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Bulwer Lytton Edward - La razza che verrà | Un romanzo o un trattato politico? Certamente una piacevole dissertazione sui temi della convivenza civile, se non uno studio impegnato sui difetti di una democrazia immatura e puramente formale (quella americana), troppo "giovane" per l'esperienza di un Pari d'Inghilterra colto e smaliziato. Tuttavia, anche se imperfetta, una democrazia è da preferirsi a una società politicamente e razionalmente perfetta, costituita però da automi privi di sentimento e di immaginazione. E perciò incapaci di libertà..
Il presente romanzo di Sir Edward Bulwer-Lytton, autore, fra l'altro, del celebre "The last Days of Pompeii" (Gli ultimi giorni di Pompei), proprio nel titolo: "Vril, The Power of the Coming Race" evidenzia la forza e il motivo conduttore di un'avventura dalla logica fantastica, che viene comparando con marcata efficacia la realtà della società democratica con un mondo immaginario di grande fascino storico-filosofico, seppur basato su elementi che trascendono la nostra razionalità occidentale.... A fine lettura possiamo definire sconcertante questo romanzo, e pur tuttavia ambizioso. è vero che proprio noi umani, coscienti della nostra infelicità dovuta alle nostre colpe, cerchiamo un mondo diverso, opposto all'attuale, in cui realizzarci in pace. Tuttavia, quando ciò accadrà, ne saremo distrutti. Noi siamo quello che siamo. Se cambiassimo, saremmo la razza ventura, cioè giustizieri o carnefici di noi stessi." (Dall'Introduzione di Noè I. Rocchi)
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