|
|
 |
| Fortunato Chelleri - Six Simphonies Nouvelles |
| 1. | Sinfonia n.1 un re maggiore - allegro | | | 2. | Andante | | | 3. | Presto | | | 4. | Sinfonia n.2 in do maggiore - allegro | | | 5. | Andante | | | 6. | Allegro | | | 7. | Sinfonia n.3 in si bemolle maggiore - allegro | | | 8. | Affettuoso | | | 9. | Allegro | | | 10. | Sinfonia n.4 in la maggiore - allegro | | | 11. | Andante | | | 12. | Allegro | |
| | 13. | Sinfonia n.5 in re maggiore - allegro | | | 14. | Affettuoso | | | 15. | Allegro | | | 16. | Sinfonia n.6 in si bemolle maggiore - allegro | | | 17. | Andante | | | 18. | Allegro | | | 19. | Non tanto allegro | | | 20. | Sinfonia in si bemolle maggiore in bruxelles - allegro | | | 21. | Adagio. con amore | | | 22. | Presto | | | 23. | Polonaise dalla sinfonia in la maggiore di bruxelles | |
|
Dopo il cd dedicato ad Antonio Brioschi, la Sony BMG pubblica il secondo volume della collana "Archivio della Sinfonia Milanese", la serie nata per illustrare un importante capitolo della storia della musica in larga parte ignoto al pubblico, con prime registrazioni mondiali assolute di composizioni inascoltate da oltre due secoli.
Data di nascita incerta quella di Chelleri, tra il 1686 e il 1690 a Parma, e primo approccio musicale all’ombra della chiesa come fanciullo cantore; poi severi studi musicali con lo zio, maestro di cappella del duomo di Piacenza. L’ avvio professionale avviene con un obbligato debutto nel teatro d’opera che frutta progressivi ingaggi in Italia e all’estero. In tutto diciannove opere composte tra il 1707 e il 1722 la cui musica è andata in gran parte perduta. L’opportunità di esprimere un ricco bagaglio di esperienze nella musica strumentale poteva però meglio concretizzarsi all’estero che in Italia e nell’ambito di una prestigiosa corte europea. Chelleri entra così al servizio del principe-arcivescovo di Würzburg, città della Baviera nord-occidentale. Vi rimarrà tre anni prima di trasferirsi poco più a nord a Kassel e infine in Svezia, a Stoccolma. Negli ultimi anni ritorna a Kassel, dove muore nel dicembre del 1757.
Nella vita artistica di Fortunato Chelleri la sinfonia sembra essere più che un punto di partenza, un punto di arrivo. Anche se la datazione di quasi tutte le sue sinfonie resta incerta, possiamo supporre con una certa tranquillità che egli accolse e fece proprie in età matura le frontiere stilistiche che, da oltre un decennio, Brioschi e Sammartini avevano audacemente raggiunto. Quello di Chelleri non sembra il loro lo stile “aperto” e in trasformazione, ma piuttosto lo stile compiuto e rassicurante di un artista che, in età matura, abbia deciso di accogliere le regole di una nuova estetica, e di applicarle, “esportandole” nell’Europa del nord. Chelleri è compositore raffinato: straordinaria è la sua abilità a sottolineare al massimo un semplice elemento come una scala o un ritmo; nei tempi lenti è lirico, cantabile e di grande impatto sulla sfera sentimentale. La sua è musica di grande godibilità.
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Puntata numero due. S’era inaugurata qualche mese fa una collana ambiziosa, ‘Archivi della Sinfonia Milanese’ che, curiosando in territori ben poco frequentati quanto ad autori, titoli ed esecuzioni, cerca le radici (e poi gli sviluppi) della nascita gloriosa del capitolo ‘Sinfonia’- quello ufficialmente ascritto alla ‘Scuola di Mannheim’- anche altrove. Al Brioschi del primo Cd (ne abbiamo parlato a suo tempo) segue, invece che un più prevedibilmente ‘legittimato’ Sammartini, tal Fortunato Chelleri. Nato a Parma a fine ‘600, dopo considerevoli attività in territorio nazionale, lavora all’estero: queste Sinfonie vedono la stampa a Parigi, tra il 1742 e il 1751. Perché includerlo in un progetto ‘milanese’? Perché fin dalla prima puntata era chiaro che la ‘mappatura’ sinfonica avrebbe allargato l’area lombarda - fucina di idee, esperimenti e innovazioni - ad uno stile che lavora, s’impone e si esporta all’estero. E i cui misconosciuti (o quasi) autori riservano sorprese. Il signor Chelleri, anagraficamente il più anziano dei sinfonisti, si presenta qui, rispetto a Sammartini e Brioschi, con idee inedite: cassa per esempio le tonalità minori (tranne che in qualche movimento lento), ‘semplifica i temi e il contrappunto, rifiuta orpelli melodici’, dice Vanni Moretto nelle note al Cd. Consigliamo l’ascolto per curiosità, bellezza di esecuzione, resa audio, e scommessa.Diana Leva Tratto da M&D Musica e Dischi n.721 del 01/09/2008 |
|
| I più venduti: Vanni Moretto |
|