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| Patti Smith - Horses Horses |
| | Disco 2 | | Ascolta 30'' | | 1. | Gloria | | | 2. | Redondo beach | | | 3. | Birdland | | | 4. | Free money | | | 5. | Kimberly | | | 6. | Break it up | | | 7. | Land: horses - land of a thousand dances - la mer (de) | | | 8. | Elegie | | | 9. | My generation | |
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| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Trent'anni sulla breccia e vicissitudini anche tragiche sono una bella sfida col tempo, per rendersi conto se un'artista vale o é solo fenomeno passeggero. La poetessa-rocker Patti Smith festeggia con questo doppio disco l'inizio della sua lunga carriera (in realtà il debutto vero e proprio é del '74, ma con un 45 giri). Si tratta della ristampa di quell'album che la impose all'attenzione, al quale tempo fa era poi stata aggiunta la cover di My Generation (Who), ora arricchita dallo strepitoso concerto tenuto quest'anno alla Royal Festival Hall di Londra: vengono ripresi, pari pari e nella stessa sequenza, i brani dell'intero album, bonus compreso. Performer in senso più ampio del semplice (?) ruolo di cantante rock, la Smith ha forza comunicativa e recitativa come pochi e non si pu= non venire emozionalmente travolti e coinvolti dai variGloria, Redondo Beach e dalle maratone quali Birdland e il medley Land. Bella confezione cartonata con libretto di oltre 30 pagine, con foto e testi. Storico.Giudizio 5/5 Gianni Del Savio Tratto da M&D Musica e Dischi n.692 del 01/12/2005 |
Media Voto: 5 / 5Alex Lugli (15-10-2009) Patricia Lee Smith è una cantante, musicista e poetessa statunitense. È soprannominata la sacerdotessa "maudite" del Rock. A ventotto anni entrò nel mondo della musica, dapprima con timidi readings di poesia e suoni (con il chitarrista Lenny Kaye) poi con singoli di etichette indipendenti, infine con un album prodotto da John Cale. "Horses" del 1975 fece epoca: per la voce passionale e inebriata, per la visionaria qualità poetica (dylaniana, morrisoniana per certi versi) e per la sferza della musica, un nudo rock elettrico che qualcuno chiamò Punk, anche se quel termine avrebbe preso poi un'altra piega con l'avvento dei Sex Pistols e delle band britanniche. "Horses" è il suo primo album, pubblicato nel 1975 per l'etichetta discografica Arista Records. È tutt'ora considerato da molti critici musicali una vera e propria pietra miliare nella storia del Rock. Attraverso l'introduzione di un nuovo linguaggio artistico e musicale, apre la strada al nascente movimento Punk '77 ed è tra l'altro ricordato come fonte di ispirazione da numerosi artisti, tra cui Michael Stipe. Brani memorabili come l'iniziale "Gloria", passando per perle musicali come "Redondo Beach", "Birdland", "Free Money", "Kimberly", "Break It Up", "Land: Horses / Land Of A Thousand Dances / La Mer(De)", "Elegie" e "My Generation" (Bonus Track della ristampa in CD), mettono in luce il grande talento compositivo della Smith, grazie a performance artistiche di valore assoluto. Da sottolineare l'uso, in alcune canzoni, dello Spoken-Word, che conferisce alla prestazione vocale un vero e proprio elemento aggiuntivo che valorizza la bellezza delle liriche (di taglio squisitamente poetico). In conclusione siamo di fronte ad un album fondamentale per l'intera storia del Rock grazie alla sua bellezza senza tempo e alla qualità musicale di valore eccelso. Da ricordare la sua importanza cruciale che ha rivestito sul Punk. Per Rolling Stone l'album è collocato alla posizione numero 44 dei 500 dischi migliori di tutti i tempi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex Lugli (18-06-2009) Patricia Lee Smith è una cantante, musicista e poetessa statunitense. È soprannominata la sacerdotessa "maudite" del rock.
A ventotto anni entrò nel mondo della musica, dapprima con timidi readings di poesia e suoni (con il chitarrista Lenny Kaye) poi con singoli di etichette indipendenti, infine con un album prodotto da John Cale. "Horses" del 1975 fece epoca: per la voce passionale e inebriata, per la visionaria qualità poetica (Dylaniana, Morrisoniana per certi versi) e per la sferza della musica, un nudo rock elettrico che qualcuno chiamò punk, anche se quel termine avrebbe preso poi un'altra piega con l'avvento dei Sex Pistols e delle band britanniche.
"Horses" è il primo album della cantautrice statunitense, pubblicato nel 1975 per l'etichetta discografica Arista Records. É tutt'ora considerato da molti critici musicali una vera e propria pietra miliare nella storia del rock. Attraverso l'introduzione di un nuovo linguaggio artistico e musicale, apre la strada al nascente movimento Punk 77 ed è tra l'altro ricordato come fonte di ispirazione da numerosi artisti, tra cui Michael Stipe.
Brani memorabili come l'iniziale "Gloria", passando per perle come "Redondo Beach", "Birdland", "Free Money", "Kimberly", "Break It Up" ed "Elegie" (più la Bonus-Track "My Generation"), mettono in luce tutto il talento compositivo e musicale della Smith, attraverso canzoni bellissime e molto peculiari.
In conclusione siamo di fronte al capolavoro dell'artista, un vero e proprio album spartiacque ed influente, rilevante.
Molto bella questa versione riveduta ed ampliata del disco, in 2 CD dal notevole contributo storico musicale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carmine spiga ezoom@libero.it (15-11-2005) Basterebbe il brano iniziale, "Gloria", ed il suo folgorante intro/chiusura "Gesù è morto per i peccati degli altri ma non per i miei" per assicurare un posto nella storia del rock a questa americana ossuta, nata, come amava dire negli eccessi giovanili, " in un posto dove non si può nemmeno pisciare".
A 30 anni di distanza il disco è ancora meraviglioso, non ha perso nulla della sua carica musicale/poetica.
Accoppiata a questa versione del trentennale,
una versione dal vivo, eccitante, mediata dalla saggezza dovuta all'età ma sempre dirompente, dello stesso album, registrato a Londra il 25 giugno 2005 al culmine del "Meltdown Festival", da lei curato, alla Royal Albert Hall. In formazione Lenny Kaye and Jay Dee Daugherty del nucleo originario, più la presenza di Flea dei Red Hot Chili Red Pepper al basso,di Tom Verlaine alla chitarra e di Tom shannon alla batteria. Alla fine una bella versione di "My generation"(sul primo dei due cd nella versione tratta dal singolo dell'epoca) dei Who col testo cambiato/adeguato ai tempi odierni: "My generation, we had dreams, we had dreams man and we fuckin' created George Bush! New generations, rise up, rise up, take to the streets. The world is yours. Change it. Change it." Un must!!!!!!. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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