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|  | I figli degli uomini - DVD |
Londra 2027. Il cielo è grigio, la terra è scossa dagli attentati terroristici, gli immigrati vengono deportati, le donne non fanno più figli. In una società governata dalla violenza e dalla guerra civile, nella quale la razza umana è destinata ad estinguersi, la vita di Theo, ex attivista, si intreccia con quella di Kee, una giovane donna di colore rimasta miracolosamente incinta dopo oltre 18 anni di infertilità della razza umana. Con l'aiuto di Jasper Palmer e dell'ex moglie, Theo lotterà per condurre la ragazza in salvo verso la nave di Progetto Umano.
Questo film è tratto dal libro I figli degli uomini di James P. D.2006 - Miglior fotografia Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Emmanuel Lubezki
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.7 / 5Giacomo (17-01-2009) concordo con chi ha detto che tutto in questa pellicola è simbolismo; è vero ogni gesto, ogni persona è simbolo, dalla ragazza che rimane incinta dopo 18 anni di infertilità, alla zingara/araba che io ho visto come un angelo, fino allo stesso Owen che è l'ultima chiave che permette a Ki di prendere la nave per il cnetro spirituale nelle Azorre. Bellissimo il cammeo (?) di julianne Moore che muore subito lasciando subito scatenare il film in tutta la sua violenza. La moore sembrerebbe un personaggio chiave ma muore immeditamente e da lì iniziano ad essere assorbiti dalla violenza visionaria tutti i protettori di Ki, uno alla volta, fino a owen che sarà appunto come già detto, l'ultima chiave verso la salvezza dell'ultimo/primo bambino/a. Il cast è molto ben fatto e ben assortito, a me sono piaciuti i riferimenti sincretisti dell'ostetrica, che accompagna con Owen, Ki che sembra muoversi tra più fedi dopo che l'umanità è disperata e dispersa nella violenza e nell'orrore delle guerre. E sembra essere stata abbandonata dagli Dei/da Dio. Apparentemente i temi sono molti: la guerra, l'odio inter-etnico, il calo delle nascite, la violenza sempre più oppressiva, il terrorismo (i riferimenti isalmici secondo me non sono politicizzabili) e potrebbero far collassare il film, compromettendone la visione, ma l'operazione di armonizzazione è ben riuscita. Soprattutto nelle scene della seconda parte del film. Dopo la zingara/araba che costituisce la chiave verso la seconda sezione del film. Un film che nella durezza, nella scabrosità e nel suo rude e duro spiritualismo promette molto. Speriamo che apra un filone del "genere" paramimetico realista. il film è appunto intriso di uno spiritualismo e di un sentore di divino cche permea ogni passo, ogni scena pur essendo brutale e grezzo, come la fotografia. In questo sta la genialità di Cuaròn: in questo lascair passare la spiritualità in immagini dure e rozze.
CAPOLAVORO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel (27-11-2007) Bello, bello, bello! Un film pieno di azione e molto commovente, trovo la distopia catartica, la tragodìa del terzo millennio. Per coloro a cui piaccia questo film consiglio anche la visione di "V per Vendetta". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (01-07-2007) il film è buono, ma sinceramente mi ha coinvolto molto poco...troppo caotico... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessandro (14-06-2007) Ottimo film. Lascia molto all'interpretazione dello spettatore, ad esempio non spiega le cause dell'infertilita' ne' fa capire che succede dopo la fine del film. Da notare che l'infertilita' ha colpito solo gli uomini e non gli altri animali (altrimenti dopo oltre 18 anni senza nascite i cani e le mucche sarebbero gia' estinti o quasi). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maxx (18-05-2007) Neanche a me è piaciuto. Owen sottoimpiegato, si salva solo l'ottimo Caine. E' una storia sbilenca, che evoca fantasmi comuni, dal calo delle nascite, qui portato al limite estremo (ma tutti quei baldi giovani in divisa ? tutti ultratrentenni ??) alle masse degli immigranti che premono alle frontiere (e che sono visti come una minaccia da rinchiudere prima dell'inevitabile scontro armato ? armato da chi ? e come, in una società militarizzata ?)
La fuga in barchetta ne è la "degna" conclusione.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Baroni Fabrizio baroni_fab@fastwebnet.it (14-05-2007) TUTTO E'SIMBOLISMO.Ogni parola,ogni gesto,persino ogni pensiero.Tutto ciò che è creato dall'uomo è,volenti o nolenti,un simbolo.Affermare che un film "si perde nei simbolismi" è una gran furbata,poichè è imputabile a qualsiasi film,a qualsiasi opera artistica. La pellicola di Alfonso Cuaron è un delicatissimo EQUILIBRIO di simboli,quel genere di equilibrio da cui nascono nuovi filoni(nulla si inventa ma tutto si trasforma),a discapito di quella enorme quantità di film dove c'è un misero simbolo di base,e quindi film senza confronto,senza anima. Questo film non è né la realtà,né la fantasia, ma è una possibiltà (a mio parere molto concreta ma,-come diceva Gaber- si sa, i pareri sono come i co...oni ...ognuno c'ha i suoi).Inoltre ha la qualità di non diventare un documentario sul futuro, ma di rimanere un film e quindi,come tutti i più grandi film, conserva il diritto di giocare sporco, quindi ben vengano le scene surrealiste e improbabili (da quando un corteo islamizzante è qualcosa "al limite del ridicolo"?). In definitiva,film del genere sono talmente rari che meriterebbero ben altro rispetto. A proposito, le ragioni del perchè l'inghilterra è sempre considerata la madre di tutte le dittature future sono talmente tante che è impossibile trattarle in questa sede... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (05-05-2007) Non mi è piaciuto. Descrive un pessimo futuro in maniera confusa. Mescola temi tipici, dalla riduzione delle nascite (qui addirittura azzerate) all'arrivo degli emigrati, trattati in maniera sempre più rude. Tra fughe improbabili, polizia fascistoide, rivoluzionari demodè, arriva allo scontro finale, con simbolismi e scene al limite del ridicolo, dal corteo islamizzante all'attacco della fanteria meccano-corazzata che si interrompe difronte alla bambinella ..... Peccato perchè con quel cast si poteva fare molto meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
massimo (03-05-2007) Mah. Cerebrale e cavilloso. Descrive (male) un futuro prossimo e desolante, nello stile dopobomba, a cavallo tra MadMax ("carine" le auto "futuribili" impiegate, dalla Multipla alla Vel Satis) e V for Vendetta (chissà poi perchè l'Inghilterra deve essere proprio la "patria" delle dittature future). Alla fine si perde tra i simbolismi. Si salvano Owen, sempre eccellente e un insolito Michael Caine.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesko phrancyhalliwell@libero.it (28-02-2007) Un film tanto bello quanto triste e desolante.. Ottime interpretazioni, anche se in alcuni casi il doppiaggio poteva essere migliorato (sopratutto dal punto di vista della scelte delle voci..); breve, conciso.. ma senz'altro ottimo... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide zaahr@hotmail.com (23-02-2007) Alfonso Cuaron firma con "I figli degli uomini" quella che è forse la miglior pellicola del 2006, conducendoci in un futuro fin troppo possibile, nonché spaventosamente vicino. Perfetti gli interpreti, tra i quali spicca un Clive Owen davvero da antologia, il cui personaggio riesce a rendere senza limiti tutta la tragedia e la speranza di una razza sull'orlo dell'estinzione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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