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Cassitta Giampaolo - Il piano zero | Claudio, magistrato, è passato indenne attraverso le difficili stagioni che hanno caratterizzato il passato recente d'Italia. Le stragi, i servizi segreti deviati, i depistaggi, le BR, i NAR. Quando oramai è convinto che la sua carriera si sia assestata in una placida quotidianità, all'improvviso, i tempi andati tornano a bussare alla porta rumorosamente. L'amico poliziotto Gianvittorio lo aiuta ad incontrarsi con Violetta, l'amata compagna degli anni giovanili, brigatista mai pentita, pronta a fargli una rivelazione sconvolgente. È lei infatti che ha custodito per decenni un segreto che potrebbe spiegare molti dei fatti che, tra gli anni '70 e gli anni '80, hanno sconvolto l'Italia: la strage di Ustica, il treno Italicus, piazza Fontana. E la strage di Bologna. Tutte le certezze acquisite da Claudio si sgretoleranno progressivamente. Perché Violetta non è solo una brigatista incapace di riconoscere i propri errori. Violetta è il paradigma di una esperienza vissuta follemente, il mistero esistenziale che Claudio deve assolutamente svelare se vuole arrivare, finalmente, al fondo della questione.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.58 / 5maria s. (07-01-2012) ho ricevuto il libro in regalo e, sinceramente, non avevo letto niente dell'autore. Fin dalle prime pagine ho cominciato a vivere dentro la storia, ad innamorarmi dei personaggi a sorridere amaro e a trovarmi, appassionata tra le passioni di Violetta e di Claudio. Ho avuto la sensazione che potesse continuare all'infinito ed invece mi ha lasciato l'amaro in bocca la sua fine. Nel senso che a quel punto, speravo in un libro molto piu' ampio. Chi mi ha regalato il piano zero mi ha pero' detto di leggere il giorno di moro, ovvero il libro scritto prima. Detto e fatto. Ordinato da ibs e arrivato a destinazione. Tante pagine sempre belle ed piene di passione e etica. allora ho capito tutto. Cassitta e' un bene necessario, da leggere e rileggere. Passate parole e leggete i due libri. Capirete molte cose di quegli strani anni e qualcuno, come me, sicuramente regalerà molte lacrime di rabbia e di gioia. Grazie davvero per questo grande regalo, a chi mi ha fatto conoscere l'autore e all'autore stesso, bravo e ottimo affabulatore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pinuccio Massaiu (21-12-2011) Fenomenale! E' sempre un piacere leggere un libro ambientato in luoghi conosciuti, e l'autore riesce a fare rivivere le sensazioni legate al fatto che siamo quasi coetanei. Ed in tutto il libro si respira l'aria del nord Sardegna, condita da una storia avvincente e ben gestita, che lascia intravedere barlumi di luce nel triste passato della nostra storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna (18-12-2011) Il libro ha una scrittura piana e scorrevole. Ai protagonisti, troppo convinti del loro ruolo, preferisco i personaggi minori, meglio tracciati e dotati di autoironia che li rende simpatici (anche quelli cattivi come il direttore del carcere). Bella la trovata di sottolineare emozioni e svolte della trama con brani di canzoni ma, occhio alle citazioni, possono appesantire il testo e si può rischiare l'autocompiacimento. Mi chiedo: sono sufficienti 160 pagine per tentare di spiegare tutto il periodo degli anni di piombo? Attendo il prosieguo... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
luisa (10-12-2011) Tra tutti i libri scritti da Giampaolo, a partire da: "Asinara il rumore del silenzio" sino al Piano Zero, quest'ultimo libro è sicuramente il più avvincente e coinvolgente. La lettura del romanzo è scorrevole, praticamente si legge in un pomeriggio!!!, è un bel libro che fa capire a chi è più giovane il clima che si respirava in Italia durante gli anni 80, e se la prima parte la si legge con scorrevolezza, direi che gli ultimi capitoli del libro ti lasciano con il fiato sospeso..Il finale fa emergere invece il lato romantico dell'autore che finalmente in questo libro dà a Claudio e Violetta la possibilità di concludere quello che nella fase della giovinezza avevano lasciato in sospeso. ...Consigliato a tutti..soprattutto ai più giovani Voto: 5 / 5 |  |  |  |
