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Gauhar Feryal A. - Non c'è posto per altre sepolture |
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Titolo | Non c'è posto per altre sepolture |
| Autore | Gauhar Feryal A. | Prezzo Sconto 10%
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€ 13,50
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 1,50)
|  | | Dati | 2009, 205 p., brossura | | Traduttore | Zuppet R. |
| Editore | Fausto Lupetti Editore
(collana Amatea) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Nel settembre 2002, un anno dopo l'attentato alle Torri gemelle e l'invasione statunitense dell'Afganistan, un paramedico dell'esercito americano viene catturato dai ribelli afgani durante una ricognizione e rinchiuso in manicomio in mezzo a un deserto con un'altra dozzina di prigionieri. Dato per disperso, viene dimenticato anche dai suoi avversari. Malati, prigionieri e carcerieri vivono giorno per giorno il degrado del luogo, la fame, la disperazione e la follia. E mentre affrontano i loro singoli destini, la guerra fa da sfondo alla vicenda e alla singolare situazione del narratore: il "vincitore" trasformato in vittima, con un'ambivalenza che è metafora di tutto ciò che l'Afganistan simboleggia. Con un finale inaspettato l'autrice spiega che in questa guerra non ci sono vincitori, ma solo un Paese devastato e coloro che riescono a sopravvivere alla pazzia. La vicenda è raccontata in prima persona dal protagonista che mescola fatti di cronaca reali a riflessioni, ricordi, sogni e deliri. Senza indulgenze nel descrivere, talvolta con un linguaggio crudo ma efficace, gli orrori e le atrocità di un conflitto insensato.
Media Voto: 5 / 5gregorio (02-12-2009) brutale e crudele. ma questa dannata guerra in Afganistan probabilmente è anche peggio di come è raccontata in questo libro. sono rimasto colpito anche dalla scrittura, essenziale, a volta scarna ma molto diretta ed efficace.
Greg. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giosanna terrana (12-10-2009) L'Afganistan che nessuno ci racconta. Una guerra feroce, alla faccia delle dichiarate missioni di pace. Da leggere assolutamente.
Gio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco Merisi (08-09-2009) Un libro che ti afferra alla gola alla prima pagine e non ti molla più. La guerra in Afganistan e le sue storie di torbida e ordinaria follia. Capolavoro.
F.Merisi
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fiorella (03-09-2009) Un libro che fa andare in apnea, a volte prende alla gola e non fa inghiottire...ci sono pagine di una crudezza quasi esagerata. Pur tuttavia ho l' impressione che la realtà sia anche peggiore. La follia della guerra afgana domina e cresce pagina dopo pagina nei protagonisti, nei luoghi e persino negli animali. Qualcuno ha scritto che la guerra porti a compiere azioni che altrimenti gli uomini non commetterebbero mai perchè troppo atroci.
Io penso che la guerra sia l' aberrante giustificazione a farle, queste azioni. Prevalere sul più debole e dominarlo. E questo libro ne è l' evidenza.
Ci sono anche pagine di commovente delicatezza e sensibilità come quelle che descrivono il passato, le tradizioni, " il tesoro".
Finendo il libro ho pensato che noi occidentali non sappiamo nulla di quei popoli, della loro cultuta e della loro concezione della vita.
Fiorella
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Federici paolofederici@paolofederici.it (18-07-2009) quando la realtà diventa inaccettabile, non rimane altro da fare che impazzire.
Una guerra (quella in Afganistan) che ci hanno raccontata guardandola da fuori, adesso ci appare nella sua realtà vista da dentro.
E la realtà convive con la pazzia. Un soldato americano, catturato e fatto prigioniero, viene rinchiuso nell'unica prigione "in zona": un manicomio.
Solo che poi, a seguito di una tra le tante incursioni aeree, quel manicomio rimane isolato ed i suoi "ospiti" dimenticati. L'americano è costretto ad affrontare la realtà: convivere con tutti quei matti che forse tanto matti non sono.
Alla fine, nell'impossibilità di spiegarsi quella guerra, nell'incapacità di accettare quella realtà, sarà proprio l'americano ad impazzire.
Da leggere per capire che dietro la guerra in Afganistan (ma, direi, dietro a tutte le guerre) c'è solo una realtà impossibile da capire, una realtà ... concepibile solo vivendo nella pazzia.
Paolo Federici Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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