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|  | I guardiani del destino - DVD |
Sul punto di ottenere un seggio al Senato degli Stati Uniti, il carismatico David Norris incontra la splendida ballerina Elise Sellas di cui si innamora perdutamente. Ma uomini misteriosi cospirano per separarli e David dovrà combattere contro il Fato "in persona" - cioè contro i Guardiani - per difendere la possibilità di scegliere il proprio destino.
Media Voto: 3.5 / 5massimo (13-11-2011) La recensione precedente è molto colta, ma alla fine resto dell'idea che il film non è un granchè. Riprende il tema classico dei poteri oscuri, del "sistema" che decide il destino del mondo da sconfiggere per autodeterminarsi, senza offrire niente di particolarmente interessante. C'è un buon cast e qualche discreta scena d'azione, ma poco di più. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mauro Lanari (con Orietta Anibaldi e Fabio) haldullea@libero.it (24-10-2011) "The Adjustment Bureau", l'esordio registico di George Nolfi, è una continua "transizione attraverso porte", idea non presente nella ventina di pagine del racconto di Dick ("Adjustment Team", "Squadra riparazioni", del 1954), e che invece pone a proprio rimando basilare, ancora una volta, l'apologo "Davanti alla [porta della] legge" contenuto ne "Il processo" di Kafka (scritto nel 1914 e pubblicato postumo). Per fortuna Nolfi derubrica l'angelologia sull'esempio di "The Mothman Prophecies": enti cosmici non così diversi da noi. E il nucleo del racconto è di rilievo assoluto: l'auspicio che il predeterministico destino della realtà fisica non sia antiprovvidenziale, bensì stia selezionando l'evento decisivo con cui il libero arbitrio diventi un falso problema poiché ci troveremmo auto/etero-vincolati a godere della massima felicità. È un argomento che trova ben poca trattazione e divulgazione nonostante andrebbe considerato d'importanza suprema. L'intreccio fra (pseudo)sci-fi, action movie e love story è accuratissimo: nessun effetto speciale in stile Scott senior, Verhoeven, Spielberg, Woo, Tamahori e altri hitech-maniaci (qui basta e avanza l'avere un cappello o il proteggersi vicino all'acqua, simboli del limite alla conoscenza predittiva e dell'eracliteo "panta rei" contrapposto al Piano nell'accezione di fatalistica immutabilità), la trama è movimentata quel tanto da non ridurre l'esistenza a psicologismo, l'amore è vissuto di coppia come scommessa sul valore aggiunto dell'interazione romantica ed erotica: rapporto sentimental/sessuale con risonanza superadditiva. Il cast difetta a causa d'un Matt Damon inquartatosi al punto che il film ironizza sul suo collo e per una Emily Blunt col physique du rôle adatto solo a personaggi negativi tipo in "Il diavolo veste Prada". Ulteriore difetto è il tono narrativo scelto, troppo spesso da commedia leggera quasi per smorzare la drammaticità del tema affrontato. Comunque un'opera prima quantomai incompresa e sottovalutata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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