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Bob Dylan - Modern Times
Modern Times TitoloModern Times
ArtistaBob Dylan 
EtichettaColumbia
Prezzo € 10,90
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Disponibile anche in MP3 a € 9,90
Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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N. dischi1
Data1 settembre 2006
SupportoCD Audio
GenerePop e Rock Internazionale
nectarQuesto prodotto dà diritto a 11 punti Nectar . Per saperne di più
15 recensioni presenti|Invia recensione|
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Brani
Ascolta 30''
1.Thunder On the MountainAscolta
2.Spirit On the WaterAscolta
3.Rollin’ and Tumblin’Ascolta
4.When the Deal Goes DownAscolta
5.Someday BabyAscolta
Ascolta 30''
6.Workingman’s Blues # 2Ascolta
7.Beyond the HorizonAscolta
8.Nettie MooreAscolta
9.The Levee’s Gonna BreakAscolta
10.Ain’t Talkin’Ascolta

La recensione di M&D Musica e Dischi

Rispolverato nelle ultime due stagioni grazie a una sorprendente (per lui) flessibilità che lo ha portato a scrivere la sua autobiografia, a concedersi per il documentario di Martin Scorsese, a fare il disc-jockey per la radio, ora Dylan mette il sigillo più classico a questo momento di vita e di carriera pubblicando un album splendido, il primo di inediti in cinque anni e che costituisce idealmente il terzo capitolo della trilogia iniziata con “Time Out Of Mind” e proseguita poi con “Love And Theft”. Ma se nei due lavori precedenti a tratti affiorava quella sensazione di routine, pur di alto livello, che spesso ha imprigionato il musicista nelle diverse decadi della sua attività, in “Modern Times” tutto risulta più fluido, più elegante, più ispirato. A partire dalla voce, la sua caratteristica voce, che qui arriva alle orecchie sempre nasale e affumicata dalla vita sì, ma anche straordinariamente rotonda, perfino addolcita dall’intensità delle parole e – grazie a un’importante scelta di produzione – per nulla confusa con gli strumenti nella fase di mixaggio. E così le dieci canzoni, più che in passato, vantano ognuna un trattamento particolare e non fanno passerella indistinta: Dylan è accompagnato dai musicisti dei suoi concerti più recenti (Tony Garnier, Stu Kimball, Denny Freeman, Donnie Heron, Gorge G. Raceli) e il suono dà spazio al forte impatto delle chitarre con una predilezione per la ballata lenta e progressiva come la più bella di tutte, Workingman’s Blues n. 2, una di quelle canzoni da ascoltare in concerto agitando i fiammiferi. E poi Thunder On The Mountain che apre il Cd in modo incalzante; il country jazz di Spirit In The Water e Beyond The Horizon; l’amarezza trattenuta di Someday Baby. Sì, un disco perfetto per questi tempi moderni, scanditi al meglio da un’artista sempre moderno. (or) tempi, ma questo non cancella un senso di fastidio perché abbinato a un grande come Battisti.

Giudizio 4,5/5
Antonio Orlando
Tratto da M&D Musica e Dischi n.700 del 01/09/2006


