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Santulli Raffaella - Mezzo pieno | "Perché ci hanno detto che la vita è questa, perché la vita ce l'hanno insegnata sui banchi di scuola, perché ci hanno detto questo sì, questo no, questo è bene, questo è male, non mangiare la mela che morirai e lavorerai sudando e partorirai con dolore. Ci hanno detto che i nostri pensieri sono sporchi, che dobbiamo lavare le nostre mani e le nostre anime, ci hanno detto che dobbiamo svegliarci alle sette ogni mattina e timbrare il cartellino e andare a scuola e fare i compiti, che se invece ti compri un gelato e ti stendi sul prato al sole non hai fatto il tuo dovere".
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.3 / 5lello (08-01-2009) Ieri l’ho preso, ho iniziato a leggerlo e l’ho divorato in poche ore.
L’ho trovato molto intenso e profondo, un graffio al cuore.
Trovo che hai avuto una capacità descrittiva dei sentimenti eccellente, hai reso benissimo l’idea…
Come sono stato in pena per “Viola”…
Sentivo di dirtelo.
Complimenti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Urrican (14-11-2008) C’è la storia d’amore, il percorso interiore di chi attraversa una difficile fase di cambiamento della propria vita e, ancora, la descrizione della complessa personalità e del sentire della protagonista.
Il linguaggio è essenziale ed incisivo, i pensieri espressi con apparente semplicità colpiscono e sollecitano. I dialoghi sono sostituiti da sms e mail (ma non c’entra proprio con c’è posta per te) e l’atmosfera si modifica insieme all’evolversi del racconto in modo insolito e coinvolgente con il cambiamento che viene dapprima combattuto e respinto, ma poi accolto e ricercato.
Il senso di colpa, la voglia di ribellarsi, ma al tempo stesso il bisogno di sicurezza della protagonista, ne accompagnano l’evoluzione della sfera emotiva, inducendo il ritorno alle proprie origini per rimettere in discussione i propri elementi costitutivi, porre domande dettate dalla passione e dalla necessità di fare delle scelte.
Le descrizioni e gli accostamenti trascinano nello svolgimento, coinvolgendo il lettore quanto più si avvicinano alla sua esperienza.
Il racconto costituisce forse un potente esorcismo dei negativi aspetti autobiografici che lo impregnano, ma l’amalgama lo rende più vero e percepibile.
E quando il libro si chiude verrebbe voglia di chiamare l’autrice per chiedere conto di significati e pensieri che stanno forse nella parte nascosta dell’iceberg che affiora, ma che il libro invita a riempire inconsapevolmente con i propri.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vanessa (14-10-2008) Un libro interiore, un romanzo significativo, una riflessione sul matrimonio, il valore aggiunto dell'amicizia,un modo incantevole per descrivere l'estrema sensibilità delle donne! Per questo lo consiglio in particolar modo agli uomini che vogliono capirci un pò di più di quell'icredibilmente complicato e allo stesso tempo intrigante universo femminile! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mergh (19-09-2008) Credo che sia un libro che o si odia o si ama, più vicino al sentire delle donne che non a quello degli uomini. Io l’ho trovato molto intenso, scorrevole, scritto con un linguaggio, per certi aspetti, nuovo.
A me è piaciuto molto e non credo neppure che Torino ne esca male dalla storia, anzi, ne viene fuori il ritratto di una città affascinante, che viene riscattata dallo stereotipo di città grigia così diffuso. E poi non direi che è l’emigrazione il tema principale della storia, ma il matrimonio, i tradimenti, le debolezze umane… mi vien da pensare che se a qualcuno non è piaciuto è solo per motivi di campanilismo…
Insomma, non è un romanzo rosa, come forse qualcuno potrebbe aspettarsi, ma “un concentrato di interiorità” emozionante e forse “emotivamente scomodo” e proprio per questo interessante soprattutto per chi ha o ha avuto una vita sentimentale un po’ strattonata.
Lo consiglio senz’altro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco (09-09-2008) Capisco il malessere del personaggio narrante, ho trascorso i mesi del servizio militare a Napoli, tutto mi sembrava ostile, non notavo di certo "il cielo azzurro e le nuvolette" troppo lontano dai vicoli bui e sporchi, i cortiletti maleodoranti, dai sorrisi affabili ma disonesti dei ragazzini sui motorini senza casco.... insomma avrei potuto anch'io dire di Napoli "città malefica" come il personaggio descrive la "sua" Torino.
Questo romanzo non è un romanzo ma uno stralcio di un diario di una infantile, contraddittoria, esasperante paranoica, usando proprio le sue parole su se stessa.
Noioso, irritante. Brutto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sandra P. (05-09-2008) Una storia banale che forse poteva avere un senso raccontata quaranta anni fa', quando l'emigrazione al nord poteva essere vissuta veramente con angoscia. Il personaggio principale è fastidioso nelle sue incessanti lamentazioni, proiettando sul mondo circostante le proprie paure e inaguatezze. Non lo consiglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
serena (01-08-2008) Ho adorato questo libro!! L'ho comprato per portarlo in vacanza, ma ho finito di leggerlo prima ancora di preparare la valigia!! Dovrebbero leggerlo tutti gli uomini per capire come è tormentato, complicato e ensibile il cuore di una donna.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Appassionata (27-07-2008) Appassionata di libri e di vita, come Viola, la protagonista di questa storia, che con i suoi tormenti, i suoi pensieri, le sue debolezze, la sua complessa personalità, il suo essere bambina e donna, ti conquista subito, così come la sua inquieta voglia di leggerezza.
La scrittura è semplice ed immediata e proprio per questo, ti tocca nel profondo ed è come se a parlarti, in un pomeriggio fatto di confessioni, fosse una cara amica a cui vuoi bene, un po’ delirante e un po’ razionale, come tutte le amiche, tiranneggiata da sé stessa, dal suo senso di colpa, dalla sua voglia di osare, dal suo voler vivere di emozioni forti, uniche ed assolute e, nello stesso tempo, dal suo bisogno di tranquillità, protezione e sicurezza.
Onirico ed allo stesso tempo essenziale, Mezzo Pieno è un libro per tutte le donne e per quegli uomini che, trovatisi coinvolti nel più scomodo dei triangoli, vorrebbero capire cosa passa, in certi momenti, nella mente delle donne.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dwin (02-07-2008) Ho letto il libro tutto d'un fiato...e il sapere che vi sono altre persone che come me,vivono satuazioni nella vita non piacevoli e provino le stesse medesime emozioni,mi ha molto confortata!Spesso non riesco a dare voce a questi pensieri, ci sono e basta, mentre l'autrice, l'ha fatto magnificamente ed io mi sono ritrovata in pieno.Le vicende sentimentali di Viola,la sua rottura così traumatizzante con la sua terra,la sua rabbia,le sue considerazioni sul matrimonio,sono spunti di riflessione per ognuno di noi.Bellissima la parte "Armata contro...".
Complimenti a Raffaella Santulli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Viola (02-07-2008) Mi è piaciuto tantissimo, mi sono immedesimata nella storia che somiglia a quella vissuta da me un po' di anni fa... e poi io e la protagonista abbiamo lo stesso nome!
Lo consiglio a tutte le donne, soprattutto a quelle piene di sensibilità e tormento che mettono al centro della propria vita sempre e comunque l'amore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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