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|  | King of New York. Il re di New York - DVD |
Appena uscito di prigione Frank White vuole riprendere il suo posto all'interno del proficuo giro d'affari che ruota attorno allo spaccio di droga nelle zone piú degradate del Bronx. Il vero intento di White è quello di costruire un ospedale per i meno abbienti ma sia la polizia che i boss del quartiere che hanno esteso il proprio potere durante la sua detenzione non sono disposti a tollerare la sua intromissione.
Media Voto: 2.75 / 5saverio fabio (16-03-2010) classico film di ferrara e di certo genere gangsteristico: sequenze unite, si diceva a scuola, in modo paratattico, cioè tutte allo stesso livello di intensità, senza che qualcuna prevalga sulle altre, senza che il disegno del regista sia dichiarato a priori, le sue posizioni estetiche ed etiche si fondono felicemente con la messa in scena, basta alternare musica classica e dolce su ambienti lussuosi a musica aggressiva su situazioni degradate, dialoghi sommessi a dialoghi urlati. ovviamente il gioco prima o poi si rompe, la violenza a un certo punto esplode furiosa sino all'inverosimile, colpisce indistintamente bande rivali e poliziotti, e pure a livello di sceneggiatura il film annaspa: non si capisce perchè la figura dell'avvocato in gonnella fidanzata con walken sparisca senza motivo, basta il loro momento d'intimità nella metropolitana x giustificarne la presenza. segno distintivo del film non è il grido di espressionistica memoria (il "nosferatu" di murnau proiettato nella cineteca pubblica), bensì il rantolo, la leggera smorfia di dolore provocata da una ferita superficiale, poco profonda, che si rivela comunque letale: il finale va tutto in questa direzione...grandezza e limite del cinema di ferrara Voto: 4 / 5 |  |  |  |
JD (21-01-2008) Per Ferrara un'opera di transizione,prima dei futuri capolavori.Forse il suo film più sopravvalutato.Decisamente schematico e frettoloso,ma lucido e anticonformista.La violenza è spesso eccessiva,ma con i tempi che corrono ora non è per forza un difetto.Walken è bravo,ma Fishburne gli ruba spesso la scena.Snipes purtroppo non è sfruttato appieno.Caruso fa le prove per "CSI Miami",ma è ben lontano dal carisma e la compostezza di Horatio Caine. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mauro68 mauro.riccio@tin.it (07-01-2007) Freddo, esagerato, senza scampo. In alcuni tratti la trama, il suo svolgimento, le interpretazioni lo fanno sembrare un film di serie B, ma non lo è, anzi. Abel Ferrara è un grande regista: senza cadere nel manierismo, racconta questa storia con abilità e classe. La violenza (molta), tranne rari casi, non è mai fine a se stessa. Christopher Walken è una garanzia, la sua bravura anche qui è immensa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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