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| Lenny Kravitz - It Is Time for a Love Revolution |
Nuovo attesissimo album della rock star internazionale più sexy del mondo!!! Lenny torna con un messaggio d'amore per tutti e ci conquista con la sua musica, che si ispira alle origini dei suoi primi grandi successi.
Un album d'amore, ma anche energico, come siamo soliti conoscere Lenny.
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Vabbè, è accusato anche di essere un po’ troppo “piacione” (o forse sarebbe meglio dire “compiacione” visti gli atteggiamenti autoreferenziali come l’uso massiccio di proprie foto - per altro poco significative - nel booklet dei Cd). Vabbè, gli si rinfaccia che ogni suo brano è riconoscibilissimo fin dal primo nanosecondo di ascolto (ma da quando questo è un difetto?). Vabbè, gli si notano molti riferimenti e citazioni nelle pieghe di ogni suo suono. Vabbè, Kravitz qui e Kravitz là (per non parlare della movimentata vita privata che non attiene a queste pagine ma che entra comunque nella definizione di un artista contemporaneo) però quando arriva un album come questo tutto passa in secondo e terzo piano perché Lenny Kravitz ci sa fare davvero, tanto (ben 14 canzoni mai ripetitive pur se omogenee) e bene. L’impatto globale dell’album è vincente: quel suono rock ampio e virile che è già un classico, quelle fughe malinconiche che si trasformano in ballate robuste (come A Long And Sad Goodbye) o più melodiche (come This Moment Is All There Is) che piacciono molto al pubblico femminile, e per vendere dischi e biglietti questo è un aspetto che conta. La spezia con la quale Kravitz condisce tutto è il richiamo costante a un’epoca felice che forse è esistita (lui era troppo giovane per viverla) e che sicuramente ritornerà: quell’epoca incastonata nel cuore degli anni ‘60 made in USA, tra Woodstock e lo sbarco sulla Luna, tra Jimi Hendrix e i Beatles. Ecco perché il richiamo continuo, quasi ossessivo alla “Love Revolution”, ossessione anche di Prince, che piacerebbe anche a Barack Obama, tanto per restare su un tema di attualità. Però non vive di sole illusioni, il Lenny. Conosce la vita e le asprezze che diventano schitarrate potenti come in Back In Vietnam, reperto non certo casuale di una memoria del ‘69 che conteneva, appunto, anche le immagini di quella guerra. Questo album conferma Kravitz nel ruolo di musicista robusto, dotato di un profilo proprio, senza sbandamenti alla caccia di chissà quale “contaminazione” (lontanissimo per esempio dal suono ibridato con l’hip-hop). Un artista coerente, e già questo è moltissimo, vabbè.Giudizio 4/5 Antonio Orlando Tratto da M&D Musica e Dischi n.716 del 01/03/2008 |
alizee (09-02-2008) album bellissimo! non c'e una traccia che stona!! dopo un po di anni di assenza ora e ritornato the king of the rock.... continuà cosi lenny... kiss Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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