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Musa, l’album di inediti di Marina Rei, è un disco decisamente al femminile: interamente scritto e prodotto da Marina stessa, propone figure forti di donne. Sono donne che hanno un percorso preciso davanti a sé - nel lavoro, nella famiglia, nella società, donne rivoluzionarie, fuori dagli schemi (in particolare in Musa, in Donna che parla in fretta, Buona vita a te, Il rovescio della cura). Per contro le figure maschili qui ritratte hanno spesso connotazioni ironiche, quasi caricaturali: sono maschere che vestono i panni del più forte per nascondere il loro lato più fragile, dolce, che è poi spesso il lato migliore. E’ così che Marina si riferisce al “principe senza regno” in Buona vita a te o afferma: “eravamo a letto in tre / io te e la tua brutta figura” nel Rovescio della cura. Nei tre anni e mezzo che l’hanno vista impegnata nella scrittura dei pezzi dell’album, Marina ha approfondito la ricerca di un suono personale della batteria, come aveva già fatto in precedenza con le percussioni, e questo disco valorizza molto bene le sue doti di musicista grintosa e appassionata. Il sound complessivo dell’album è stato costruito proprio intorno a quello della batteria, a partire da esso.
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Già dalla piccola anticipazione – l’ipnotico spoken word Donna che parla in fretta non è certo passato inosservato – dell’album al concerto del primo maggio si poteva intuire che Musa sarebbe stato uno dei dischi più interessanti e completi di Marina Rei. A colpire fin dal primo istante è l’assoluta complementarietà tra roventi e vibranti atmosfere rock e rilassate parentesi acustiche (Due mondi lontani e Un volo senza fine) che infondono al rabbioso incedere dell’album una sua particolarissima maestà. Questa simbiosi sonora tra diverse anime trova la sua perfetta incarnazione nella title track. La già citata Donna che parla in fretta, è sicuramente la prova più riuscita dell’intero lavoro, così com’è sospesa sulle definizioni di genere e ancorata alla realtà dalla voce di Marina e da una chitarra che molto deve a Hendrix. Sul finale sorprende Regina Reginella, uno scioglilingua imbastito su ritmi etnici. Che Marina avesse trovato la sua divinità ispiratrice lo si era già intuito da tempo. Che lei stessa fosse una Musa è, invece, una gradita notizia delle ultime ore.Giudizio 4/5 Matteo Ceschi Tratto da M&D Musica e Dischi n.730 del 01/06/2009 |
alan alanraggi@virgilio.it (22-01-2010) Ottimo lavoro di Marina Rei.
Ad un primo ascolto il cd non mi aveva entusiasmato ma ora più lo ascolto e più mi piace! Lo consiglio a tutti.
Tre curiosità: la prima è che nel brano n.10 "un volo senza fine" la chitarra acustica è suonata da Carmen Consoli. La seconda è che il brano n.5 "il mare verticale" di P.Benvegnù è stata incisa anche da Giusy Ferreri ed è presente nel suo cd "fotografie", ascoltate l'interpretazione di Marina e capirete il grande talento che ha, non solo come autrice dei suoi brani, ma anche come interprete di pezzi scritti da altri. La terza è che nel brano n.11 "regina reginella" canta anche Nico, il figlio di Marina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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