adele (20-11-2011) Ritengo questo libro di Giampaolo Cassitta meritevole di lode. Egli infatti riesce a raccontare in un romanzo le vicende tristi che hanno accompagnato gli anni 80, intrecciandoli con una storia d'amore riscoperta solo con la maturità. Bene accostati sono anche gli ideali politici tipici di quegli anni in cui vigevano gli estremisti, di destra e di sinistra, e le lotte giovanili. Il libro offre, inoltre, una carrellata di eventi che è utile ricordare affinchè non finiscano nell'oblio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria antonietta barraovest@gmail.com (19-11-2011) Appena finito e letto in poco meno di tre ore. Ho ancora impressi tutti i personaggi e tutta la storia che in alcune parti, devo ammettere. è complicata. Ma il libro è bellissimo, ben scritto, ben narrato,ben costruito e dedicato a quella strana generazione che Cassitta dipinge divinamente. Mi è piaicuta anche la fine, molto vera, (non anticipo....) e mi è piaciuto il rapporto che si è instaurato tra un giudice (molto combattuto, a dire il vero) e il suo vecchio amore che, nel mentre era diventata una brigatista. Che romanticone il nostro Claudio: tira fuori addirittura una poesia di Montale, e gioca con i Pink Floyd e De Gregori. Bello, bello, bello. Con una sola angosciosa domanda: ma davvero le cose potevano andare così? Mi sembra molto attuale visto che in giro c'è il ritorno della p3 e p4 è geniale, come Cassitta ha fatto, tirare fuori la p1. Insomma, un libro politico per certi versi ma con una bella e combattuta storia d'amore. Parafrasando Venditti (che Cassitta non cita forse perchè non lo ama) un piccola e lurida storia d'amore. Continuerà???? Spero vivamente di si. Dai..... prepara il sequel che Claudio e Violetta lo meritano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio casese (11-11-2011) Sono molto combattuto sul libro e sull'argomento in senso generale. Ci sono alcune pagine molto liriche che si contrappongono ad altre decisamente ideologiche che non condivido ma, capisco, che appartengo ad una generazione successiva dove non ci sono tutte quelle contrapposizioni e contraddizioni. Sulla qualità della scrittura concordo con le altre recensioni. Sulla storia, invece, continuo ad avere qualche perplessità. Non so, Cassitta ci voleva dire qualcosa di importante ma, credo, non c'è riuscito. Sento che manca qualcosa e probabilmente la colpa è la mia che non ho lo stesso sguardo "di sinitra" dei personaggi e credo dell'autore. Insomma, per dirla tutta: è un libro rivolto solo ad una parte della barricata, troppo "a sinistra", poco political correct. Assolvo il libro solo per il plot e per la bella ricostruzione di alcune situazioni e di pezzi poetici. Non sono d'accordo sulle idee e su come l'autore analizzi la storia. Ripeto, non abbiamo,sicuramente, le stesse visioni. Avrei preferito che si discutesse anche sulle stragi dei rossi che hanno prodotto, anche quelle sangue e disperazione. Il racconto merita un voto altissimo, il contenuto un po' meno. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
piera passi (09-11-2011) Davvero una bella lettura che gioca su verità nascoste e verità da scoprire. Un libro forte, per questi tempi dove è di moda la spensieratezza e libri poco impegnati, Cassitta ci regala un affresco piuttosto originale degli anni 80 e ci racconta con un modo a volte garbato, a volte duro, a volte pensoso quello che è stato quel periodo, quelle morti, quelle stragi. Ci sono pagine davvero molto belle da scolpire nella memoria, come questa: (...)"Perchè i morti hanno un nome e una loro identità, una storia incredibile da raccontare. Che nessuno ha voluto ascoltare, in questa frettolosa ricostruzione di quello che è stato l'attacco al cuore dello Stato. Solo oggi, a riguardarlo, quel cuore ci presenta pulsazioni anomale e i simboli colpiti risultano essere stati decisamente lontani da quello che era il potere reale perchè, quel cuore colpito, oltre a pompare sangue di magistrati, di vice questori, di giornalisti, di giurislavoristi, aveva dentro le arterie i volti duri e coriacei degli uomini del popolo: agenti, poliziotti, carabinieri". (...) Ho voluto citare questo pezzo di libro perchè mi ha colpito e mi ha ricordato, quasi per un attimo Pasolini. Ecco, il libro è, per certi versi, pasoliniano quando si interessa della radice delle storie ed è molto bello e denso. Da consigliare come regalo etico per natale. Per cominciare un anno un po' più pulito. Grazie del libro e di tutte le parole utilizzate per raccontare questa strana storia. Non c'è nessuna pagina banale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
