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Titolo | Last Days |
| Paese, Anno | Stati Uniti, 2005 | | Regia | Gus Van Sant | | Principali interpreti | Michael Pitt; Lukas Haas; Asia Argento; Scott Green; Nicole Vicius; Rick Jay; Thadeus A. Thomas | Prezzo
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Rai Cinema - 01 Distribution, 2005 | | Dati tecnici | 85 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo Widescreen) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | inglese, Dolby Digital 5.1 - italiano, Dolby Digital 5.1 | | Lingua sottotitoli | italiano |
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Blake non potrebbe chiedere di più dalla vita. Ha soldi e successo, ma ciò non basta a placare i suoi turbamenti interiori, aggravati anche dal fatto che tutte le persone che lo circondano vogliono qualcosa da lui. Blake decide allora di andare a fare un giro da solo in un bosco, poi, sempre da solo, va in un locale dove suona una nuova canzone. Infine, mentre amici, discografici e un investigatore privato lo stanno cercando freneticamente, va nella serra di casa sua dove trova finalmente riposo. La cronaca degli ultimi giorni di Blake, rockstar tormentata, liberamente ispirata alle vicende di Kurt Cobain, leader dei Nirvana.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.26 / 5Alessia Lannocca (26-02-2009) Ho visto questo film con molte,anche troppe,aspettative positive.
La storia è lenta e porta dietro di sè uno strascico di velata malinconia che talvolta annoia.
Pur essendo interessata alla storia dei suoi ultimi giorni,il film non mi ha entusiasmata più di tanto.
Lo definirei:noioso e credo TROPPO drammatico,più del dovuto.
La sceneggiautra sembrava rappresentare l'anima di Kurt,come lui si sentisse in quei giorni,ma probabilmente i suoi ultimi giorni non sono stati proprio così.Tutto sommato sono rimasta particolarmente colpita delle qualità di Michael Pitt nell'interpretare la legenda del grunge:davvero perfetto. riotgrrrl Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Pietro p.frattarelli@email.it (26-01-2009) il film,decolla da subito, raggiungendo quota elevatissima, non visibile da chi non riesce a vedere oltre la lunghezza del proprio naso, non inteso da chi non ha orecchie x etcc.L'aria che si respira è irrespirabile proprio perchè a certe altezze è difficile respirare,proprio perchè la realtà che avvolgeva K. Cobain.era ormai decisamente avvelenata dalla somma di una serie di combinazioni di esperienze di vita vissuta (a suo modo di vedere) negative, e la sua autoconsapevolezza èra diventata fredda e insopportabile.E Gus V.Sant e Mic.Pitt e L.Reed e L.Haas e A.Argento e tutto il resto;rendono la testimonianza degli ultimi giorni invivibile,come giusto che sia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mauro Lanari haldullea@libero.it (12-10-2008) “Elephant” di Van Sant: il nuovo Bresson, il medesimo stile registico. E la stessa aria da Roquentin sartreano e dei Magazzini Criminali, per due paragoni invece di tipo letterario e teatrale. La crisi d’identità del soggetto, lo “sfigurativismo” di Bacon, reso con gli attori inquadrati di spalle, anonimi, intercambiabili. Gl’interminabili corridoi come ne “Il Processo” kafkiano di Welles. Lo sfacelo del decorso narrativo lineare, gli attimi, i momenti e gli eventi anch’essi privi di senso e specificità. Nessun rinvio sociologico, solo esistenzialismo dal primo all’ultimo fotogramma.
