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| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Ci sono momenti magici nella vita di un artista. Spesso questi momenti sono pochi, intervallati da periodi più o meno lunghi di ripensamenti, cambiamenti o ripartenze; altre volte sono talmente numerosi da trasformarsi in una serie di successi praticamente incatenati: una reazione "a catena" nella quale un passo é conseguenza del precedente ma al tempo stesso premessa del successivo. Da quando ha iniziato la propria attività (1990, album omonimo), Ligabue vive proprio questa seconda dimensione e questo nuovo album ne é solo la più nuova dimostrazione. Giro d'Italia nasce infatti come testimonianza calda e fedele di un anno vissuto sulla strada in modo speciale (che a sua volta era stato innescato dall'album Fuori Come va?): 99 concerti per oltre 600 mila spettatori con la sperimentazione di una doppia formula; infatti in ogni città Ligabue si esibiva una sera in un teatro e la sera dopo nei palasport cittadini. Doppio concerto e doppia formula: "acustica" in teatro, "elettrica" (quella più tradizionale per la sua potenza di fuoco) nello spazio più grande. Giro d'Italia testimonia proprio la prima. Ed é naturale che ci= accada, visto che, per rispetto della legge dei piccoli numeri, meno appassionati hanno potuto assistere al tour teatrale. E cos8 il Ligabue che va in scena ora é quello più raccolto, più fedele a una dimensione intima û quasi privata û nella quale le sue canzoni nascono. Ma attenzione: "teatrale" non significa proprio che Ligabue rinunci alla sua forza virile, alla sua abituale potenza espressiva. Basta ascoltare Una vita da mediano per ritrovare slancio ed entusiasmo con una vera attitudine rock. Semplicemente il tutto é più mirato, più calibrato, più bilanciato verso l'interno della canzone sottoposta a revisione filologica e fisiologica. Ogni cosa viene ricostruita in modo differente, ottenendo quel risultato che si ha quando si decide di rimettere a posto la propria libreria, magari non più in ordine alfabetico ma dividendo i volumi per temi: i libri letti sono assolutamente gli stessi, ma l'approccio metodologico é totalmente differente. E il divertimento anche.Giudizio 4/5 Antonio Orlando Tratto da M&D Musica e Dischi n.671 del 02/01/2004 |
star (30-12-2005) Grandissimo lavoro del liga che non si limita a riproporre i suoi pezzi migliori o i suoi preferiti in chiave acustica ma li reinterpreta come solo lui sa fare anche con l'ausilio di poca ma buona musica elettronica.Così si può trovare una vita da mediano con tanto di assolo e tra palco e realtà svuotata di chitarre elettriche ma comunque bellissima Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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