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| Songs from the Labyrinth. Music by John Dowland |
14 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5fabrrizio (16-01-2010) Chiedo agli esperti di essere meno drastici. Infondo chi glielo ha fatto fare a sting se non l'amore per questa musica? Se il suo scopo era fare soldi avrebbe fatto altro ben più commerciale e meno impegnativo (vedi la reunion dei police...).
Inoltre credo che la sua visibilità darà un'ottimo impulso all'interesse per la musica di quel periodo.
Infine, da profano, posso dire che ho ascoltato molto il "cd" e che mi ha dato bellissime sensazioni. Lo consiglio senza dubbio, sia per l'interpretazione di sting, sia per la splendida tecnica di karamazov e ovviamente per John Dowland... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosa antonuccio (29-03-2009) Penso che un artista sia geniale quando continua a studiare come ha fatto Sting. Da cantante penso che non sia semplice per una voce "rock" come quella di Sting modellarsi sulla musica antica. Per me questo ultimo lavoro è la conferma che Sting sia un interprete intelligente: ha cantato musica antica nel suo perfetto inglese a voce naturale!Non come altri temerari deludenti che incidono arie d'opera impostando la voce sul nulla!
Soprano lirico appasionata di rock. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni (05-09-2007) Caro Michele (25.11.06), mi sembri il prete che si lamenta della chiesa vuota! Apprezzo Sting come cantante ed interprete ma soprattutto perché gli riconosco una sua intelligenza musicale (che in un mondo di interpreti mono stagione e mononeuronali, non è poco).
Perché la musica antica deve essere di pochi, con puzza sotto il naso? Sting ha certamente attirato l'attenzione su un genere di cui molti non sospettavano neanche l'esistenza. Poi si può criticare la tecnica, l'incisione, l'interpretazione, ecc. o essere invidiosi...
Le sonorità sono comunque notevoli e originali, se poi qualche quadricentenaio vuole fornire la sua testimonianza, ben venga! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mina (28-12-2006) Ho ascoltato il Cd di Sting.Mi è piaciuto perchè essenziale come la musica che intepreta.La voce non è pulita per quel poco che ne capisca ma riesce a creare un'ottima atmosfera. Indubbiamente non smette mai di stupire, di mettersi in discussione.In più ho sentito per la prima volta Dowland e mi sono riproposta di ascoltarlo attraverso gli interepti della musica antica.Credo che mi piacerà ancora di più.E' stata una buona occasione per estendere la mia conoscenza musicale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabri (26-12-2006) Anche io faccio musica antica da 20 anni circa, amo che si faccia in un certo modo (cioè seguendo la tanto criticata filologia) ed ovviamente non ci campo, ma non mi sono sentita affatto offesa dal disco di Sting (che ammiro da quando ero ragazzina) al contrario mi è piaciuto molto e pur riconoscendo che la sua voce non è "perfetta", mi ha trasmesso molte emozioni. E' fuor di dubbio che Sting sia un professionista ed un raffinato musicista a tutti gli effetti che non si sofferma su ciò che ha sempre fatto ma si rimette in discussione. Caro Michele guarda la cosa da questo lato: il fatto che Sting sia famoso, farà si che molta più gente, rispetto a prima, conosca Dowland e forse approfondirà il tipo di repertorio comprando altri cd di altri interpreti, e chi lo sa, magari anche i tuoi dischi potranno avere un incremento delle vendite! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luigi (12-12-2006) Voto massimo...perchè? sono un appassionato fruitore dei classici inglesi e ritengo che il cd possa indurre i melomani più curiosi a esplorare quel periodo magari in interpretazioni filologicamente corrette...considero quest'opera un esperimento personale di un valido musicista che sicuramente si è divertito, è entrato necessariamente nel merito di un periodo e genere musicale appartenente alla sua cultura ed evito di incasellare sparando commenti definitivi... se diversamente bravi musicisti restano nell'ombra la colpa è della pigrizia degli ascoltatori, della incolta preponderanza dei media, degli interessi economici delle multinazionali del disco, dell'incultura dell'istruzione musicale italiana...mi sono accostato a Vivaldi dopo aver ascoltato nei 70th un gruppo pop chiamato Curved Air e benchè profondo conoscitore di JS Bach non smetto di apprezzare lo J Loussier Trio che ne fa jazz...purtroppo definire sterco qualcosa ci fa entrare in una logica per cui chiunque può poi permettersi di togliere dignità alle cose che si fanno in buona fede...ci sono cose che ci piacciono, altre meno, altre che non apprezzeremo mai, ma qui, a meno di non indossare le solite vesti spocchiose da critico unico e infallibile, rischiamo di dimenticare che talvolta in carenza di ispirazione è meglio fare un'operazione Dowland che ha un fondo culturale anzichè quattro composizioni raffazzonate.
