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Cascio Alessandro - Noi sotto il sole di Santiago |
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Federica Borin (11-03-2011) Potrei parlare della facilità con cui si può leggere questo romanzo, del linguaggio semplice ed attraente, ma di libri così ce ne sono tanti. Questo in più vibra: le parole sono cariche di sensazioni ed ogni frase colpisce nel posto giusto (chiamiamolo cuore, chiamiamolo stomaco, chiamiamola anima o in qualunque altro modo), riempiendolo di emozioni. Mi sono innamorata dei personaggi e del modo in cui Capo Verde risulta così reale, senza le classiche descrizioni da sogno riguardanti i paesi lontani. E infine mi sono commossa.
Un fantastico Alessandro Cascio per un libro meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tiziana (11-03-2011) Anche se costavano 50Euro l uno, li avrei comprati lo stesso xche Alex Cascio non delude mai e nel suo genere è completamente unico.... Assolutamente da comprare e leggere TUTTI I SUOI LIBRI. Grande Ale..... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flavia Caruso Flow (10-03-2011) Ho comprato questo autore solo per caso dopo aver ascoltato una sua intervista. Mi è parso subito diverso e grintoso come pochi e la sua scrittura non ha deluso le mie aspettative. Una storia intensa, romantica ma senza smielature, cruda ma senza eccedere, l'ironia del protagonista ti tiene compagnia, specie quando incontra la bambina e da lei impara a vivere. Il momento in cui Lili insegna al porco ubriacone (che ricorda un po' Jeff Bridges quando fa questa parte o forse sono io che amo Jeff) è mega! Grandioso specie il finale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
miriam ravasio (08-07-2010) Alessandro Cascio non fa sconti, questo suo breve romanzo affronta il tema del turismo sessuale, quel losco traffico di domanda e offerta che prospera e si consuma, in tante parti del mondo, sulle spalle dei più piccoli, bambini e figli. Autore pulp, rock, metallico, il provocatore tatuato del blog Shovinskij ci regala uno specchio; pagine per guardare e personaggi di cui si respira l’odore di sudore e di paura; esseri umani veri, che hanno, ognuno, un loro peso di gravità. Pesante, quello del giornalista disilluso, ex stronzo, che solleva Lili come un bagaglio sgambettante da “scaraventare” sul sedile posteriore concedendole, con segreta tenerezza, le torture cantilenanti dell’età: il dito indice che nomina le cose, perché lui possa ripeterle e lei capottare dalle risate. D’oro, il peso di Dalila, che si rigenera nella maternità, traendo la forza di mille Sansoni, perché l’amore “viene fuori da solo dopo una bestemmia e se lo provi anche una sola volta, per quanto sia sacrilego, ti si aprono le porte del paradiso”
Un breviario poetico da tenere a portata di mano, sempre con noi, accanto al letto sui comodini, nelle borse, nel cuore, in ogni nostro viaggio, vero o immaginario per non dimenticare che il verde, il giallo e il celeste delle case di Capo Verde, sono i colori della Natura. Maestra e Madre, perché i gabbiani, per non gravare il volo dei più giovani, si scagliano con forza sugli scogli puntuti
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia (04-07-2010) Diretto, a volte crudo ma con degli sprazzi di sensibilità commoventi. "Noi sotto il sole di Santiago" di Alessandro Cascio è un romanzo che suscita emozioni contrastanti che si amalgamano perfettamente in questa storia così realistica da farti dimenticare la comoda poltrona sulla quale sei seduto a leggere e ti fa sentire parte integrante della ricerca di un paradiso che non esiste. Alessandro Cascio alleggerisce l'inferno del popolo capoverdiano(e quello di Achille) col punch, la musica di Casaria Evora e con la dolce leggerezza e l' ingenuità di Lili, quell'ingenuità che vorremmo tutti conservare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessio Satta (04-07-2010) E' il secondo libro che leggo di questo autore, ho preso questo e il precedente Touch and Splat e in assoluto considero questo romanzo un capolavoro, non tanto per la storia cruda e forte (un vecchio ubriacone cinquantenne lascia tutto, moglie e lavoro, per trasferirsi a capoverde e cercare una giovane Jazzista scomparsa, si imbatte in una baby prostituta e con la bambina si mette alla ricerca tra mille insidie) ma per il modo in cui l'autore descrive l'africa senza cadere nel banale, non parla delle solite cose, ti fa venire voglia di pensarci due volte prima di andare però alla fine vorresti vivere ciò che lui ha vissuto. Il protagonista è cinico e anche la scrittura salta tra la poesia e il cinismo. Meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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