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Titolo | Fitzcarraldo |
| Paese, Anno | Stati Uniti, 1982 | | Regia | Werner Herzog | | Principali interpreti | Klaus Kinski; Claudia Cardinale; Jose Lewgoy; Miguel Fuentes; Paul Hittscher | Prezzo
| € 12,99 |
| | Film per tutti |  |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Avventura | | Produzione | Terminal Video, 2009 | | Dati tecnici | 157 min. | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 1.0 - mono - inglese, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 1.0 - mono | | Lingua sottotitoli | italiano - italiano per non udenti | | Contenuti | commenti tecnici; trailers; filmografie |
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Un ricco avventuriero ha un sogno: far costruire un grande teatro lirico nella foresta amazzonica, sua terra d'origine, e inaugurarlo invitando Enrico Caruso. Scambiato per un dio dagli Indios, in sfida perpetua con una natura selvaggia, dopo aver affrontato ostacoli di ogni tipo, Fitzcarraldo riuscirà a realizzare solo in parte il suo sogno.
1999 - Film a "4 stelle" [Filmgoer's Companion] Consigliati da Leslie Halliwell 1982 - Miglior Regia Festival di Cannes Werner Herzog
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5Filippo (12-01-2010) MAESTOSO FILM.
Il soggetto in particolare (la trama) è a mio parere uno dei più originali e magici nella storia del cinema. Herzog come sempre impeccabile nella regia...il leggendario Kinski inoltre ci regala la sua più grandiosa interpretazione insieme a quella in Aguirre: Furore di Dio.
Un Capolavoro Immortale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cogito ergo sum seperac@tin.it (05-06-2009) Il valore di questo film troppo lungo risiede: in parte nella fotografia dell'ambiente naturale, che da solo, inferiore a quella di "Laguna Blu" ! non giustificherebbe neanche lontanamente la titanica impresa. Per altra, non secondaria, parte, che lo spettatore è a conoscenza del fatto che ciò che vede non è il frutto di effetti speciali e in più - forse - ci sono stati dei morti durante le riprese. Infine, la dimostrazione, che serve anche da metafora ma che metafora non è, bensì realismo, che quando l'uomo vuole, fortissimamente vuole, realizza cose fino a poco prima impensabili. Ma dev' essere un visionario alla lettera, cioè dotato di (o affetto da?) immaginazione quasi allucinatoria. Grandiosa la recitazione di Klaus Kinski, spaesata, irrilevante e non di palese necessità quella di Claudia Cardinale, scadente quella del cuoco-ubriacone di bordo. L'ugola dei dischi era proprio quella di Enrico Caruso, 1907 e immediati dintorni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
vertigo vertigo_70@hotmail.com (26-02-2008) Ho visto il film solo adesso dopo 26 anni di ritardo. Che dire bellissime le immagini della nave che avanza lungo il fiume, bellissimi i paesaggi, bellissime la scena delle rapide.
Do un voto 4 perche credo che il film manchi un po nella parte recitativa di alcuni personaggi (il cuoco, il motorista) un po avulsi dal contesto.
