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Il nuovo album di Paolo Conte “Psiche” prodotto da Platinum e per la prima volta distribuito in tutto
il mondo da Universal.
L’album contiene 15 canzoni inedite; si tratta di un disco fuori ordinanza,
uno dei piu’ importanti in assoluto della storia di Paolo Conte. Tra amore e
psiche il maestro sceglie psiche perchè più terrena ma soprattutto perchè
ha più storie da raccontare.
Le canzoni contenute nel disco sembrano nate per essere contemplate,
come accade davanti ad un bel quadro; ricordandoci di un’altra grande
passione di paolo conte e cioè la pittura, potremmo parlare nel caso di
psiche di canzoni pittoriche.
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Già l’inizio, con la prima canzone, è magnetico, seducente, inimitabile: un’ouverture in 107 secondi che racconta tutto (“Psiche sa leggere, scrivere/pallida lampada araba”) di Paolo Conte ma non svela ancora le profondità espressive di questo album che arriva quattro anni dopo “Elegia” ed era molto atteso perché - diciamo la verità - di Conte non ce ne è mai abbastanza nell’aria. E proprio come una lampada - araba o no - la prima canzone, “Psiche” appunto, fa luce davanti quanto basta per procedere di un paio di passi, di un paio di canzoni. Questo andamento insinuante si fa evidente ne Il quadrato e il cerchio per poi proseguire nella successiva Intimità. E già in questo triangolo delle musicali bermuda, l’album regala il proprio primo insegnamento: c’è tutto il musicista-poeta che abbiamo imparato ad amare, che a volte ci ha lievemente stizzito per un certo suo manierismo (ma a Conte è concesso anche “fare” un po’ il Conte) e che invece qui è perfetta sintesi del proprio pensiero, armonia pulsante, invenzione letteraria (“Aria di melarancia/la Francia come parla”). Al tempo stesso album dolcissimo e asciuttissimo, “Psiche” non ha una sbavatura: nessun vocalismo piacione e gigione ma una voce adulta che arriva dal profondo della vita; nessuna frase ad effetto ma parole limate come pietre dal mare, l’essenza cioè della poesia; nessun mascheramento strumentale ma un’architettura sonora che ha il pianoforte come filo rosso. E, quando gioca, Conte gioca sul serio come in “Silver Fox”, paesaggio di un musical immaginario pieno di suoni e di cori che starebbero bene in una Broadway felliniana. Il risultato è che, pur essendo un album sostanzioso (16 canzoni per 53 minuti), “Psiche” scorre velocissimo e si ha subito voglia di riascoltarlo, di ritrovare L’amore che, la canzone forse più bella, con quella sua agra considerazione del sentimento più amato e maledetto; o Bella di giorno, che fa venire in mente la “Donna in inverno” di qualche decennio fa; o di sorridere ancora a Omicron che riallaccia - in bicicletta naturalmente - la spensierata felicità di Bartali (“una bici non si ama/si lubrifica, si modifica/una bici si declama/come una poesia per volare via”). E all’improvviso si ha la sensazione - forse certezza - che il giro è compiuto, che il capolavoro è scritto.Giudizio 5/5 Antonio Orlando Tratto da M&D Musica e Dischi n.722 del 01/10/2008 |
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.83 / 5nickdamone75 (11-10-2008) Un disco pieno di profumi e di riflessioni. Meno vivave e ironico, certo, ma riuscito proprio perché spiazzante, capace di guardare altrove, intenso sul piano tecnico-compositivo. "Psiche" è un paesaggio sospeso, "Ludmilla" supera di gran lunga il modello di riferimento (Capossela), "L'amore che" è la sintesi tra "Parigi" e "Gioco d'azzardo", mentre "Big Bill" è epica e libertà. Solo i grandi artisti sanno cambiare pelle mantenendo intatte classe e stile (Dylan, Waits), e fregarsene delle regole del mercato a fronte della propria sensibilità artistica. "Psiche" è un disco importante perché è una matura riflessione - artistica e personale - di un grande "vecchio indiano" della musica italiana. E quanto stile, merce oggi assai rara. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Mazzetti portavoce63@gmail.com (04-10-2008) Disco bellissimo, per certi aspetti "minimal". L'elettronica usata con intelligenza, l'eleganza degli arrangiamenti, i testi ellittici e poetici ne fanno una delle opere più interessanti dell'avvocato di Asti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianluca galletti (03-10-2008) L'ho trovato di primo acchito un album ispirato, intimo, dove il carisma di Conte continua a modellare lo stile interpretativo e compositivo... Come in Elegia, si sente aria di gioco di stile, di tanto in tanto sforando dal solito,rinforzando la propria poetica. Conte verrà sicuramente ricordato per altro, ma c'è brezza fresca in queste canzoni... Ha molto da passare Conte, molto ancora da dire, soprattutto a chi scrive e compone... Se non avesse più niente da dire, se ne starebbe zitto... Da prendere e ascoltare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (03-10-2008) un disco colto, elegante, originale: Conte è ai massimi livelli. Raro di questi tempi trovare un album così rotondo e interamente coinvolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio (01-10-2008) Un album in cui si aspetta sempre qualche slancio che però non arriva mai... monocorde! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gianni43 (29-09-2008) La musica è poco originale e priva di slanci. La voce "canta" sempre meno. In definitiva un disco poco riuscito (salvo tre o quattro canzoni), privo di ispirazione e francamente noioso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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