I vostri commenti
15 recensioni presenti.  Media Voto: 4.6 / 5

Marco Lancieri (02-02-2007)
Un album semplicemente stupendo. E' assurdo confrontarlo con la produzione degli anni '60 e '70 (ho letto paragoni con Highway o Blood on the tracks, di 40 anni fa...), ma se guardiamo i tre album usciti dal Menestrello nell'ultimo decennio (questo, Love and Theft e Time out of mind), capiamo che è ancora in grandissima forma. Per quanto mi riguarda, tra questi tre, per gusti personali preferisco "Time out of mind", ma è incredibile come la musica di Dylan sappia restare su livelli altissimi, pur cambiando radicalmente di genere in poco tempo. Insomma, ovvio che Dylan sia entrato nella leggenda con Highway 61 (e anche prima, già da Freewheelin' o addirittura anche dal primissimo "Bob Dylan", con pezzi che avrebbero poi fatto la storia, come la cover "Baby let me follow you down"), ma la sua leggenda è grande proprio grazie ad album come questo, che lo rendono al tempo stesso un'icona della musica degli ultimi 50 anni e anche un autore ancora vivo e in grandissima forma, capace di emozionarci e sorprenderci sempre. Un'ultima cosa. Visto che la recensione dovrebbe riguardare solo quest'album, almeno dico i miei pezzi preferiti: "Thunder On The Mountain", "Rollin' and Tumblin'" e la chiusura stupenda, "Ain't Talkin'"
Voto: 5 / 5
alberto savigni (27-12-2006)
cosa dire?! il miglior dylan da... mmhh... blood on the tracks?! perfetto. ripeto: perfetto in ogni sua parte. le canzoni: ain't talking - un classico; workingman's blues #2: bellissima; e poi nettie moore, when the deal goes down; someday baby... tutte! la band è perfetta; gli arrangiamenti sono perfetti; la produzione è perfetta... questo è un disco magico! uno di quelli che ne escono ogni 10 anni, come bring the family di john hiatt! l'avrò ascoltato 50 volte e ogni volta è uno struggimento, un'esaltazione, che ne vorresti ancora. ain't talking dura 8 minuti e vorresti che non finisse mai! questo è bob dylan!
Voto: 5 / 5
simone (21-12-2006)
Anche io mi associo alle lodi. Ascoltate questo capolaoro e provate a pensare che il primo album di Bob uscì nel 1961. Chi altri?! In quale altro artista troverete la stessa caparbietà creativa? Gli amanti di ogni genere musicale possono ascoltare questo capolavoro, gli amanti del jazz come gli amanti del blues o dello swing. Leggete i testi dei brani e avrete un brivido, leggete la rabbia malinconica di workingmansblues#2, l'amore cercato di NettieMore o la desolazione di Ain'tTalkin. Altra nota: ModernTimes possiede una compattezza stilistica e musicale che pochi capolavori di Bob (a parte le opere dei 60) hanno mai avuto.
Voto: 5 / 5
alessandra (05-12-2006)
Un'emozione profonda. Workingman's blues e Spirit on the water sopra tutte.
Voto: 5 / 5
Enzo Di Petta (10-11-2006)
Ho riscoperto Bob Dylan !!!! E' sempre favoloso ed attuale come lo era 30 anni fa'. La voce e' molto calda e quel tono rauco le da' un tocco di blues e folk gradevole. Belle le sue ballate rock, folk e swing. E' bello sentirlo in auto mentre si viaggia, ti fa viaggiare anche con la mente.
Voto: 5 / 5
Massimo (22-10-2006)
Dylan è tornato. Come il diluvio annunciato dal suo thunder on the mountain, dilava l'arida terra della musica moderna con un capolavoro; offre a noi assetati nel deserto di che placare la sete. C'erano stati altri buoni album in questi ultimi 20 anni, ma nessuno come questo, che si situa tra i suoi più grandi in assoluto. Dylan è vivo, la sua arte grandissima. Poeta, musicista, scrittore, pittore con le parole, uomo di grande cultura, non solo musicale, ci offre un sicuro riparo dalla tempesta di cose insipide, inutili e brutte che dobbiamo sorbirci tutti i giorni in un mondo che sembra aver perso il senso estetico. La sua importanza travalica ormai la cultura americana vista l'influenza che ha esercitato e continua ad esercitare per tutti coloro che fanno musica o arte più in generale. Dopo più di 40 anni di carriera e di capolavori, è stupefacente come sia possibile avere ancora intatta questa capacità creativa. Questa prerogativa appartiene solo ai geni. Mi sembra che ci siano almeno tre capolavori: Thunder on the mountain, travolgente rock-blues che non ha niente da invidiare a Highway 61, Ain't talkin', misteriosa, oscura che trasmette sensazioni profonde e indecifrabili. Una parola a parte merita secondo me Workingman's blues #2. Una delle più belle canzoni che Dylan abbia mai scritto. Da notare che usa la parola proletariato in un paese dove tutto quello che anche lontanamente ricorda il comunismo suona come eretico. Grande Bob, non sei mai dove gli altri ti aspettano. La melodia, dolcissima venata di malinconia, raggiunge diretta il cuore e fa scorrere lunghi brividi sulla schiena. Ho provato ad aggiungere l'armonica e il risultato sarebbe stato straordinario, Bob. Bellissime anche le canzoni da crooner, a differenza di altre nei precedenti album che non mi erano piaciute molto. Da sottolineare la prova della band con un suono compatto che asseconda in modo perfetto la performance vocale di Bob. Grazie Bob, per averci dato nuovamente la possibilità di gridare a pieni polmoni il nostro amore per te
Voto: 5 / 5
Roberto (18-10-2006)
