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| Stefano Bollani - Piano Solo |
| 1. | Antonia | | | 2. | Impro i | | | 3. | Impro ii | | | 4. | On a theme by sergey prokofiev | | | 5. | For all we know | | | 6. | Promenade | | | 7. | Impro iii | | | 8. | A media luz | |
| | 9. | Impro iv | | | 10. | Buzzillare | | | 11. | Do you know what it means to miss new orleans | | | 12. | Como fue | | | 13. | On the street where you live | | | 14. | Maple leaf rag | | | 15. | Sarcasmi | | | 16. | Don't talk | |
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| La recensione di M&D Musica e Dischi |
L’esordio per ECM segna un punto di arrivo importante per il trentaduenne musicista italiano, nuova stella internazionale del piano jazz. A differenza del recente album: I Visionari (Label Bleu), inciso con il suo quintetto più alcuni ospiti, qui Bollani riesce a dare unità poetica e stilistica agli eterogenei materiali che compongono il repertorio scelto, dove si spazia da Prokofiev a composizioni originali, da Scott Joplin a classici evergreen americani. Strumentista eccelso, di vasta cultura musicale, il pianista riesce a dare forma ad un pensiero coerente, ad una sorta di piano jazz “al quadrato” che mai in precedenza aveva realizzato così efficacemente, andando in profondità nella trama musicale ed espressiva e lasciando emergere quella visione di sintesi nell’uso dello strumento che rivela l’influsso di quel grande artista che fu Jaki Byard. Echi classici, la memoria dello stride piano degli anni ’20, la moderna concezione armonica e fraseologica, il senso della storia tipico dell’attualità jazzistica si fondono in un caleidoscopio sonoro lontano da logiche salottiere ed invece articolato come un ampio affresco, ricco di simboli musicali inseriti dentro la filigrana con cui è costruita la musica. In questo magistrale esempio di contemporaneità jazzistica si avvertono la concentrazione, il senso di responsabilità, l’impegno dell’artista di fronte alla sua opera.Maurizio Franco Tratto da M&D Musica e Dischi n.700 del 01/09/2006 |
Media Voto: 3.5 / 5Max (19-02-2010) Questo album ha un colore particolare...si muove da tracce come "Antonia" a "Don't Talk" in un modo molto elegante, evocativo...e qui, ancora una volta, la ECM rivela un grande amore per i talenti veri...grande musica, grande suono e soprattutto...grande Stefano Bollani;-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
facchi.jazz (16-06-2007) Un disco si lascia ascoltare (anche troppo) ma è abbastanza deludente e tutto sommato poco significativo nei risultati. Bollani potrebbe fare assai di meglio, perché musicista di talento certo, ma da tempo è più proiettato verso il riscontro di pubblico e il successo che verso la qualità della musica che produce. In questo senso incidere per l'ECM è sicuramente un traguardo, molto meno sul piano artistico.
La musica manca della tipica profondità del grande jazz per piano solo, ma Bollani è un musicista che interpreta assai bene i tempi di oggi, tempi pregni di incultura, superficialità e consumismo alla massima potenza. Anche il jazz, o meglio, certo pseudo jazz che va per la maggiore e di cui Bollani ne è rappresentate quotato, purtroppo ne risente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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