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Sberna Laura - Racconti bonsai | Akiro e Yoto erano cresciuti insieme: figli di due sorelle, avevano condiviso i giochi e la scuola per molto tempo.
Tanti erano i ricordi che avevano in comune e spesso ridevano ancora di qualche loro marachella del passato.
Akiro era molto amante dei viaggi. Affascinato dagli usi e costumi dei vari popoli, si era spinto anche nelle terre più lontane per soddisfare questa sua passione.
Nello Zaire, in Africa, aveva incontrato una giovane donna di cui si era perdutamente innamorato.
Apparteneva ad una famiglia molto povera e non era neppure una gran bellezza, ma la sua dolcezza la rendeva unica.
Akiro stava molto bene con lei: si sentiva amato in un modo speciale. Non era la prima donna con cui stava, ma nessuna era mai riuscita a renderlo così sereno e felice.
Si sposarono e per qualche tempo rimasero nello Zaire.
Akiro, però, desiderava tornare nella sua terra e così
si trasferirono.
Yoto attendeva con gioia il cugino, ma quando all’aereoporto lo vide con la moglie vicino, rimase colpito dalla scarsa avvenenza di quest’ultima. Quando poi venne a sapere delle sue umili e povere origini, non riuscì a non manifestare ad Akiro,
in un momento in cui restarono soli, il suo disappunto riguardo la sua scelta.
“Hai avuto donne belle e colte, appartenenti a famiglie ricche e stimate, come puoi pensare che una come Yasmine ti renda felice?”
Nel sentire queste parole, Akiro si sentì offeso, ma, con calma, riuscì a replicare:
“Ogni uomo ha il suo modo di considerare i gradi della felicità, anche se molti, come te, pensano che ricchezza e bellezza siano i gradi massimi”.
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