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Sacco Nicola - Racconti a vita bassa | Malesangue, una parola sola, per descrivere esistenze monche e mancanti, bambini a cui viene negata la possibilità di esserlo, madri spaesate, crescite malate e vite adulte storte perché c'è sempre qualcosa di anomalo, di sbagliato: una calvizie precoce, un braccio paralizzato, un matrimonio mancato, un fratello perso, il sesso ansioso perverso violento. E poi un conducente-domatore di autobus abbandonato da tutti tranne che dal suo "destriero", una zia megera alle prese con la giovane Olga, un mago raggelante come può esserlo soltanto chi ha "la vocazione".
Roberto (24-03-2007) Nicola Sacco, con il suo "Racconti a vita bassa", rappresenta davvero una novità nel panorama della narrativa italiana, troppo legato all'orizzonte modaiolo del genere del momento (ogni riferimento al noir è decisamente voluto). La vivacità del linguaggio, che riecheggia modalità "gaddiane", compenetra una trama forte, cruda, dagli accenti alla Niffoi, innestata sulle vite basse, esistenze difficili, sporche, che animano tutte le periferie, racchiuse in modo convincente in quella barese e strette nella difficoltà del vivere quotidiano.
Come si evince dalla copertina, Nicola Sacco è un quasi esordiente, ma, in base a quanto ho potuto leggere, è già uno scrittore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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