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Morlacchi Manolo - La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore |
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Titolo | La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore |
| Autore | Morlacchi Manolo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 244 p., ill., brossura |
| Editore | Agenzia X
(collana Book) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La storia dei Morlacchi, una numerosa famiglia proletaria, racchiude in sé tutte le fasi del movimento operaio del '900 italiano. L'antifascismo, la resistenza, il dopoguerra e le prime spaccature con il Pci. Dagli anni sessanta i dieci fratelli Morlacchi furono protagonisti delle lotte politiche nel loro quartiere alla periferia di Milano, il Giambellino. Nel 1970, in quella stessa zona, Pierino Morlacchi partecipò alla fondazione delle Brigate Rosse organizzando il primo nucleo con Renato Curcio. Sempre nel 1970 nacque Manolo, figlio di Pierino e Heidi Peusch. È lui che in queste pagine racconta le vicissitudini umane, rivoluzionarie e giudiziarie della sua famiglia.
davide steccanella (24-02-2011) "La fuga in avanti" è la storia nuda e cruda di una grande famiglia proletaria milanese che attraversa da protagonista le tappe più significative del dopoguerra italiano, è la storia incredibile dei dieci figli superstiti di Remo e Gina Morlacchi vista attraverso gli occhi del piccolo Manolo, classe 1970, occhi che ne hanno viste, è il caso di dirlo, di tutti i colori, ma che ciò nonostante non hanno mai smesso di volere? guardare.
Questo libro-diario, oltre ad essere bellissimo, sia per la storia che racconta sia per il "come" lo fa, presenta anche alcune caratteristiche peculiari che lo rendono del tutto diverso dai tantissimi libri che in questi anni hanno cercato di raccontare dai vari e magari opposti punti di vista, il complesso fenomeno degli anni settanta in Italia.
Per prima cosa esistono tanti saggi o commentari piuttosto che autobiografie di protagonisti su diversi fronti di quella guerra o racconti di vittime e di figlie di vittime, ma "La fuga in avanti" mi risulta a tutt'oggi essere il primo ed unico libro scritto dal figlio di un militante armato, e questo rende il libro particolarmente genuino ed autentico sin dalla sua genesi, perché non nasce da alcuna finalità diversa da quella del mero racconto, visto che Manolo non deve "giustificare" o "rinnegare" o financo "esaltare" una propria scelta.
In secondo luogo ci fornisce una testimonianza unica di come furono quegli anni per chi li visse da bambino e quindi da adolescente "dall'altra parte della barricata", e così questo libro fornisce anche una delle più straordinarie testimonianza di amore filiale che mi sia mai stato dato di percepire perché il sentimento che permea la intera odissea di Manolo è il costante e mai messo in discussione, neppure nei momenti più drammatici, assoluto rispetto per due genitori che hanno pagato sulla propria pelle una loro inarrestabile pulsione a combattere quello che hanno sempre ritenuto in totale buona fede essere un mondo profondamente ingiusto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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