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| Antonio Brioschi - 6 Sinfonie |
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Antonio Brioschi: e chi sarebbe questo ‘Carneade’ di memorie manzoniane? La sua vita riguarda più il mistero che non la cronaca; la musica, quasi mai eseguita in concerto, debutta in disco in prima registrazione mondiale. Già così sarebbe caso interessante, ma lo è ancora di più per due ragioni ‘forti’, come dice Leporello a Donna Elvira nel Don Giovanni mozartiano. Brioschi, ancor prima di Sammartini, è precursore vero della Sinfonia: gioca d’anticipo con una manciata d’anni prima di Haydn, per intenderci, che della Sinfonia è considerato il padre. E lo è con spunti di genialità intriganti. Questa, la prima ottima ragione. La seconda: sei delle sue circa cinquanta Sinfonie vanno ad inaugurare un progetto discografico, targato Deutsche Harmonia Mundi, singolare e accattivante che titola la nuova collana ‘Archivi della Sinfonia Milanese’. Dove per ‘milanese’ si intende un’area lombarda (e limitrofa) di scambi musicali, un formicolare di esperimenti sonori e formali che, senza sbiadire le tracce del Barocco, preludono al Classicismo con zampate feline di personale e bizzarro: è il caso di Brioschi. Della sua vita sappiamo praticamente nulla, tranne che tra il 1725 e il 1750 firma, appunto, un mezzo centinaio di Sinfonie; che il suo nome è legato alla comunità ebraica di Casale Monferrato (leggerete ampie note nel libretto); che le sue pochissime partiture sopravvissute alloggiano tra Parigi e Praga, Stoccolma e Darmstadt, che la sua musica viene di rado eseguita: e anche questa è domanda da farsi. Sta di fatto che, grazie al lavoro dei musicologi Bathia Churghin e Sarah Mandel-Yeudha, questi sei piccoli gioielli vengono riscoperti; grazie al progetto discografico presentati, e grazie a Vanni Moretto e al suo ensemble Atalanta Fugiens oggi possiamo assaggiarli. Diciamo ‘assaggiarli’ perché, al di là dell’interesse storico e musicologico, questo Cd è una vera ‘gourmandise’. Di sicuro, per qualità di fattura sorprendente. Con 3 violini primi e 3 secondi - che si scambiano costantemente disegni e invenzioni - una viola, 2 violoncelli, un contrabbasso e un clavicembalo, la sensazione immediata è quella di ascoltare un’orchestra molto più ricca. La penna sulla melodia è fluida minuto dopo minuto, la dinamica più che vivace, a tratti anche un po’ stravagante; le sorprese, dentro la griglia dei 3 movimenti, sempre in agguato. Chissà che tipo era, Brioschi. Comunque sia, questa sua musica ci arriva insieme antica e freschissima: di sicuro anche per una lettura generosa di fantasia e colori, che parla di curiosità e passioni vere, al di là dell’operazione discografica in sé.Diana Leva Tratto da M&D Musica e Dischi n.704 del 01/01/2007 |
giulia rossi (08-12-2007) Una splendida, curiosa, ricchissima musica, eseguita egregiamente con sapienza e gusto. Una luce nuova che si apre inaspettata su un periodo storico. Molto interessanti le note di copertina. Da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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| I più venduti: Vanni Moretto |
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