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Chesterton Gilbert K. - Uomovivo. Ediz. integrale | Uomovivo, qui presentato nella una nuova traduzione di Paolo Morganti, è uno dei più complessi e affascinanti romanzi della letteratura inglese. Scritto da Gilbert Keith Chesterton nel 1912, narra la storia del fantastico Innocent Smith, il debordante e incredibile protagonista che in un caldo pomeriggio estivo irrompe nel giardino del piccolo cottage, che è casa Beacon, sospinto da un vento turbinoso. Annunciato da un panama bianco e da un ombrello verde sospinti con le foglie nel giardino della pensione della taciturna signora Duke, Innocent plana col suo vestito verde da vacanziere al cospetto di tre giovani uomini, il dr. Warner, l'irlandese Michael Moon e Artur Inglewood, impegnati in una discussione su un bizzarro e delirante telegramma. L'omone esordisce e persevera in comportamenti inconsueti, irrazionali e incomprensibili, che lo trasformano agli occhi dei villeggianti in un pericoloso individuo. Subirà quindi un bizzarro "processo casalingo", dove le orribili accuse che gli verranno pregiudizialmente mosse, sono quelle di tentato omicidio, omicidio, furto con scasso e bigamia. Nelle vesti di mite imputato, Innocent si lascia docilmente processare. Alla fine, l'avvocato difensore smonterà tutte le accuse, svelando ai presenti il senso stesso del nome del suo straordinario cliente: Uomovivo.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.66 / 5Aston Magressi (20-10-2011) Un libro probabilmente troppo datato, senza respiro e a volte un po' scontato. Lo lessi in lingua anni fa e mi sembrò migliore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (03-06-2011) Perchè non parlare di questo libro, cosa che il sig. Daniele non fa? Ho letto gran parte della produzione di Chesterton e considero i suoi racconti di Padre Brown dei veri e propri gioielli della letteratura moderna. Libri che parlano dritto al cuore, all'anima di una persona. Questo è tra i suoi capolavori, ma l'elenco è molto lungo... Ho letto anche il libro incriminato (ed. Giallo Mondadori) e devo dire che a me è rimasto un ottimo ricordo: testi raffinati, gialli eleganti, politica complessa affrontata con la semplicità e la correttezza dei bambini. Ricordo anche quelle frasi. Contestualizziamo: Chesterton era un intellettuale e nella Londra di inizio novecento erano idee comuni e non pericolose. Chesterton non ha conosciuto (nemmeno indirettamente) Aushwtiz, altrimenti avrebbe aggiunto una postilla a quei lavori. Era un intellettuale libero, libero di esprimersi. Non paragoniamoli ad antisemiti che poi hanno creato l'orrore. I suoi scritti vennero censurati dalla democratica URSS e questo la dice lunga su quanto negativo sia questo intellettuale. Cosa fare dei libri dell'antisemita Chesterton? Bruciarli? Chesterton può piacere o no, ma rimane un grande intellettuale e un immenso cattolico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (05-03-2011) Uno dei migliori di GKC; seppure in modo arguto e piacevole scrive come sempre di cose altissime. Semplicemente libri come questo arricchiscono.
Se il sig. Daniele avesse letto anche altro di GKC (a partire da questo libro, che temo non abbia neppure aperto non avendo speso una parola al riguardo), oltre alle poche righe a sostegno della propria tesi, scoprirebbe che il cuore della sua produzione non è certo l'antisemitismo. Tra l'altro, pur non essendo una giustificazione, la diffidenza verso gli ebrei era condizione purtroppo antica e diffusa in tutta Europa; con questa logica quasi tutti gli scrittori vissuti tra il 33 d.C. e il 1945 possono essere accusati di sostegno morale ad Auschwitz.
Infine, anche volendo dare per buona questa enormità, devono essere le idee politiche o sociali di un autore a determinare il valore artistico della sua opera? Allora basta portare in teatro "Il mercante di Venezia" di Shakespeare, via Dante che oggi sarebbe considerato omofobo, al rogo Baudelaire perché incoraggia l'uso di droghe, e ancora radiamo al suolo le opere di Terragni perché fu fascista, e così via...
E poi, chi è che decide? Il governo? Il Comitato di salute pubblica? Il sig. Daniele?
Occhio, perché una simile concezione della cultura ricorda certi totalitarismi ben più dell'antisemitismo che si vorrebbe affibbiare a GCK. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (05-12-2010) Il miglior libro di Chesterton. Imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele (25-09-2010) Continuo a non capire per quale motivo si continui ad osannare questo scrittore dalle idee antisemite dopo quello che è accaduto nel nostro secolo a seguito delle stesse. E poiché c'è chi con buona dose di faccia tosta nega questo dato, anche se evidente, cito: "è anche vero che gli ebrei hanno tessuto su tutte queste nazioni una rete internazionale, che è anche del tutto antinazionale. Per quanto possa essere inumana la loro usura e la loro oppressione dei poveri, non sono mai così inumani come quando diventano degli umanitari idealisti". I protocolli dei Savi di Sion? No, il racconto "La torre del tradimento" nell'antologia "L'uomo che sapeva troppo" di Chesterton. Oppure ecco qui un altra perla del medesimo volume e del medesimo tenore: "E' già troppo brutto che una banda di maledetti finanzieri ebrei ci abbia spediti qui, dove non c'è nessun interesse inglese da servire (...)". Io queste frasi le trovo agghiaccianti. Sono stato ad Aushwitz, ho visto le foto di bambini, donne, uomini, giovani, anziani sterminati in quel mattatoio, che sicuramente non avevano nulla del finanziere e dell'usuraio ma erano impiegati, contadini, operai; e mi domando come si abbia il coraggio oggi di pubblicare chi ad un certo clima, che piaccia o no, ha contribuito. Mi fermo qui che è meglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fulvio PANZERI (18-05-2010) Una iniziativa editoriale colma un vuoto italiano con una collana dedicata a G. K. Chesterton
di Fulvio Panzeri
Tratto da Avvenire del 25 aprile 2009
C’è un ritorno di attenzione sull’opera di uno dei grandi scrittori del Novecento, G. K. Chesterton, anche a livello internazionale. Basti pensare che è annunciata per i prossimi mesi l’uscita in America di Manalive, un film diretto da Joey Odendahl, sceneggiato da Dale Ahhlquist, presidente dell’American Chesterton Society. Ad impersonare lo straordinario personaggio di Innocent Smith, alter ego di Chesterton stesso, sarà Mark Shea, scrittore americano convertitosi, nel 1987, al cattolicesimo. Proprio questo romanzo, pubblicato nel 1912, e riconosciuto come il capolavoro dello scrittore inglese, e presentato a suo tempo ai lettori italiani con il titolo «Le avventure di un uomo vivo», ritorna in libreria grazie a Morganti editori che ha scelto di ri-valorizzare nel nostro paese il pensiero e l’arte di Chesterton, con un’intera collana dedicata alla sua opera, 'Chestertoniana'. Questa collana, curata da Paolo Morganti, che è anche il nuovo traduttore dell’opera nella sua integrità, correggendo distorsioni e tagli presenti nelle edizioni precedenti, colma un vuoto, attraverso un rigoroso lavoro di indagine filologica e storica, un apparato di note di commento che favoriscono la comprensione del testo, una premessa esaustiva che ne spiega i contenuti e presenta utili indizi interpretativi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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