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Destremau Jean-Baptiste - La sinfonia dell'assassino | Laszlo Dumas è un pianista virtuoso, ma da sempre considerato senza genialità e passione, privo di quel tocco che sancisce la differenza tra un abile esecutore e un grande artista. Finché un giorno, durante un concerto, un suo trascurabile errore viene colto da uno spettatore seduto in prima fila. Laszlo non può accettare che qualcuno sappia della sua esitazione, inizia a odiare quella persona e infine la uccide. E improvvisamente il suo stile migliora. Da quel momento in poi, inserisce volontariamente un'impercettibile variazione di nota in ogni concerto, osservando con attenzione le espressioni degli spettatori: chiunque mostrerà di accorgersi dell'imperfezione verrà ucciso, e Laszlo trarrà dagli omicidi la forza e il vigore necessari a compiere la sua rivoluzione artistica. La sua capacità musicale assurge a livelli impensabili. Passa di successo in successo, adorato dal pubblico e acclamato dalla critica. I suoi delitti restano nell'ombra, e il cammino verso la gloria sembra non avere più ostacoli. Fino al giorno in cui s'innamora di Lorraine, proprio una spettatrice che si è accorta, secondo lui, della nota stonata. Scoprendo il piacere carnale, Laszlo abbandona il freddo ascetismo che aveva caratterizzato la sua vita. Ma cosa scegliere tra l'arte e l'amore? A causa dei suoi crimini la follia si accentua e lo travolge. Sino a dove lo porterà la pazzia?
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5EUGENIO (22-03-2011) Bel libro dalla trama intrigante, scritto in modo scorrevole. Stridenti però quelle frasi con verbo all'indicativo anzichè al congiuntivo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Salvatore (29-01-2011) Abbastanza intrigante e interessante anche dal punto di vista psicologico, in quanto piuttosto verosimile. Forse delude un pò nel finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca tedeschini (22-09-2010) Un libro che descrive in modo schietto le zone buie della mente umana che non si vuole vengano alla luce. Quei pensieri torbidi che, a mio avviso, albergano anche nelle menti normali e non necessariamente solo in quelle oppresse da manie di grandezza e potere.
Più volte, durante la lettura e specialmente verso la parte finale e culminante del romanzo, ho pensato a un altro, per me grandissimo, libro: Il profumo di Süskind.
Bellissime le riflessioni sul "carpe diem" da parte della protagonista femminile.
Il romanzo dovrebbe essere letto nel silenzio più assoluto, visto che contiene già in sè la miglior colonna sonora possibile. Anzi è esso stesso una partitura: un adagio all'inizio, e un presto incalzante alla fine.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marisa (17-09-2010) Libro scritto molto bene. Lo accosterei al 'Profumo' di Suskind, e in parte anche a Spider di Mc Grath. Vale a dire libri che creano sempre un'atmosfera di tensione e sospensione.
"La sinfonia dell'assassino" l'ho letto in un fiato, angosciata da tanta crudeltà e passione.
Posso dire che avevo pensato a un finale diverso, ma ovviamente non dico quale.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fiorella tafiore@hotmail.com (03-09-2010) Si legge benissimo, scorre senza intoppi, finisci il capitolo ma poi, prima di chiudere, aggiungi qualche pagina ancora per vedere cosa succederà.
Mi è piaciuto l' intitolare i capitoli e mi è piaciuto come l' autore è saputo entrare nei personaggi.
Nelle pagine in cui la scoperta dell' amore trasforma il protagonista, ci si dimentica di avere a che fare con un serial killer e "si fa il tifo" per lui, per la sua fragilità e solitudine. Non si pensa alle vittime, ma ad una redenzione che si rivelerà impossibile .
Il finale è un crescendo che non dà respiro, e le pagine scorrono avidamente fino alla fine.
f. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo federici paolofederici@paolofederici.it (25-07-2010) un "horror" oppure un "thriller"?
Sicuramente un giallo psicologico, capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine.
Con un crescendo (quasi musicale) proprio come fosse una sinfonia.
Se spesso nel genio si nasconde anche la pazzia, qui è la seconda ad avere il sopravvento.
Il grande pianista Laszlo Dumas si diverte ad inserire piccolissimi errori nelle sue esecuzioni, facendone una filosofia di vita, nel rispetto di quell'aforisma che recita: "la miglior soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri, correggendoti, la sensazione di esserti superiori".
Solo che poi scatta il desiderio di vendetta proprio nei confronti di chi ha provato "la sensazione di essere superiore".
E così il grande pianista arriva ad uccidere ed ogni omicidio diventa sempre più importante e necessario come fosse la più potente delle droghe.
Talvolta raccappricciante come i racconti di "arancia meccanica", spesso inquietante come i libri di Stephen King, indagatore della psiche, questo libro - raccontato in prima persona dal "serial killer" - ci apre orizzonti sconosciuti dell'animo umano.
Quasi un moderno Machiavelli che applica alla lettera il principio del fine che giustifica i mezzi (ops, è vero: non l'ha detto Machiavelli! E' stato ... il fondatore dei Gesuiti).
Insomma, l'errore si annida dappertutto.
Solo "Harry Potter" ci salverà (per capire quest'ultima battuta non vi resta che leggere il libro!)
Paolo Federici Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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