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Nel 1863, durante la guerra di Secessione, il Tenente della cavalleria nordista John Dumbar, per aver compiuto un'azione eroica, riceve in premio il cavallo Sisko e l'autorizzazione ad andare a Fort Sedgewick, ultimo avamposto sulla frontiera indiana e lo raggiunge col carrettiere, che vi porta i rifornimenti. Ma i due trovano il fortino abbandonato, mentre gli scheletri dei difensori giacciono intorno. Dumbar decide di fermarsi e, dopo aver fatto amicizia con un lupo solitario, John incontra i primi Sioux, dei quali con pazienza inizia a conquistare la fiducia. Versione cinematografica originale di tre ore.
1999 - 100 I Migliori Film della Storia [Ciak, Lettori] 1998 - 100 I Migliori Film Americani della Storia [American Film Institute] 1993 - 100 I Migliori Film Contemporanei [Guardian] 1991 - Migliore Colonna Sonora Grammy Awards [alla musica] John Barry 1990 - Miglior Film Oscar [Academy Awards] 1990 - Miglior Regia Oscar [Academy Awards] Kevin Costner 1990 - Miglior Sceneggiatura non Originale Oscar [Academy Awards] Michael Blake 1990 - Miglior Fotografia Oscar [Academy Awards] Dean Semler 1990 - Miglior Sonoro Oscar [Academy Awards] 1990 - Miglior Colonna Sonora Oscar [Academy Awards] John Barry 1990 - Miglior Montaggio Oscar [Academy Awards] William Hoy; Chip Masamitsu; Stephen Potter
Media Voto: 4.5 / 5Michele Bettini cittadinodellospazio@tiscali.it (10-05-2013) Il più rappresentativo Western di tutti i tempi. Si può vedere 30 volte di seguito.
La colonna sonora di John Barry è paragonabile alla Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak. Tuttavia è doveroso elencarne i difetti. Chi ha provato a leggere il libro dal quale è stato tratto il film deve esserne rimasto assai deluso. Il ritmo è lento e la struttura è prolissa, con un protagonista da Paese dei Balocchi. L'autore non sa descrivere i momenti salienti e si perde nel raccontare la vita di tutti i giorni, senza mai chiarire le sequenze che mancano nel film. Un libro scritto all'americana, che descrive come fa un uomo civile a retrocedere allo stadio della bestia. La stessa Mano Alzata viene tratteggiata nel romanzo come una piccola donna, quasi occasionale. Una famiglia intera si lascia massacrare dai Pawnee senza opporre la minima resistenza. I fucili vengono ritrovati di notte sotto la pioggia, dissotterrati ancora funzionanti, trasportati e messi a punto soltanto da un ufficiale e un ragazzo. I Sioux non hanno mai usato un fucile, ma s'improvvisano fucilieri. Una sentinella spara a vista in pieno giorno senza intimare l'alt e senza colpo di preavviso. Che fine hanno fatto i militari che hanno abbandonato il fortino? E perché hanno ucciso e gettato in uno stagno tanti animali? Appare poco credibile che un ufficiale, accusato di tradimento e non di diserzione, venga, prima ancora di essere processato, affidato alle angherie di soldati analfabeti e trasportato in condizioni precarie e senza il necessario per trascorrere la notte, verso un Tribunale lontano centinaia di miglia. Che i comandanti yankee fossero ottusi è risaputo, ma qui si è esagerato. Generalmente chi era vissuto con gl'indiani tornava utile e non era disprezzato perché ne aveva acquisito i costumi. Un maggiore che si suicida soltanto perché si è pisciato addosso. E John Dumbar perché ha lasciato il suo diario incustodito se doveva costituire la prova del proprio zelo?
Un Costner che non si è più visto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele pesenti (11-04-2012) ma come molto sopravvalutato?? Questo film è un grande classico, bellissimo, non banale e molto istruttivo! Costner all'esordio da regista non poteva fare di meglio.. Uno dei più bei film degli anni '90. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
JD (23-09-2009) Probabilmente l'ultimo vero "respiro" esalato da un genere ormai morto è sepolto,il western.L'esordio alla regia di Costner(che pare avere davvero sangue indiano nelle vene,da cui il nome della sua casa di produzione[Tig,in onore di una sua nonna cherochee o sioux])è un film di raro splendore visivo,pieno di una passione che non può non catturare lo spettatore,e che sembra totalmente introvabile nelle ultramilionarie produzioni hollywoodiane odierne e non.Giustamente elogiata l'idea di far parlare i nativi nella loro lingua con i sottotitoli.Narrazione fluente e regia perfetta,come pure i dialoghi e la direzione di tutto il cast.Trionfo al botteghino e sette meritati oscar,tra cui miglior film e miglior regista.La versione più lunga(235 minuti)è decisamente la migliore(tra le tante scene in più,oltre a quella della scoperta dei cacciatori bianchi uccisi da parte di Dumbar,è interessante anche quella verso il finale,più breve,dove Dumbar impedisce a Vento Nei Capelli di scotennare il corpo dell'unico ufficiale che era stato buono con lui).Moglie e figli del regista interpretano i coloni massacrati dai Pawnee.Inoltre il figlioletto di Costner interpreta anche un piccolo Sioux. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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