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Filostrato di Lemno - Immagini |
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Titolo | Immagini |
| Autore | Filostrato di Lemno | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2008, 156 p., brossura | | Curatore | Carbone A. L. |
| Editore | :duepunti
(collana Argo) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Le "Immagini" raccontano sessantaquattro pitture che adornavano il portico di una villa nei pressi di Napoli. Filostrato le descrive e le interpreta per un gruppo di giovani ascoltatori anticipando nella letteratura occidentale il genere dell'ékphrasis, e inventando la forma del museo letterario. La descrizione coglie la verità della pittura, frutto della sapienza dell'artista e obbligatoria palestra per il poeta e per il retore. Riscritta da Goethe e reinterpretata da innumerevoli pittori, quest'opera mette in scena l'eterno confronto tra parola e immagine.
| La recensione de L'Indice |
 Occuparsi della storia dell'arte antica significa per molti versi occuparsi di fantasmi: della policroma produzione architettonica e scultoria dell'antichità, oggi non resta che il bianco sostrato del supporto marmoreo; della pittura, per l'intrinseca deperibilità del supporto, pressoché nulla. Talvolta, direbbe Bernardo di Morlaas, nomina nuda tenemus: il tempo, più clemente con il testo che con l'iconografia, ci ha conservato la descrizione scritta di un quadro. Il testo proposto da Carbone e Cometa, pur non contenendo mai la parola chiave ekphrasis, è, per l'appunto, il prototipo della letteratura ecfrastica occidentale. Evanescente l'autore, un Filostrato non facilmente individuabile, evanescenti anche le opere descritte, forse o forse no effettivamente esposte in un portico-galleria di Napoli. E tuttavia, la loro descrizione risulta talmente vivida da aver costituito effettivamente un archetipo i cui risultati si possono rinvenire nelle opere di Poussin, Reni, Rubens, Caravaggio e innumerevoli altri. La finzione letteraria che rende possibile le Immagini è il dialogo dell'esperto di arte con un ragazzino; la scrittura filostratea è fortemente visiva e sinestetica, con continui inviti all'allievo (e, su un altro piano di realtà, al lettore) a immergersi in una sospensione dell'incredulità non esente da studiate fratture. La scrittura sfida apertamente la pittura per la palma del miglior modo di descrivere la realtà, rinnovando l'eterna e talora stucchevole polemica fra sostenitori dell'immagine e della parola; la vivace traduzione di Carbone rende bene la straordinaria efficacia del testo. Massimo Manca |
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