loredana perdinci (06-11-2011) Ho appena finito il libro letto tutto di un fiato. Voglio esprimere delle sensazioni a caldo, perchè è un libro davvero speciale: mi sono emozionata, ho pianto, ho riso, mi sono anche arrabbiata (per colpa di certi personaggi) e mi sono letteralmente innamorata del personaggio Principale:ilgrande e incredibile Claudio Marceddu che, finalmente, dico finalmente, riesce a raccontarsi in un momento intimo, cosa che nel giorno di Moro aveva decisamente rifiutato. Ringrazio l'autore per questa piccola perla di impegno sociale e di delicatezza che ha avuto nel trattare un argomento così difficile, sopratuttto per la sinistra che non vuole rivisitazioni sui propri totem. Mi è piaciuto, infine, che il libro sia dedicato a tutte le vittime delle stragi e a chi crede nello Stato. Cassitta ha aggiunto: "come me" e anche il mio cuore si è unito al suo. (Cuori dello Stato, un gioco che non posso rivleare ma che trovate dentro questo magnifico libro). La citazione poi della canzone "Bene" di De Gregori è la ciliegina sulla torta. E' nata una storia bellissima e molto intensa tra me e un ragazzo grazie (o per colpa) di quella canzone. Un tuffo nel passato con una grande scrittura. Regalone per natale a tutti quelli che credono in questo paese e lottano per migliorarlo. Come Marceddu e, credo, come Cassitta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
loredana (31-10-2011) una storia molto complicata e, per dirla con De Andre' una storia sbagliata. Ma non del tutto. Mi e' piaciuto quel ricordare dei protagonisti, quel ricercarai ta le maglie delle vecchie storie, quel volersi mettere in gioco facendo maledettamente sul serio. Mi e' piaciuto quel fraseggio tra il magistrato e la sua compagna terrorista, quell'incontro in carcere pieno di phatos, mi e' piaciuta la figura del direttore perfido e cinico, mi e' piaciuto anche il finale. L'unica cosa che non c'e' e' la soluzione. Si resta sospesi, quasi in attesa che qualcosa possa succedere e, invece, non accade. Il libro rappresenta la maturazione e il completamento dell'autore. Cassitta, da oggi, puo' dedicarsi, a pieno titolo al mestiere di scrittore. Potrebbe.
farlo a tempo pieno in quel filone etico e politico dove ha dimostrato dia essere bravissimo. Il piano zero e' un libro forte e denso. Un bell'esempio di scrittura ben calibrata e meno sincopata del precedente a cui va, pero' il paluso di una storia molto piu' originale di questa. Consigliato ad amici e da consigliare a chi passa da queste parti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni pes (29-10-2011) Dunque, letto il libro la domanda e' questa: ma non c'e' troppa carne al fuoco? Capisco l'esigenza di volersi occupare di un periodo decisamente oscuro ma sembra che Cassitta voglia essere l'unico lume di quegli anni e questo rende troppo approssimativo il libro. Servirebbe, inoltre, qualche passaggio descrittivo in piu', i personaggi sono, infatti, troppo ingessati e troppo "nella parte", quasi a voler dimostrare quanto sono puri e duri. Detto questo pero' il libro contiene passaggi molto belli e ha davvero molto coraggio. I dialoghi sono serrati e la trama e' avvincente. Troppo giuggiolone su alcune citazioni che non mi sono piaciute, ma pagine mirabili e da leggere a scuola, come quelle relative alle vittime delle stragi. Marceddu e' un bel personaggio, Cassitta un bravo scrittore ma, entrambi devono provare a eliminare quella faccia tardo adolescenziale e provare a spiccare il volo. Hanno le carte in regola per poterlo fare. In ogni caso, lo consiglio a tutti quelli che c'erano negli anni 80 e quelli piu' giovani che vogliono imparare e capire..... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fernanda (26-10-2011) Finalmente ho in mano la copia del libro che è il continuo naturale del Giorno di Moro, un libro pieno di passioni ma che necessitava di un seguito. Il seguito è questo apparente piccolo libro che quasi sembra scomparire davanti al tomo precedente. Ma è un concentrato di passioni, amore, politica quella vera, dialoghi bellissimi e duri, musica che l'autore riesce a farci sentire mentre i personaggi parlano e, soprattutto una trama davvero bella, interessante, incredibile con un finale che lascia senza fiato. Io non so dove Cassitta trovi tutte queste strane trame, ma devo dire che il libro è bello, ben scritto, ben raccontato e i tre amici sono davvero ben descritti. In un momento come questo di gran confusione e poca etica, il libro è un bell'esempio di alta politica e rappresenta un simbolo per chi ha voglia di riscatto. Lo suggerisco ai puri e ai puristi e suggerisco all'autore un seguito. Claudio Marceddu è una forza imponente e merita. Paragonabile al miglior De Cataldo. Lettura piacevole. Unico neo: troppo corto. Ma spero, come detto nel sequel. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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