Una domanda a titolo di esempio: chi è in grado di definire ai giorni nostri "jazz" o "musica creativa d'improvvisazione"?
Ciao
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele astral_weeks@inwind.it (08-12-2006) Il voto che ho messo, l'ho messo in quanto obbligatorio. In realtà devo ancora sentire il disco. Dico due cose: Sting è stato un grande artista pop. Uso il passato perchè, francamente, i suoi ultimi album (Sacred Love e Brand New Day) sono sterco puro, roba da fan di Enigma, Enya e del peggior Phil Collins. Premesso questo, devo dire che sono stato incuriosito dall'operazione e non nego che presto mi comprerò il disco. Allo stesso tempo capisco ciò che dice il mio omonimo lì sotto e vorrei che lui mi indicasse alcuni titoli per avvicinarmi alla musica antica, e magari alcuni testi su cui "leggere" qualcosa per esser preparato. In ogni caso: capisco il tuo disappunto, ma è sempre stata così. Anche nel Rock, che il genere che io ascolto maggiormente, va sempre così: c'è gente che va avanti da anni a comprarsi i dischi di quel bellimbusto di Clapton e non si accorge che esistono migliaia di altri chitarristi blues molto (ma mooooooolto) più bravi e che fanno dischi stupendi... Ma che ci vuoi fare... Effettivamente l'operazione non si sa quanto sia "onesta", la DG peraltro non è la Narada... Boh... Ciao e ascoltate i Rolling Stones! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianluca gianlucacherubini@mac.com (05-12-2006) Sono un fruitore di musica antica, e conosco bene i vari interpreti di Dowland. Non sono un musicista professionista, e neanche lontanamente in grado di affrontare un repertorio come quello di Dowland. Il connubio è abbastanza singolare, e non nascondo che all'inizio storcevo un pò il naso. Tuttavia devo dire che la sua interpretazione, non eccelsa, permette un più ampio respiro e ora anche altre persone apprezzano Dowland. Un plauso perlomeno a questo intento, secondo me, riuscitissimo. A coloro che in questa pagina si lamentano perché loro "studiano sul serio" posso dire che il signor Gordon Matthew Sumner non è sicuramente da meno come studio e ricerca. Il fatto che non sia in grado di interpretare con la voce la le liriche di Dowland non ne fanno un interprete cattivo, tutt'altro. La voce non si rifà a 54 anni suonati. Pensateci anche voi quando avrete la sua età. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele (25-11-2006) rispetto. è quello che si chiede a fronte di sudore e lavoro e sacrificio. questo è il costo di chi vive di musica, di musica vera e importante, vissuta, suonata, cantata e ascoltata all'ombra della "nicchia". come per il mondo della musica antica. sono 15 anni che faccio concerti di musica antica e suono dowland in giro per il mondo. i miei dischi vendono quel tanto da consentirmi la soddisfazione personale, e noncerto grandi guadagni. ora arriva sting, sulla cui qualità di artista pop non discuto. ma credo che per la sua popolarità farà di dowland un mezzo per vendere e guadagnare.alla faccia di chi questa musica la canta e suona E STUDIA (magari benissimo) da anni facendo la fame. la qualità? pessima. dowland e il repertorio antico non si esegue in questo modo. si svilisce e si affronta in termini che si discostano dalla vocalità propria del periodo. e non è puro filologismo, l'espressione di un genere passa attraverso i modi. e quelli disting non sono appropriati. se il cd avrà successo non sarà merito di sting ma dell'ignoranza della gente, che invece di sperimentare acquistando musica di generi differenti, si affida a prodotti commerciali edulcorati, a all'affezione per un artista, lasciando gli "ARTIGIANI" della musica nel buio e nella fatica di sempre. detto questo, tutto questo, rimane la mia stima per lo Sing cantautore pop, che ho ascoltato e apprezzato per anni, e spero che questo scivolone non sia semplicemente l'indizio di un incipiente e progressivo affievolimento della sua ispirazione. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ezio (06-11-2006) Finalmente ho ascoltato Songs From the Labirinth, disco di puro "renactment musicale", ricostruzione storica dell'interpretazione sonora del 1600. Come molti appassionati si dedicano allo studio ed alla rievocazione di avvenimenti storici così l'artista di Newcastle ci propone la sua elaborazione nel campo che gli è più congeniale quello musicale.
I pezzi sono poi intervallati da letture delle lettere dello stesso Dowland nel suo peregrinare per l'europa inclusa la Toscana che sui britannici, e non solo, pone sempre grande attrattiva. Bella la sonorità della voce accattivante sia nel parlato che
nel canto e la musicalità di strumenti desueti e arcaici a cui spesso è concessa la scena con pezzi puramente strumentali, piacevolissimi
i cori che animano qua e la alcuni pezzi.
