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Grugni Paolo - L' odore acido di quei giorni | Alessandro Bellezza si sveglia tutte le mattine prima dell'alba e percorre per ore la zona tra Persiceto e San Giacomo del Martignone. Il suo mestiere è recuperare dall'asfalto i cadaveri degli animali ammazzati dagli automobilisti ed evitare ulteriori incidenti in una delle tratte più pericolose dell'Emilia. Un mestiere bizzarro. Un tempo però Bellezza era un chirurgo. Poi, suo malgrado, è stato coinvolto dalle Brigate Rosse in un fatto di sangue e ha perso tutto, compresi moglie e figli. Ora vorrebbe solo starsene tranquillo, ma la sera del 15 dicembre 1976, rientrando a casa, ai margini della strada trova una donna apparentemente morta. La raccoglie. E scopre che non è morta. Comincia così la vicenda serrata di "L'odore acido di quei giorni", che porta Bellezza all'inseguimento di un assassino che sembra nascondersi tra le file di Ordine Nuovo. Sullo sfondo c'è l'Italia raccontata da Radio Alice, in cui gli studenti universitari si scontrano con le forze dell'ordine, scoppiano le bombe e la politica perde progressivamente di vista la gente. Paolo Grugni torna al marzo bolognese del 1977 e ci porta con sé. In un atto d'amore per un'idea di paese che avrebbe potuto essere, ma poi non è stato. Alla scoperta di verità che avrebbero dovuto rimanere celate e che troveranno compimento vent'anni dopo.
Media Voto: 4.66 / 5davide steccanella (20-06-2011) Nel maremagnum del tanti romanzi "noir" che da tempo intasano le varie librerie nostrane questo merita di essere letto e non tanto per la trama bensì per la straordinaria ambientazione di una Bologna colta nel pieno fermento politico di quei primi tre mesi dello storico 1977 dove in Italia avverrà un po' di tutto e forse di troppo.
Lo spunto, davvero geniale, è quello di tenere perennemente sintonizzata la radio del protagonista sulla celebre emittente privata Radio Alice che verrà chiusa dalla repressione delle forze dell'ordine il giorno stesso in cui, in un certo senso, si chiude, e non dico come,la sua tormentata odissea, anche se vi sarà una importante "coda finale".
E così, mentre seguiamo le vicende di Bellezza ci viene risvegliato il ricordo (per chi ce l'ha) della cacciata di Lama dalla Sapienza piuttosto che del ferimento e arresto di Paolo e Daddo, oppure dell'assassinio di Giorgiana Masi e dello studente Lo Russo ma anche della assurda morte del calciatore laziale Luciano Re Cecconi, mentre l'Italia degli "adulti" sembra più che altro interessata all'avvento della televisione a colori.
Il romanzo, come tutti i noir che si rispettino, ci racconta di tanti delitti, ma il delitto più grande sembra essere alla fine quello compiuto contro il movimento del '77 che avrebbe potuto altrimenti cambiare in meglio il corso dei futuri eventi del nostro paese, e così, mentre le Brigate rosse si organizzano per quello che sarà per l'Italia e per loro il decisivo 1978 col sequestro Moro e la neo-nata Prima Linea commette il suo primo omicidio a Torino del brigadiere Ciotta, l'Italia si prepara a vivere quegli "anni di piombo" che tra idee stroncate col sangue e stragi di Stato ci condurrà a quella reazione di riflusso degli anni ottanta (e novanta) che oggi ci fa ci fa un pò rimpiangere "l'odore acido di quei giorni" in cui succedevano anche tante cose brutte ma ne succedevano anche tante di belle. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tommy (22-04-2011) Quando la scrittura, come in questo caso, informa oltre che intrattenere è motivo di accrescimento personale per chi accetta di leggere.
Il romanzo cela un lavoro di documentazione, immedesimazione nei luoghi e nei tempi (entrambi inesistenti ormai nelle forme ma non nei contenuti), che sono è per me esempio di ciò che si deve definire un ottimo lavoro.
Ci si sente trasportati, rapiti in modo accattivante a condizione di essere davvero disposti a mettersi in discussione perché il passato qui descritto, temo. non sia altro che il macabro progenitore di un futuro vicino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (09-03-2011) Sicuramente il libro più bello di Grugni, scritto in forma essenziale, diretto, con una trama scorrevole e ricca di colpi a sorpresa. All'epoca dei fatti ero un adolescente confuso che non riusciva a capire quanto stava accadendo intorno a me. Ora tutto è chiaro, e di questo ringrazio la lucidità di Grugni. Un libro che tutti dovrebbero leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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