimo e la riprovazione dei posteri. Dura e amara constatazione. Nessuna valutazione. Solo riflessione storica. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lorenza (21-03-2009) Il racconto dell’autore Massimo Recchioni è pulito, scorrevole, ha fatto bene a non invadere quelle pagine profonde di date e quant’altro che avrebbero distolto il lettore da una lettura appassionante.
E l’intervista è veramente diventata una racconto profondo, di vita vissuta in quegli anni dove era tutto e niente, dove il sacrificio era diventata una sopravvivenza.
L’autore ha fatto bene anche a lasciare che il testo narrasse la storia di questo personaggio importante della Volante Rossa, senza interruzioni, senza domande, a ruota libera. Nel senso che a volte nei libri (di interviste a caldo) si trova proprio la domanda e la risposta dell’interlocutore che a me questa cosa pare proprio “fredda”.
L’autore è entrato nella vita di Paolo Finardi (il protagonista) in punta di piedi, è stato molto generoso in termini letterari. Il senso che dà questo libro è che lo scrittore ha proprio voluto fare un omaggio a questo personaggio di prima linea ... E mi è piaciuto molto il fatto che, l’autore, non ha voluto dare la benché minima critica o approvazione o un suo pensiero sui fatti narrati, lasciando così al lettore un pezzo di memoria storica della Resistenza dalla viva voce di Paolo Finardi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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