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|  | I I giorni dell'abbandono (1 DVD) - DVD |
Olga, una donna ancora giovane, viene abbandonata all'improvviso dal marito. La perdita getta la donna in uno stato di disperazione profonda, una specie di follia che scava nel suo corpo e nella sua mente. Ossessionata dalle immagini del marito tra le braccia di un'altra donna, si lascia trascinare in un rapporto di sesso brutale e angosciato con un uomo dimesso, un musicista vicino di casa. Alla fine di un percorso doloroso Olga rinasce con occhi cambiati pronta a ritrovare il piacere della vita.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5alex (11-07-2008) l'idea non sarebbe nemmeno male se la produzione non fosse così scarna e superficiale.. il classico film che se fosse fatto in America con attori migliori e produzione più ricca sarebbe un capolavoro.. peccato! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
LAURA (11-11-2006) Veramente bello questo film, grande Margherita Buy e Zingaretti... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Max (19-10-2006) Film dove la tragedia familiare della separazione viene descritta in maniera esemplare, la Buy sciorina un'interpretazione favolosa. Anche se il finale risulta scontato è un film che consiglio di vedere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simona (18-04-2006) Ragazzi, io vi consiglierei di vederlo. Se non altro per la grandissima Buy, sempre più brava, senza dubbio una delle migliori attrici italiane. l'isteria, l'abulia, lo sconforto, la follia, la brutalità, l'incoscienza: tutti i sentimenti veramente resi nel modo più percepibile... bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Filippo W2M filippo@w2m.it (15-02-2006) Olga (Margherita Buy) è la mamma trentacinquenne di due bambini immersa nella quotidianità serena della sua famiglia; il rapporto decennale col marito Mario (Luca Zingaretti) trascorre nella tranquillità routinaria tipica dei legami di lungo corso, di quelli in cui la presenza e l'amore dell'altro vengono spesso dati per scontati come l'atto incondizionato della respirazione. Ma tutto viene a crollare quando Mario esce di casa, abbandona la famiglia ovviamente per un'altra donna, ancor più ovviamente più giovane della moglie. Olga crolla, incappa in tutte le tristi tappe delle donne dedite e devote alla famiglia ed improvvisamente gettate nella spazzatura da mariti assetati di una gioventù ormai persa: trascura i bambini, cade in depressione, si rifugia nell'alcool, cerca vendetta con del sesso occasionale che finice per ferirla ancor di più... Risalire questa china - come molte donne sanno - sarà dura, non ci sarà uomo abbastanza forte da farlo per lei, nemmeno il povero malcapitato Damian (il sublime compositore Goran Bregovic), musicista serbo e vicino di casa di Olga, innamorato di lei e da lei usato e gettato come un fazzolettino di carta in cui gettare la parte più amara delle proprie lacrime. Ma si sa, le donne sono più forti, determinate e spietate di molti uomini e Olga pian piano ce la farà, aprendo anche la porta alla speranza di un nuovo amore. Recitato benissimo da Buy (che però appare spietatamente lontana dai 35 anni di Olga) e Zingaretti, il film zoppica nella seconda parte scadendo qua e là nell'ovvio e nell'eccesso di autocommiserazione, stato d'animo in cui il volto segnato e triste della Buy trova massima espressività. Bregovic? Meglio che continui a comporre colonne sonore, come quelle strepitose scritte per i lungometraggi di Kusturica... Luce in fondo al tunnel! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nico. (29-01-2006) Un'ottima Margherita Buy in un film parecchio imperfetto.Faenza decide di puntare sulla indiscussa bravura dell'attrice, ma sbaglia.Egli affida alla Buy la completa responsabilità sull'esito della pellicola, consegnandole un enorme peso. La prova dell'attrice è indiscutibile, anzi, probabilmente troppo sottovalutata all'ultima Mostra del cinema di Venezia (dove, secondo molti, avrebbe dovuto ricevere la Coppa Volpi).Ma l'errore che il regista compie è di non curare i personaggi che circondano quello di Olga (la Buy),non favorendo all'attrice un appoggio dal punto di vista recitativo, fatta eccezione per Gea Lionello, attrice che meriterebbe più visibilità nel nostro cinema.Il personaggio di Zingaretti non convince ed altrettanto si può dire di Gaia Bermani Amaral.L'interpretazione di Bregovic va sorridere per la tenerezza con cui il musicista affronta questa (non prima) prova di recitazione, ma ciò non basta. Nota di merito al brano di Carmen Consoli, musicato da Bregovic, che chiude la pellicola.Giudizio finale:3 per gli errori di Faenza, 5 per la prova di Margherita Buy. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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