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| Depeche Mode - Sounds of the Universe |
Dopo 11 album di studio e 100 milioni di copie vendute nel mondo, i Depeche Mode, leggende viventi dell’electrorock, sono fieri di annunciare l’uscita di "Sounds of the Universe". Eclettico, energico, il nuovo lavoro della band è un disco abbagliante e variegato. Registrato tra Santa Barbara e New York, i Depeche Mode sono tornati ad usare per questo album attrezzatura vintage, dai sintetizzatori analogici alle drum machine, in modo da evocare gli arrangiamenti retro-futuristici dell’album stesso. Dal punto di vista dei testi, Sounds of the Universe contiene molti dei temi da sempre preferiti del gruppo, con l’aggiunta di una dose di black humour più evidente di quella di qualsiasi loro antecedente uscita. Il primo singolo tratto dall’album è Wrong. Ritmi battenti, sintetizzatori stridenti ed il canto da comandante di Dave fanno di Wrong un pezzo che suona già come un classico dei Depeche Mode.
| La recensione di M&D Musica e Dischi |
Nonostante il nome che ispira mutevoli e vanesie stagionalità (omaggio a un giornale di moda) da tempo i Depeche Mode hanno raggiunto lo status di classici della musica contemporanea: le loro canzoni si portano bene ogni anno e, soprattutto, riescono ad essere il collante transgenerazionale di un pubblico che era giovane quando si presentarono come alfieri del suono sintetizzato 30 anni fa e che è giovane anche oggi nonostante la differenza d’età che ormai lo divide da Martin Gore, Andrew Fletcher e Martin Gahn. La dimostrazione di questo status sta nella capacità di muovere masse eleganti e compatte con annunci di nuovi tour e di nuovi album: una progettualità chirurgica che si abbina perfettamente con il suono generale di questo nuovo album fedelissimo alla linea di un sinth-rock fascinoso e incalzante, inquietante e magnetico, che trova subito fin dai primi accordi il suo inno nell’iniziale In Chains. La formula, quindi, da qualche stagione e da molti album non muta: i Depeche Mode sono arredatori perfetti di calibratissime cattedrali sonore nelle quali convivono echi di canto gregoriano (ascoltare l’intro e i ritornelli di Peace) e frammenti di pop da classifica (ecco Fragile Tension). Ma sempre tutto è ricondotto a una razionale volontà di essere freddamente “fuori”, di essere algidamente “altro”: disegno che sorprendentemente e paradossalmente ottiene il risultato di avvicinare e scaldare il pubblico. Un esempio? L’angosciante video del primo singolo Wrong che rappresenta tutto lo sgomento del vivere contemperaneo. Canzone bellissima e video costruito come un sogno a pessima fine. L’amarezza dell’immagine è il migliore contrasto con la linearità della melodia. Se tutto è programmato (e lo è secondo una mappa dettagliatissima), non manca nemmeno lo spazio per un’ulteriore riserva di sperimentazione come nella strumentale Spacewalker, ipotetica colonna sonora di un film di serie b degli anni ‘70. Album multitasker per eccellenza, romantico, fantascientifico e ballabile a scelta, “Sounds of The Universe” è la dimostrazione che la vecchia scuola non si risparmia, con ben 13 brani offerti con generosità contro tutte le mode appunto, più effimere ed evanescenti.Giudizio 4,5/5 Antonio Orlando Tratto da M&D Musica e Dischi n.729 del 01/05/2009 |
6 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5ZazàMagnus (04-05-2010) Per l'amor del cielo. Su 12 canzoni le uniche che si salvano sono solo Hole to feed, in Simpathy, Perfect e Jezebel (seppur un poco pedante al finale). Nota stonata della band, al confronto exciter (che tutti criticano) è un capolavoro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alessandrom (17-05-2009) Franco ha ragione.Sono 4 volte che cerco di ascoltare Sounds of the universe e....non ci riesco!!Un accozzaglia di suoni e parole.Non c'è una canzone che mi coinvolga,un ritmo accattivante ,niente di niente è un album che non ha niente da dire e che stona con i precedenti lavori dei Depeche Mode.
PESSIMO Voto: 1 / 5 |  |  |  |
AT (05-05-2009) Sounds of the universe aveva tutte le potenzialità per essere un disco spettacolare nei suoni e nelle emozioni, ma la ricerca affannosa dei primi a bloccato il crescere delle canzoni.Intendiamoci ci troviamo in presenza di un ottimo CD, ben costruito, con delle songs molto particolari, Wrong è spettacolare, vitale ed energizzante, ma le altre rimangono piantate a terra, partono a rilento, sembrano esplodere ma non espodono mai!In sintesi...In chains...bella ma troppo lenta.Hole to feed...ibrida, non suona proprio!Wrong...bellissima e particolare.Fragile tension..buona, particolare,accattivante,se curata meglio sarebbe stata eccezionale!Little soul...gradevole!In Sympathy...carina,ma non decolla!Peace...sarà il prossimo singolo,carina, alla fine si stacca un pò e migliora l'aspetto sonoro,la associo alla tipologia "Master & Servant".Come back...bella e particolare,troppi però i rumori che ne offuscano la melodia.Hanno pompato troppo i synth!Le altre sono canzoni da ascolto senza spunti di rilievo,tranne Corrupt che insieme a Wrong è la più graffiante...In conclusione un album da comprare assolutamente, ma privo di quella magia riscontrabile in Violator-Ultra-Songs of faith and Devotion...più vicino a Some Great Reward e agli album di inizio metà anni 80. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giovanni (29-04-2009) Allora io ho acquistato Sound of the Universe e devo dire che siamo difronte a un capolavoro della musica elettronica, aver fatto pace con il loro vecchio produttore ha fatto proprio bene ai Depeche Mode, sono d'accordo che a molti tratti ricorda black celebration.
Io come prossimi single metterei: hole_to_feed,
fragile_tension, come_back e perfect. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franco (29-04-2009) Fra i peggiori della discografia dei Depeche Mode, più che altro disco di "mestiere". Dopo un bel ritorno ai fasti del passato con "Playing the Angel" si poteva fare di più. Pochi i brani degni di nota, l'ossessivo "Wrong", la delicata "Jezebel", il ritmo abrasivo di "Hole to Feed" e poco altro. Molta forma e poca sostanza, peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luca (20-04-2009) Ottimo lavoro, a tratti ricorda un po' Black Celebretion. Si sente che la band è matura e ha ancora molto da dire.Se dovessi scommettere fra quale canzone sarà il nuovo singolo punterei su Perfect o Miles away, anche In chains sarebbe da singolo ma la durata di 6.53 minuti forse la rende un po' troppo lunga.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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