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16 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Robertinho (09-09-2011) E' il 1997 quando i Radiohead, gruppo di belle speranze pop con alle spalle un ottimo album (The Bends) e un discreto esordio (Pablo Honey) fanno uscire Ok Computer. Difficile oggi poter immaginare lo stupore, l'incredulità (e in certi casi anche la rabbia) dei fan del gruppo per tale evoluzione sonora. Già, perché nonostante le superlative doti dimostrate in The Bends sul gruppo di Oxford si era ormai ritagliata la riduttiva etichetta di "quelli che hanno fatto Creep" o, nel migliore dei casi, "quel gruppetto pop malinconico non male". Definizioni che vengono spazzate via dalla furia innovativa di Ok Computer. Il successo è immediato: il disco balza in testa alle classifiche inglesi e in top ten in quelle americane. Il singolo Paranoid Android nonostante un video criptico e la durata di sei minuti e mezzo (con una scelta commerciale suicida tipica del gruppo) svetta anch'esso in alto, fino al terzo posto delle chart inglesi. In molti sondaggi musicali il disco viene da subito considerato uno dei migliori del decennio, della produzione britannica di sempre e della storia del rock in generale.
Ok Computer non è solo un album rock. I suoi testi sono stati esaminati e studiati in diverse università prestigiose (tra cui Oxford, ovviamente) tanto moderne e complesse sono le tematiche affrontate. La sensibilità artistica e poetica di Yorke era in effetti già emersa nitidamente in The Bends, ma raggiunge qui la sua piena maturità. Uno degli elementi di eccezionalità di Ok Computer risiede nella sua capacità di fondere in maniera perfetta testi e suoni creando un primordiale, inafferrabile e a tratti abbacinante esempio di interazione tra musica e letteratura. Si parla di letteratura, e non a caso, perché con questo disco Thom Yorke si rivela poeta moderno, riuscendo ad adattare lo spleen Baudelairiano al clima claustrofobico dell'assurdo e orribile quotidiano conformismo di un'epoca dominata da valori e sogni artificiali.
Assolutamente da avere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gloria (29-06-2011) Molti li criticano senza nemmeno conoscerli, definiscono la loro musica deprimente solo perché non la sanno ascoltare. Il che è comprensibile considerando che ormai la musica non è considerata niente di più che un ritornello orecchiabile da canticchiare, un ronzio di sottofondo al supermercato.
Non la capiscono perchè è Arte, e in quanto tale necessita di tempo e attenzione per essere compresa, cose che la gente non ha più perchè è troppo impegnata a star dietro all'ordinaria amministrazione della propria effimera esistenza. Ed è forse proprio il disagio nei confronti di un mondo che si affanna intorno al nulla e in cui i bisogni spirituali dell'essere umano vengono totalmente ignorati il sentimento che i testi di OK computer esprimono. Quest'album è un grido sussurrato, come nello stile di Thom Yorke, che si propaga fino all'anima e la supplica di risvegliarsi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
damiano (22-06-2011) Quando uscì questo album ebbi la fortuna di acquistarlo subito, mio figlio aveva due anni.
