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Titolo | Flash of Genius |
| Paese, Anno | Stati Uniti Canada, 2008 | | Regia | Marc Abraham | | Principali interpreti | Greg Kinnear; Lauren Graham; Dermot Mulroney; Alan Alda; London Angelis; Jake Abel; Aaron Abrams | Prezzo
| € 7,99 |
| | Film per tutti |  | | Nella promozione Cento anni di cinema: Storia fino al 31 dicembre |  |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Universal Pictures, 2009 | | Dati tecnici | 119 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo Widescreen) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1 - francese, Dolby Digital 5.1 - spagnolo, Dolby Digital 5.1 | | Lingua sottotitoli | francese - inglese - italiano - spagnolo |
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Quando Robert Kearn inventa il tergicristallo a intermittenza pensa di aver trovato una miniera d'oro. Ma tutti i suoi sogni crollano quando i giganti dell'auto a cui aveva presentato l'idea lasciano fuori dai giochi, senza troppe cerimonie, proprio l'uomo che l'aveva creato. Ignorato da tutti, minacciato e sfinito da un processo che durerà anni, vedrà la sua vita totalmente stravolta. Spinto da un fortissimo senso di giustizia lotterà tenacemente per difendere il suo lavoro e i suoi ideali, accettando di pagare a caro prezzo per aver rifiutato di compromettere la propria dignità.
Mauro Lanari (un grazie a Fabio) haldullea@libero.it (10-02-2010) Un debutto di valore epocale. L'esordiente Abraham si lascia alle spalle gl'inconsistenti entusiasmi di Coppola ("L'uomo della pioggia"; "Tucker - Un uomo e il suo sogno") e si catapulta oltre "A Civil Action" di Zaillian e "Michael Clayton" di Gilroy. Biopic etico, portata metafisica della disfatta e molto di più. One man show non solo contro la multinazionale di turno, ma contro moglie, famiglia, soci, patrocinatori legali, lavoro e soprattutto se stesso, la propria salute mentale ancor prima di quella fisica. Donchisciottismo da perdenti completamente consapevoli, Davide contro il Golia della totalità cosmica e nella piena coscienza che vincendo la singola battaglia si contribuisce a perdere la guerra. Il finale con Clooney disincantato e privo d'ulteriori illusioni sul taxi senza meta, qui vengono dilatati ed estesi all'intera durata del film. Ogni elemento è sommesso e dimesso: fotografia in penombra, sceneggiatura in penombra, comprimari in penombra, in penombra pure il protagonista, un immenso Kinnear. Circa una dozzina d'anni di spietata e impietosa agonia nell'inseguire Giustizia e Moralità che esigono e ottengono solo sacrificio, l'impossibilità di svellersi, trascendendola, l'indole personale, l'atroce condanna alla fedeltà verso il proprio destino. Ci sono dei combattimenti deleteri poiché, come specificato in questo caso, si ricorre al pensiero creativo, all'intuizione geniale, alla capacità inventiva, alla coscienza aurorale che eruttano a dismisura più problemi di quanti se ne vorrebbero risolvere. S'è provato col logos deduttivo aristotelico, poi con l'induzione della scienza e al termine dell'1800 con l'abduzione. Invece: un fulmineo lampo d’ingegno? L'accecamento quasi completo d'un occhio. Abraham si sofferma sulla morte, ma non più tanto dell'arte (Dickens, letteratura, cinema), quanto del tipo d'intelligenza che ne è all'origine, quell'attività psichica che insulsamente è feconda, creativa, concepisce e partorisce idee quanto l'utero della coprotagonista coi suoi 6 figli "secondo tradizione". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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