Poi, purtroppo, verrà “Last Days”: stessi concetti, stessa modalità autoriale, però con una costellazione d’errori madornali, dal casting (Michael Pitt=?) alla location (naturalismo=?), dall’ambiguità sessuale (il Cobain vestito e malconcio come in “Live in Rio”) ridotta a gaysmo allo spiritualismo del morto sulla scala. Ma è un’altra storia, tutt’altro film. Non c’è confronto alcuno con “Elephant”. “L’argent” trasferito a Columbine o, comunque, nel 3° millennio (ogni tanto, a Cannes, coi premi c’azzeccano). A volte tornano e, per un istante, ci si riconcilia col cinema. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
JD (28-08-2007) Ispirandosi liberamente a Kurt Cobain,Van Sant ripropone il meccanismo che lo aveva reso noto con "Elephant".Ma stavolta portandolo all'estremo(prevalgono campi lunghi,silenzi interminabili,e il volto del protagonista è quasi sempre celato).Il che può spazientire decisamente,ma sotto l'apparente semplicità della quotidianità emergono il pathos,la rabbia e la passione(vedi la scena in cui Blake canta davanti alla finestra).Musiche dei Sonic Youth e una conzone composta da Michael Pitt. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
POCCHIO (12-06-2007) Film ad alto tasso onirico.SPlendido.GRandi Pitt E ASIA ARGENTO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
TINO u durnisi (09-06-2007) Con questa pellicola è stato infangato il buon nome di Kurt, qui rappresentato come un tossico senza anima.Cobain non gradirà da lassù. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lordi 74 (08-06-2007) Il film nel complesso non è malaccio ma BASTA con questi Nirvana che ancora sbucano fuori dovunque e poi bisognava aspettare la morte del cantante per dedicargli il film? Sono sicuro che se Kurt Cobain non si sarebbe suicidato non avrebbe avuto questo grande successo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
VALENTINA SANTANGELO (28-01-2007) A DISTANZA DI TEMPO DALL'USCITA DEL MEDESIMO FILM,CREDO DI POTER DIRE CHE SI RIFACCIA VAGAMENTE AGLI ULTIMI GIORNI DI VITA DI KURT COBAIN...L'IMPOSTAZIONE INSOLITA,HA RESO L'ATTENZIONE MAGGIORE:LA RIFLESSIONE NE E' PADRONA E SE SONO TRASCORSI 13 ANNI DA QUANDO "GRUNGE IS DIED",QUESTO DIMOSTRA SENZA FALSA RETORICA CHE KURT E LA SUA MUSICA HANNO LASCIATO UN SEGNO INDELEBILE E UN'EREDITA' PESANTE NELLA STORIA DEL ROCK,TOCCANDO CON LE SUE NOTE L'ANIMA DI OGNUNO.VIVRANNO SEMPRE NEI NOSTRI CUORI......DRY YOUR EYES,SOULMATES NEVER DIE.................. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
HULK (31-07-2006) 'Voi giocare il ruolo della solita rock star?' , lapidaria la bassista dei Sonic Yout.
Che dire di quest'altro morto, giovane, bello, biondo, con i Nirvana ha venduto milioni di dischi. Che dire del controcanto dei Welvet Underground i cui 5 lp, più singoli, non hanno venduto tutti insieme, quanto il più scarso 45 degli scarafaggi. Dove sta la chiave, ormai trentenne ho vissuto il Grunge da spettatore, i testi sinceramente non mi hanno mai entusiasmato. Fate il confronto tra quello di Lou Reed e quello cantato dall' attore che interpreta Kobein. Il Nirvana, l'acqua, la mamma che ti ha fatto tanto male. Lo aveva buttato fuori di casa arrivato a 18 anni. IL Punk più la melodia degli scarafaggi, così sentenzia lo critico. Ma aspetto ancora un film su Jan Curtis la voce dei Joy Division, morto impiccato all'età di 23 anni. Mai cadavere è stato così frettolosamente rimosso. Il film è comunque bello, straniante, straziante, quasi muto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alice (18-05-2006) Film difficile, di certo non per il grande pubblico.
Lo stile di Gus Van Sant non è da tutti.
Molto profondo.
Michael Pitt bravissimo.
Una canzone in particolare nel film (Death to Birth), scritta dallo stesso attore, merita di essere ascoltata e riascoltata.
Consigliato a chi vuole vedere un film che esce dai soliti canoni di narrazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristian (24-02-2006) Film noioso al massimo. Viene proprio da spararsi!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giovanni Ricciardi Giorikk@hotmail.it (13-01-2006) Film estremamente interessante. Particolare la visione prospettica di Kurt che ormai vede il mondo come attraverso un telescopio, posizionato su un diverso piano rispetto agli altri personaggi con i quali di fatto non vi è alcuna comunicazione, personaggi che appaiono come immagini sfuocate che roteano pallidamente attorno alla figura di Kurt senza mai toccarlo. Kurt vive in questa dimensione che lo isola, ma allo stesso tempo lo protegge tutelandolo fino all'estremo quando l'ombra/anima finalmente lascia il suo corpo per trovare la quiete negata.
Indovinato il commento musicale che tocca l'apice con "Venus in Furs" dei Velvet Underground sottolineando in maniera impareggiabile la lentezza con la quale si muove il protagonista ed il vuoto attorno a cui vorticano tutti i personaggi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eledhwen (28-09-2005) Straordinario. Il miglior omaggio che si potesse fare a Kurt. E la cosa più sorprendente è che questo film sulla memoria è totalmente privo di memoria, di celebrazione, di mito. il Kurt di van Sant è solo un uomo che smozzica frasi senza senso, larva di se stesso, di cui nulla rimane se non i capelli e i vestiti sporchi, uno straccio di canzone, un fucile, uno sguardo vacuo, un corpo buttato a terra, e nemmeno il suo nome. Film "vuoto", come il nichilismo che ha portato Kurt/Blacke alla morte, di cui spesso si nutre la nostra moderna civiltà. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rocco (24-09-2005) è un film grniale.a Kurt piacerà di sicuro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sheena (09-09-2005) Noioso. Inutile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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