Adesso mi sono accorto che l'album e nel suo Ipod, e nella sua camera c'è il poster della copertina di questo incredibile e meraviglioso disco. Ho letto nei commenti precedenti qualcuno che l'ha definito il dark side degli anni novanta, si mi piace questo accostamento, pur essendo diversissimi questi album non conoscono tramonto, ogni volta che si ascoltano ti sembra che il tempo scivoli loro addosso senza scalfirne l'intensità, la magia. Chi ama la musica deve averlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Odette (17-06-2011) Ascolto questo disco da quattordici anni e non ho ancora trovato nulla di lontanamente paragonabile. C'est tout. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
wow (07-10-2010) semplicemente, nell'ambito della musica leggera, tra i primi 5 album della storia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (10-09-2010) Uno dei dischi migliori della storia. Un capolavoro assoluto che ha cambiato volto alla musica. Canzoni eccezionali per un disco sconvolgente, che conduce in posti mai visitati prima. Da avere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex Lugli (26-05-2010) Il febbraio del 1996 vede la collaborazione dei Radiohead, con l'inedita "Lucky", al "The Help Album" dell'organizzazione umanitaria War Child. La ricerca di nuove sonorità, più congeniali allo spirito del gruppo, divenne il trampolino di lancio per il definitivo successo di "OK Computer". Con l’aiuto del produttore ed ingegnere acustico Nigel Godrich, i Radiohead si autoprodussero il loro terzo album, iniziando a lavorare all’inizio del 1996. Le registrazioni presero avvio a luglio alla Fruit Farm in cui Godrich allestì il Canned Applause Mobile Studio di sua invenzione; a questa Session appartengono "Subterranean Homesick Alien", "Electioneering", "The Tourist" e "No Surprises", quest'ultima registrata il primo giorno. Avendo imparato da "The Bends", la Band decise di perfezionare le canzoni nei concerti, andando in tour come Band di supporto ad Alanis Morissette, prima di completare le registrazioni. Durante le sessioni di registrazione, la Band si rilassò ascoltando, fra gli altri, i Beatles, DJ Shadow, Ennio Morricone e Miles Davis. L’album fu completato nell'inverno del 1996. "OK Computer" uscì nel giugno del 1997 pubblicato dalla Parlophone, ottenendo un’estesa acclamazione dalla critica. Il nuovo album vide i Radiohead spingersi verso generi più sperimentali, come l’Ambient e l’Elettronica. I singoli pubblicati furono "Paranoid Android", "Karma Police" e "No Surprises". La prima scelta fu volutamente anticommerciale a causa della durata del pezzo (6 minuti e mezzo). L'album è la consacrazione del gruppo in Inghilterra, dove raggiunse la vetta della classifica, e ricevette un'accoglienza inaspettata anche negli Stati Uniti dove arrivò al n. 21. Vinse un Grammy per la "Best Alternative Rock Performance" e nel febbraio del 1998, a pochi mesi dall'uscita del disco, i lettori della rivista inglese Q votarono "OK Computer" come miglior disco di sempre. La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 161° posto della sua lista dei 500 migliori album. Un classico assoluto del Rock anni '90, molto bello e rilevante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristian (08-10-2008) Beh,non c'è alcun dubbio che sia il miglior disco degli ultimi 20 anni!Semplicemente unico e perfetto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
il duca (30-08-2008) quando finisce The Bands sai cos'altro ascoltare di parigrado. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tom York 7 (30-05-2008) Un CAPOLAVORO indescrivibile.Un concentrato di emozioni dall'inizio alla fine.Il miglior album della STORIA del miglior gruppo del PIANETA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Oneiros (04-01-2008) Si può dire solo una cosa : capolavoro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Zippy (11-09-2006) Ok Computer... 1997,Muse e Coldplay non esistevano neanche... Il "Dark Side of the Moon" degli anni '90. I critici che ancora non avevano notato i Radiohead dopo The Bends(pochi a dire la verità...) rimangono folgorati dalla nuova opera del quintetto di Oxford. A volte faccio l'errore di farlo partire mentre sono impegnato a fare qualcosa...beh,non appena entrano in gioco la batteria campionata e il basso apparentemente casuale di Airbag, lascio stare tutto e mi immergo nell'atmosfera aliena che questo trasmette questo disco. Ogni traccia segue a perfezione la precedente, in una successione che rendono questo concept album la produzione migliore degli anni '90 e forse non solo. CApolavoro!!!(doppia lettera maiscola in questi casi) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (19-12-2005) E' senza dubbio un capolavoro!Poesia e musica...poesia della musica.Merita il posto d'onore tra i cd della mia bacheca.Lo stesso riservato ai grandi che hanno cambiato il modo di esprimersi con le note. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Psysara (14-11-2005) In questo album c'è il caos, ma è un caos talmente ben strutturato e poetico da volercisi perdere in ogni istante...Meraviglioso! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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