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Lauzi Bruno - Tanto domani mi sveglio | Dice Lauzi: "Siamo rimasti più in due a poter raccontare quella che fu la Scuola Genovese...". E Lauzi si racconta e ci racconta, senza fare sconti a nessuno, la sua storia e con essa la storia di cinquant'anni di musica in Italia, da quando, compagno di banco di Luigi Tenco, cominciavano a strimpellare note, fino ad oggi che gli viene assegnato il premio dedicato alla memoria dell'amico tragicamente scomparso. Personaggio scomodo e senza reticenze, non cerca mai di essere simpatico, ma sempre e solo sincero, proponendoci la sua testimonianza di un mondo che lo ha visto protagonista.
Media Voto: 4.5 / 5alessio bartaloni@inwind.it (27-07-2007) Consiglio vivamente questo libro a chi ama la canzone d'autore o anche semplicemente a chi ha un certo interesse per la storia recente del ns. Paese. Questo libro, ovviamente da una angolazione particolare, quella di un "uomo di spettacolo" come si sarebbe detto una volta, ne offre un quadro assai interessante, con qualche inevitabile ma anche simpatica nota nostalgica. Qualche opinione francamente un pò superficiale (vedi i tre punti anti-DeAndrè) nonchè più di un pregiudizio politico (Lauzi era di idee politiche opposte a quelle della grande maggioranza del mondo cantautorale) non inficiano il carattere spontaneo, schietto, coerente con cui l'Autore dipana i suoi ricordi, con un tono da "quattro amici al bar" che ci fa quasi essere parte di quel racconto. E di fronte a noi passano così la la figura un pò dongiovannesca di Paoli, quella controversa di Tenco (per cui l'Autore non nasconde una particolare tensione), la innata musicalità degli artisti brasiliani con cui Lauzi ebbe la fortuna di lavorare. E poi il suo rapporto con la Rai e lo straordinario successo della canzoni per bambini, nonchè quello con i discografici e con gli organizzatori di concerti non altrettanto positivo. Tutto sotta una personalissima ottica senza che si tocchi, per scelta, il "personalissimo" (pochissimi infatti sono gli accenni alla famiglia e alla malattia). Un libro sicuramente in linea con la coerenza del personaggio. Coerente con sè stesso fino alla morte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (01-02-2007) Lettura raccomandata per tutti gli estimatori della canzone d'autore italiana. Nel corso della sua vita Lauzi ha incontrato e frequentato più o meno tutti i nomi della canzone di alto livello, a cominciare dalla stretta amicizia con Tenco, e di queste sue frequentazioni ci parla senza agiografia, anzi proprio mostrandoci quelli che secondo lui erano non solo le qualità ma anche gli atteggiamenti che lui non condivideva. Lauzi ha uno stile di scrittura particolare, e a volte non proprio scorrevole, e questo, unito al fatto che il libro non è strutturato canonicamente per capitoli, ma procede per brevi paragrafi continui, fa del libro un'autobiografia un po' sui generis, una specie di racconto, la cui brevità lascia il rammarico che Lauzi avesse avuto il desiderio (o la possibilità) di scrivere molto di più. La cosa più interessante è che non c'è ombra di buonismo, quasi ogni personaggio di cui si parla si porta a casa la sua frecciatina più o meno pungente, se secondo l'autore se la merita. Le ultime trenta pagine sono in crescendo, amare e esilaranti al tempo stesso, con un certo humour alla rovescia di cui gli italiani non hanno molta pratica: uno degli aspetti per cui Bruno Lauzi era una figura "fuori dal coro", di cui ne servirebbero molte ma molte di più. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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