Disco al di fuori delle mode musicali per orecchie sensibili e affezionate a Sting, puro esercizio di
passione e ricerca stilistica sonora e vocale che richiama l'atmosfera di film in costume, ecco alla Barry Lindon anche se l'epoca è diversa, un ascolto consigliato a tutti ma con l'atmosfera giusta, un libro un caminetto un bicchiere di brandy ... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Five-by-five (04-11-2006) Questo misterioso "archlute" in italiano si chiama semplicemente arciliuto. E visto che è uno strumento nato in Italia, non ha molto senso chiamarlo in inglese. ;-)
Per quanto riguarda il disco di Sting, tutti noi che facciamo musica antica e che il liuto lo suoniamo quotidianamente, non possiamo che ringraziare Sting per l'incredibile pubblicità che sta facendo al nostro strumento e per essere riuscito da solo a fare quello che noi da anni stiamo cercando di ottenere: far conoscere a tutti questo repertorio meraviglioso e la bellezza della musica di John Dowland, uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. L'unico appunto che si può fare riguarda la qualità artistica delle registrazioni. Ma non si può andare troppo per il sottile: Sting non è un esperto di musica antica né si può pretendere che lo diventi da un giorno all'altro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Franco (26-10-2006) Il primo impatto con il disco non è certo dei migliori, se si è abituati alla consueta musica di Sting. Io lo seguo da alcuni anni, e ne ho apprezzato la volontà di rinnovarsi costantemente, anche cimentandosi con generi musicali lontani dal pop, come in questo disco, o riuscendo a coniugare suoni di elaborazione tecnologica con strumenti classici, come in "Sacred Love". Sting del resto non è nuovo a rivisitazioni musicali personali, sin dall'inizio della sua carriera solista (Russians). La poca corrispondenza con le intenzioni musicali di Dowland a mio avviso non sminuisce l'opera di Sting, perchè "Songs from the Labyrinth" può essere visto come un'interpretazione, e come tale quindi è suscettibile di diversità. Mi sento di consigliare l'album agli autentici appassionati di Sting e a chi ha voglia di ascoltare qualcosa di diverso dalla solita musica commerciale. Personalmente, dopo il primo ascolto, l'ho trovato gradevole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gioachino martinsequel@yahoo.it (23-10-2006) Facciamo chiarezza: Dowland e' uno dei maggiori ( se non il maggiore) autore inglese del rinascimento. Ha pubblicato diversi "Booke of Songs" tutti per voce e liuto, o ensamble vocale. Le canzoni in questo CD di Sting, sono canzoni di Dowland e non la sua biografia musicata da Sting. Con tutto il rispetto per il bravo artista, Dowland non e' pane per i suoi denti. Troppo lontano dalla sua musicalita' e dalla sua vocalita'. Una prova negativa per chi conosce a fondo Dowland interpretato da prsonaggi del calibro di Emma Kirkby ed Anthomy Rooley al liuto. Meglio che il nostro continui a dedicarsi al pop che sa fare molto bene. Consigliabile cercare di ascoltarlo prima di sprecare i soldi per l'acquisto. Tra l'altro solo 40 minuti e registrazione nei soliti (bassi) standard DG.
Gioak Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pasquale Franco paskitof@hotmail.com (09-10-2006) L'ultimo di Sting(Songs from the labyrinth, 23 tracce, 48'41 min) l'ho comprato subito e non perchè sperassi in quacosa di prodigioso, ma perchè sono un suo fan affezionato. Sapevo che mi sarei trovato di fronte a qualcosa di particolare. Risaltano lo strumento "archlute", e la voce del cantante, che sembra abbia ricevuto apposite lezioni di canto a Basilea per affronatre questa ultima fatica.
Nell'intento dell'autore c'era quello di musicare la Biografia di Dowland, si trovano infatti tracce non di musica ma di parlato, nelle quali Sting legge stralci di lettere o di pensieri di Dowland, spostandosi lungo la linea del tempo della sua vita.(Potete sitinguerele sulla quarta del cd, dalla durata di circa 40 sec., in media)
Devo dire che la cosa che mi è piaciuta di più è quella di poter ascoltare la voce quasi pura del cantante, senza troppi strumenti che ne facciano perdere l'essenza, inoltre visto che sono uno improvvisato suonatore di chitarra classica apprezzo anche le sonorità del Liuto che sono similia quelli della chitarrra. Insomma un album particolare,assolutamente lontano dal pop, ma positivo e portatore di una ventata fresca per il canatante che ultimamente mi era sembrato un poco appiattito. egli stesso sta pensando a un album pop, e spera che questa esperienza porti qualcosa di nuvo.
Consiglio l'acquisto a chi è patito di Sting, a chi ama le sonorità pure e suggestive. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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