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Scardone Francesco - Necrophylia | Un viaggio nella mente malata di un uomo qualunque. Potrebbe essere il tuo compagno di banco, un tuo collega, un vicino, comunque uno nascosto dietro la maschera della normalità. Potrebbe essere il riflesso che ti osserva dallo specchio quando ti fai la barba. A cavallo tra la più nera follia e la più irrequieta lucidità. Un'immagine quotidiana vissuta tra vita e morte. Si ha sempre l'impressione di non vivere ma di sudare l'esistenza. Un romanzo che mostra le due facce della stessa medaglia.
Media Voto: 4.5 / 5valina91 (24-10-2010) Il protagonista è un uomo malato di una mania abbastanza strana e inquietante: la necrofilia. Il carattere del protagonista è irruento, scontroso e quindi non teme un confronto con il lettore, col quale ha un approccio diretto e schietto. Il protagonista afferma sempre di amare la morte più della vita e di voler rifuggire quest'ultima (cosa che si nota anche nell'auto-isolamento) per buttarsi tra le braccia della tanto attesa morte, ma una volta posto di fronte al suo più grande desiderio e quindi all'eterna decisione tra vita e morte si tira indietro e da questo evento comincia a cambiare tutto nel suo animo. Come prima cosa questa mania verso la morte svanisce di colpo e il protagonista comincia ad aprirsi al mondo e alle persone anche se in maniera bizzarra ed insolita. Ma molto repentinamente il suo protendersi verso una nuova vita, dopo un'accurata riflessione su di essa, diventa un ripudio di questa e un'accurata analisi e riflessione che lo condurrà al punto di partenza.
Francesco Scardone, nel narrare questa storia a tratti addirittura folle, utilizza un linguaggio irriverente e licenzioso (ma che non disturba) che contribuisce a dare all'insieme un realismo sconcertante accompagnando il lettore fino all'ultima pagina. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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