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| 1. | Daydreamer | | | 2. | Best for Last | | | 3. | Chasing Pavements | | | 4. | Cold Shoulder | | | 5. | Crazy for You | | | 6. | Melt My Heart to Stone | |
| | 7. | First Love | | | 8. | Right as Rain | | | 9. | Make You Feel My Love | | | 10. | My Same | | | 11. | Tired | | | 12. | Hometown Glory | |
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| La recensione di M&D Musica e Dischi |
La MySpace generation ha fatto un’altra “vittima”: come in una sorta di copione ormai obbligato, Adele Adkins, diciannove anni, si è fatta largo partendo dalla rete, guadagnandosi presto, sconosciuta esordiente, l’accesso alla prestigiosa scuderia XL. Intorno a lei si è scatenato il caos: la stampa ha macinato iperboli, ha vinto il premio della critica come artista debuttante del 2008 ai Brit Awards, e questo suo primo disco ha debuttato al primo posto nelle classifiche Uk vendendo 100 mila copie nella prima settimana. Un boom che ha fatto parlare di Adele come della più titolata “erede” di Amy Winehouse: le similitudini sono in effetti parecchie (ascoltare per credere Cold shoulder, nata non a caso in collaborazione con Mark Ronson), anche se brani come la splendida Chasing Pavements virano verso un sound più contemporaneo e meno vintage. La voce è impressionante, la scrittura a tratti ancora incerta ed immatura, soprattutto nelle ballate acustiche. Peccati veniali, cui Adele saprà rimediare: sempre che le sia data la possibilità di farlo.Giudizio 3/5 Claudio Andrizzi Tratto da M&D Musica e Dischi n.716 del 01/03/2008 |
Mariano (24-03-2009) Dare un giudizio complessivo a questo album è una cosa piuttosto difficile
Partirei dicendo che la qualità c'è e si sente, e che se lo ascolterete non ve ne pentirete affatto, anzi rispetto agli standard della musica attuale 19 è certamente diversi gradini più in alto.
Non è, tuttavia, un album perfetto: la voce di Adele è limpida e schietta anche fin troppo, risultando decisamente meno raffinata e particolare di quella di altre colleghe, la Winehouse in pole position; la qualità dei testi spazia dalla banalità assoluta alla poesia più pura, e i picchi d'eccellenza, almeno in questo campo, sono ben pochi.
A livello musicale, poi, tutta la prima parte dell'album (ad esclusione forse di Daydreamer) presentano una singolare caratteristica: sembrano come sospesi tra due o più generi musicali completamente diversi tra loro. Best for last, ad esempio, inizia come una traccia soul-jazz e prosegue diventando sorprendentemente funky.
Tre o quattro tracce, inoltre, sono decisamente troppo commerciali: delude, in questo caso, la collaborazione con Mark Ronson, un'accozzaglia di stili simpatica, ma decisamente poco in linea con l'album.
Fortunatamente abbiamo un paio di titoli, come Hometown Glory e Make you feel my love, decisamente sopra le righe, molto più adatti allo stile che Adele ha dimostrato in quest'opera prima e che, spero, proseguirà nei prossimi lavori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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