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| Skiantos - Dio ci deve delle spiegazioni |
Si tratta di un lavoro discografico ad alto tentativo d’introspezione, come dimostrano i testi delle canzoni, e in parte anche lo stesso titolo, che si fa carico di alcune domande di carattere umano-esistenziale a largo respiro: Perché ci è stata affidata questa vita? Qual è la nostra missione sul Pianeta? Perché tante ingiustizie nel mondo? Perché le guerre, le epidemie, le prepotenze, le disparità? Come, quando e dove nasce l’insoddisfazione dell’uomo?
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
“32 anni sulla cresta dell’onta”, recita una frase all’interno del Cd. Giù, sono 32 anni che gli Skiantos interpretano con rigore e coerenza il ruolo di guastafeste della scena musicale italiana, fedeli a un’immagine punkista fuori (il giubbotto di pelle ritratto sulla copertina) nel tentativo di
passare (come recita il loro sito web) da gruppo di nicchia a gruppo di tabernacolo. E così ecco questo nuovo secco e tagliente come se gli anni non fossero mai passati: c’è tutta la loro ironia e l’autoironia diventata proverbiale, applicata soprattutto attraverso un meccanismo di immedesimazione narrativa come per esempio in Il razzista che c’è in me con la quale è affrontato ad alzo zero uno dei maggiori tormenti sociali della nostra epoca. Grande spazio viene dato alle chitarre, quelle proprie e quelle «prestate» come bel walzerone da balera Senza vergogna che contiene un assolo di Brian May tratto da “The Millionaire Waltz” dei primi Queen. Sesso droga e rock'n'roll (elementi a volte praticati, a volte teorizzati) offrono ancora una volta gli Skiantos al quale il dio del rock qualche spiegazione l’ha davvero data.Giudizio 3,5/5 Antonio Orlando Tratto da M&D Musica e Dischi n.729 del 01/05/2009 |
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