Love & Theft non mi era piaciuto particolarmente, ma questo nuovo album è straordinario. Dylan ha preso davvero confidenza con questo nuovo genere musicale da crooner e canta canzoni stupende il capolavoro mi sembra When the Deal Goes Down. Unico appunto: i brani sono troppo lunghi. Se prendiamo i brani di questo genere di musica d'altri tempo di solito sono molto brevi: meno di tre minuti in media. Dylan raddoppia i tempi con risultati a volte un pò trascinati, ma in complesso sempre godibilissimi.
Voto: 5 / 5
Maunakea (29-09-2006)
Mi associo al coro di fautori di questo nuovo lavoro, non sto a cavillare sul capolavoro + o meno, è indubbio che sia veramente piacevole da ascoltare, affatto noioso (e, ammettiamolo qualche album di Dylan, spesso ha scivolato la china soporifera) e si sente un percorso non una replica degli stessi stilemi. Ultimamente lo ascolto spesso e mi mette anche di buon umore...
Voto: 4 / 5
Giuseppe Cogliati giesco67@virgilio.it (27-09-2006)
Un bel diso con almeno due capolavori: Thunder on the mountain e Workingman’s Blues # 2. Se un lavoro del genere l'avesse portato a termine qualsiasi altro musicista si sarebbe gridato al miracolo ma Dylan è Dylan e non posso notare quindi il fatto che musicalmente rifà "Love and theft" di 5 anni fa.
Voto: 4 / 5
fabio (26-09-2006)
per poter dare un giudizio devo ammettere di avere 52 anni di avere ascoltato e anche suonato musica pop .detto questo,mi sento onestamente di dire che il mondo di oggi musicalmente non offre quasi nulla ,nonostante tutto cio il dylan di modern times sa dimostrare con assoluta maestria il suo naturale ed inossidabile talento.
Voto: 4 / 5
giorgio (21-09-2006)
Non l'aveva detto lui, che voleva tentare di imitare Rembrandt e catturare il "suono della strada" facendo pittura attraverso la musica? Be', ci è riuscito. L'affresco continua, ora, con questo desolato, struggente, solitario "Modern Times", dove la voce sta ben attenta a non sovrastare il delicato cromatismo delle atmosfere, e dove canzoni splendide (Workingsman's blues # 2, Ain't talking) sono tenute ben strette al guinzaglio, come per la paura di lasciarle andare in giro a far chiasso da sole. L'istinto della durata, l'assoluta noncuranza del presente, la non-preoccupazione per l'immediata comprensibilità, è una delle prerogative dei grandissimi: che cercano il sublime fra i rottami e le macerie, per proteggere - nascondendolo - il loro cuore tragico e romantico, il fardello della loro smisurata grandezza. Bob Dylan è ancora al lavoro, è ancora alle prese con suo affresco, il "suono della strada". Solo lui avrebbe potuto ideare e realizzare un disco così.
Voto: 5 / 5
marco (15-09-2006)
Sono un fan di Dylan e ritengo alcuni dei suoi album veri capolavori, assolutamente imprescindibili per la storia del rock e per chiunque voglia ascoltare ottima musica. Mi riferisco a Highway 61 Rev. (in assoluto, secondo me, il suo capolvavoro), Blonde on Blonde, Blood on the Tracks, ma anche al più recente Oh Mercy!... più altri ottimi come Desire, Infidels, Saved e via di seguito... Devo essere sincero: questo ultimo album non mi convince! Faccio una enorme fatica ad ascoltarlo... Gira di continuo da due settimane nel lettore CD eppure non decolla (e fino ad ora era successo rarissimamente con Dylan). I testi sono ottimi, le melodie buone, la musica (nel senso di strumentazione ed arrangiammenti) davvero molto deboli!!! Dopo un po' rischia di risultare addirittura noioso... è troppo monocorde! In assoluto non è un brutto album... ma il vero Dylan, quello che ci ha fatto sussultare in passato tantissime volte, è davvero un'altra cosa, per Dio! Capolavoro? Vogliamo scherzare!!!! Diamo il giusto peso alle parole.... Dylan rimane il genio ed il mito che è e non si discute... Ma non certo per dischi come questo... Sarà per la prossima volta...
Voto: 2 / 5
Michele Murino spettral@tin.it (13-09-2006)
Modern Times è un grande disco, dal sapore "antico", estremamente unitario, musicalmente e liricamente eccezionale, profondo, vocalmente ineccepibile. Contiene 3 tra i massimi capolavori di Dylan: Workingman's Blues #2, una delle sue più belle canzoni, destinata a diventare uno dei classici per eccellenza, con una performance vocale da brividi ed un testo struggente. Ain't talkin', una oscura ballata dai toni apocalittici, anch'essa tra le cose migliori mai scritte da Dylan. Musicalmente straordinaria e con un testo affascinante ed incredibilmente evocativo. Nettie Moore, uno straordinario brano dai sapori antichi ed uno dei ritornelli più belli di sempre. Eccellenti anche la dolce e suggestiva Spirit on the water, Thunder on the mountain (uno dei brani più trascinanti del Dylan recente), e la splendida When the deal goes down, con le sue liriche malinconiche e struggenti sull'ineluttabilità della condizione umana. Un Dylan al top dell'ispirazione musicale, lirica e vocale. Da avere assolutamente.
Voto: 5 / 5
NELLO (12-09-2006)
Praticamente da quando l'ho comprato è fisso nel lettore della mia auto. C'è di tutto blues, rock, country, jazz. E' un'album che passerà come del resto tutti gli altri alla storia.Trovo meravigliose Thunder on the mountain, Spirit on the water, The levee's gonna break e Ain't talkin'. Questa è musica!!!! Altro che musica moderna!!!!!
Voto: 5 / 5
Nicola 78 (08-09-2006)
Molto semplice:un capolavoro
Voto: 5 / 5

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