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|  | Caterina va in città - DVD |
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Titolo | Caterina va in città |
| Paese, Anno | Italia, 2003 | | Regia | Paolo Virzì | | Principali interpreti | Alice Teghil; Sergio Castellitto; Margherita Buy; Claudio Amendola; Flavio Bucci; Galatea Ranzi | Prezzo
Sconto IBS
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Commedia | | Produzione | Rai Cinema - 01 Distribution, 2007 | | Dati tecnici | 90 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 2,35:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, DTS 5.1 - italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo | | Lingua sottotitoli | italiano per non udenti - inglese |
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La famiglia Iacovoni si trasferisce a Roma: Giancarlo, insegnante di ragioneria, spinge la figlia Caterina a frequentare le compagne di classe che hanno alle spalle una famiglia facoltosa. Ma per la ragazzina ambientarsi non è facile, contesa tra Margherita e Daniela, la prima figlia di una scrittrice e di un noto intellettuale, la seconda rampolla di un importante esponente dell'attuale governo.
2004 - Miglior Attrice Non Protagonista Nastro d'Argento Margherita Buy 2004 - Miglior Attrice Non Protagonista David di Donatello Margherita Buy
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Claudio (15-01-2010) Virzì ha una poetica, d'accordo. Indubbiamente le sue pellicole riconducono ad un immaginario personale immediatamente riconoscibile il quale può divertire, incantare, raramente pensare e così via; esso è unico e inimitabile e nel panorama desolato del nostro cinema odierno credo sia qualità rara; pensiamo a soli Moretti, Garrone e Sorrentino che a prescindere del valore (a volte discutibile) dei loro film propongono un'idea di cinema in qualche maniera riconducibile alla stranota politica degli autori, secondo la quale il regista non è un artigiano (con tutto il rispetto per questo termine) incaricato a dar forma con tutta la maestria che gli è propria a idee pensate da sceneggiatori e/o produttori (quindi in costante compromesso con essi) bensì un artista: autonomo, pensante, creatore e Virzì lo è; bisogna dargli merito. Il problema è un altro, purtroppo. La sua capacità visionaria ha un raggio d'inventiva ristretto, raramente riesce ad inglobare novità rilevanti sicchè i suoi film finiscono per assomigliarsi l'uno con gli altri; dunque stessi personaggi, stesse situazioni, stesse modalità narrative, zuccherosi, buonisti, bozzettistici, per un tipo di commedia che con una mano prova a satireggiare e con l'altra cerca di non ferire nessuno. Film simile agli altri, dunque, resta tuttavia il più riuscito, la copia originale di tanti simili. Finalmente un Virzì, messa da parte la scorta di zucchero a velo, amaro e pungente, che al di là del facile schema con il quale ha costruito il film riesce a parlarci con verosimiglianza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gian (30-05-2008) Questo film è sicuramente uno dei film italiani più belli degli ultimi dieci anni! Il regista Paolo Virzì si merita tutti gli applausi di questo mondo per essere riuscito ad uscire dallo stereotipo del regista italiano impegnato che parla solo di mafia, coppie depresse e ventenni sull' orlo dell' esaurimento nervoso. Finalmente una commedia carina e a tratti originale, un vero piccolo capolavoro nel suo genere, che a in certi punti però, può indurre anche a far riflettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis (27-03-2008) Come film è abbastanza bello ma l'insieme della storia è un po' incongruente: comincia in modo molto realistico, ha momenti indimenticabili quando c'è Claudio Amendola al centro della scena (chi l'avrebbe detto, un tempo, che sarebbe diventato così bravo?) ma poi le fasi finali virano decisamente sul grottesco con delle soluzioni troppo teatrali per essere coerenti con il resto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
OskarSchell (16-01-2008) Bravo Virzì... come sempre capace di descrivere con ironia le difficoltà della vita e la vita stessa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro Laghezza laghezzaalessandro@libero.it (07-10-2007) FRA I VARI FILM DI VIRZI' RISULTA, DI SICURO, QUELLO RIUSCITO MEGLIO, CAPACE DI TRASMETTERE UN MESSAGGIO CHIARO ED INEQUIVOCABILE. E' LA STORIA DI UNA RAGAZZINA, CATERINA, SBALZATA CON LA FAMIGLIA, PER MOTIVI DI LAVORO, DALLA GENUINA E SANA PROVINCIA LAZIALE NELL'ALIENANTE E STRESSANTE REALTA' METROPOLITANA DELLA CAPITALE. QUI CATERINA, GIA' DISORIENTATA ED TIMIDA, VIENE A CONTATTO, A SCUOLA, CON UN AMBIENTE A LEI DEL TUTTO IGNOTO, NON ARMONICO E PLURALISTA, BENSI' CARATTERIZZATO DA UNA NETTA POLARIZZAZIONE. DA UN LATO VI SONO I C.D. "PARIOLINI", APPARTENENTI ALLA RICCA E VIZIATA DESTRA CAPITOLINA, DALL'ALTRO LATO, INVECE, CI SONO LE C.D. "ZEPPE","APPARTENENTI ALLA RIBELLE E PROLETARIA SINISTRA. LA PROTAGONISTA VIVE ENTRAMBE LE DUE REALTA', NON INTEGRANDOSI IN NESSUNA DI ESSE, MA NOTA, INVECE, COME, IN FIN DEI CONTI, TRA DI ESSE NON VI E' ALCUNA DIFFERENZA SOSTANZIALE.
SI TRATTA INSOMMA DELLA METAFORA DELLA SOCIETA' ATTUALE, STANDARDIZZATA E STEREOTIPATA, INCAPACE DI VALORIZZARE LE CARATTERISTICHE PERSONALI E ORIGINALI DI CIASCUN SOGGETTO, COSTRETTO, SUO MALGRADO, AD APPARTENERE ALLE VARIE MASCHERE SOCIALI CHE CI VENGONO IMPOSTE, PENA L'ESCLUSIONE. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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