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Alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, la scrittrice e attrice Frances Farmer, originaria di Seattle, affronta con coraggio la società e l'industria cinematografica dell'epoca, imponendo e difendendo sempre la propria singolare personalità, anche al prezzo di finire internata in una clinica per malattie mentali.
Dario drecla@unibz.it (06-09-2005) Ottimamente interpretato (Jessica Lange offre una delle più incredibili performance della storia del cinema), scenografato e fotografato, il film è però scandalosamente falso e disonesto nel raccontare la storia della Farmer. Basato sulla biografia romanzata "Shadowland" (1978) di William Arnold (che intentò vanamente causa alla Brooksfilm per aver piratato il suo libro), il film presenta una Farmer il cui grande problema sembra essere l'incapacità di stare con l'uomo perfetto - nella realtà mai esistito - e che finisce subendo una lobotomia che in realtà mai le fu praticata. La vera storia della Farmer non è così sensazionale (o meglio, sensazionalizzata) come il film vuol farci credere, ma molto più complessa e profonda. Rita Rose, critica americana, riassume forse al meglio il giudizio su "Frances": “Credete al personaggio, ma non al film”. Comunque un film estremamente affascinante e disturbante, davvero capace di restare impresso nella memoria. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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