L'impatto visivo sovrasta comunque tutti.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nathanael (15-09-2007) A un decennio di distanza, Herzog ritorna nell’Amazzonia selvaggia di Aguirre con un progetto ambiziosissimo che costerà un capitale, tre anni di lavorazione e due vite umane. Nonostante le tante trovate suggestive, è venuto fuori il suo film più ordinato, semplice e lineare. Combinazione fatale in un film dalle ambizioni titaniche, i personaggi (compresi il solito istrionico Kinski e la Cardinale impegnata a far tappezzeria) sono poco più che sagome monocorde incastrate in una sceneggiatura che avanza a passo ridotto. Più interessante è ciò che è rimasto fuori campo: Fitzcarraldo è soprattutto la testimonianza di un’impresa disperata con Herzog protagonista e Kinski suo complice. Per questo, i momenti migliori del film sono quelli in cui la distanza tra film e realtà si cancella: l’incontro con gli indigeni, il passaggio tra le rapide e, soprattutto, gli impressionanti 45 minuti dedicati al passaggio del battello attraverso il colle, summa di tutto il cinema del regista. E’ in queste scene (poche, purtroppo) che il film regge degnamente il confronto con Aguirre, non certo con il fascinoso ma innocuo calligrafismo del finale con Caruso che porta Bellini sul Rio. E’ interessante quindi approfondire la lavorazione del film grazie al film-saggio Kinski, il mio nemico più caro (in cui Herzog espone magnificamente le linee guida del suo cinema in relazione al suo attore-feticcio) e soprattutto al documentario di Les Blank Burden of Dreams (purtroppo mai distribuito in Italia) che nel raccontare giorno per giorno le riprese del film ne amplifica il fascino. Di per sé, Fitzcarraldo va visto lasciando perdere etichette e facili formule (che scomodano a sproposito Nietzsche, la lotta dell’uomo e dell’Arte contro la Natura, Eden perduti e profanazioni) e considerandolo per ciò che è veramente: un affascinate, intelligente, qua e là geniale (anche se un po’ prolisso) film d’avventura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sere (28-05-2007) In molti si sono chiesti il perche' dell'ostinazione di Herzog a voler fare tutto "sul serio", senza ricorrere ad effetti speciali: vera dinamite, vere rapide, vero trasporto di una nave oltre il crinale di una montagna, veri, verissimi pericoli. Molti l'hanno criticato per questo, accusandolo con leggerezza addirittura di "violazione dei diritti umani" e di una serie di altre nefandezze. Leggende a parte (per esempio, non e' vera la storia degli indios morti!!!), basta vedere il film per capire il motivo di tanta caparbieta': e' energia pura, forza travolgente, e mai e poi mai sarebbe potuto esserlo, se fosse stato girato in maniera diversa. Fitzcarraldo torna vincitore, nonostante la sua impresa sia naufragata. Torna vincitore perche' la vera vittoria non e' necessariamente realizzare un sogno, quanto piuttosto metterci tutta l'anima, provarci fino in fondo, a costo di passare per matti (o a costo di diventarlo sul serio), ed esser pronti a ricominciare anche dopo l'ennesima sconfitta. Kinski e' immenso, un sognatore completamente folle dal fascino travolgente. La scena in cui campeggia sul ponte della nave, vento in faccia e poltrona di velluto rosso accanto, e' una di quelle che ti restano stampate in mente per sempre. Per me, un capolavoro (se avessi potuto, gli avrei dato un 4,5/5) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
JD (28-01-2007) Sebbene privo della forza visiva( e non solo)di "Aguirre",un altro incredibile risultato di geniale follia e cooperazione fra due grandi del cinema.Tre anni di riprese,l'equivalente di otto miliardi di lire investiti in prima persona,danni ambientali,indios morti durante il trasporto del battello,e naturalmente le classiche risse fra attore e regista.Ma anche grandissimo impatto visivo,lirismo e virtuosismo come non se ne trova più.Splendida musica dei Popol Vuh.Per saperne di più,guardate assolutamente"Kinski,il mio nemico più caro". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
hector hector.chacon@virgilio.it (17-03-2006) grandioso film. se avete voglia di vedere qualcosa di diverso guardate questo film; a meno che non vi piacciano i film americani. altrimenti lasciate perdere. Da non perdere il commento che segue il film. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Mocchia di Coggiola sperelli8@email.it (01-08-2005) Un film che è quasi un colossal (per dirla all'americana), un qualcosa di grandioso, di spettacolare, stupefacente. Kinski è l'Attore, con la A maiuscola. Un film sulle capacità titaniche dell'uomo d'ogni tempo - e, si badi bene, di un certo tipo d'uomo: colui che è in grado di sognare ad occhi aperti; colui che riesce a portare a sé la montagna e Maometto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo63 (18-10-2004) Devastante, wagneriano, nietzciano, un film splendido, Mik Jegger è fuggito dal set, niente paura è arrivato sua maestà santa Klaus.
La Cardinale non ha paura di nulla, nemmeno la giungla la può fermare, neppure il pubblico trascinato nell'impresa impossibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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