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Nel 1944 un graduato delle brigate nere è incaricato di catturare un professore antifascista e di condurlo dall'Abruzzo a Roma. Il viaggio di ritorno, a borfo di un sidecar, si rivela complicato: tra incidenti, bombardamenti, agguati partigiani e incursioni tedesche.
Media Voto: 5 / 5Michele Bettini cittadinodellospazio@tiscali.it (28-10-2007) Al tempo in cui eravamo adolescenti non ci attraevano molto i film che ci parlavano del ventennio, a meno che a farlo fossero attori esclusivamente drammatici. Non volevamo essere eruditi da attori che alla Radio e in TV apparivano solo comici. Non sapevamo che c'erano vie di mezzo tra dramma e comico. Alcuni di questi film, presi alla leggera, seppure visti, ora sono come il vino invecchiato al punto giusto. Il Federale non è la Grande Guerra, né Tutti a Casa (questi appartengono ad un altro pianeta), ma merita comunque la Serie A.
C'è un po' di faciloneria in alcune scene in cui i nostri si trovano nei guai, ma i personaggi, i dialoghi e molte trovate fanno di questo film una reliquia. Indimenticabile la scena in cui un militare americano fotografa il nostro fascista, come se fosse una maschera. I due attori protagonisti sono assolutamente straordinari. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
HULK (05-02-2007) QUESTO CAPOLAVORO ha forse segnato in partenza la carriera di Luciano Salce. Grande inteditor di vita, di donne, nesuna sua regia eguaglierà Il Federale. Come nel caso di Pasquale Festa Campanile, ci si spettava sempre qualche cosa in più. Ed invece furono abili nel galleggiare tra le mode, tra i tic dell'italiano medio. Loro grande, forse unico soggetto la donna. Mai un attacco diretto alla Ferreri, ma un'attenzione alla lunghezza delle gonne, la consapevolezza di poter approfittare del potere, dissimulandolo dietro l'apparente comprensione, dell'emancipazione. Due personaggi piuttosto antipatici, intelligenti, furbi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
prld67 (28-07-2006) Commedia all'italiana dai toni tragicomici, nutrita, però, di sostanza storica. Così può definirsi 'Il federale', lavoro del 1961 di Luciano Salce, che rientra a pieno titolo in quel filone di 'classici a sfondo storico' dei primi anni '60 (Tutti a casa di Comencini, Anni ruggenti di Zampa, La marcia su Roma di Risi etc.). Lo sfondo storico è quello della guerra di liberazione nell'Abruzzo del '44 occupato dai tedeschi. Al ritorno dalla missione avente come scopo la cattura del professor Bonafè, brillantemente portata a termine, ecco per il camerata Primo Arcovazzi la sorpresa di una Roma caduta in mano alle truppe alleate, mentre egli, poco prima di entrare nella Capitale, aveva acquistato per pochi soldi una fiammante divisa da 'federale', della quale qualcuno più accorto di lui si era ben volentieri disfatto! Proprio a causa di quella divisa ormai 'fuori corso politico' Arcovazzi rischia il linciaggio, venendo salvato da quel professor Erminio Bonafè che lui aveva catturato e portato con sè a Roma.
Da sottolineare le 'profetiche' affinità tra la figura di fantasia del professor Bonafè,de- stinato a presiedere il futuro stato liberato dal fascismo, appassionato lettore del Leopardi e conoscitore di testi giuridici come la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra e il futuro presidente della Repubblica Ciampi, anche lui laureato in Lettere e Giurisprudenza, anche lui presente in Abruzzo nel '44 per passare le linee tedesche diretto verso Bari sul 'sentiero della libertà' e futuro presidente della Repubblica italiana (1999-2006)! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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