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Titolo | Nodo alla gola |
| Titolo originale | Rope | | Paese, Anno | Stati Uniti, 1948 | | Regia | Alfred Hitchcock | | Principali interpreti | James Stewart; Farley Granger; Cedric Hardwicke; Constance Collier; Joan Chandler; Alfred Hitchcock | Prezzo
| € 9,99 |
| | Vietato ai minori di 14 anni |  |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Thriller | | Produzione | Universal Pictures, 2012 | | Dati tecnici | 80 min. | | | 5 Singolo strato (Formato schermo 1,33:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Mono - inglese, Mono - francese, Mono - spagnolo, Mono | | Lingua sottotitoli | inglese - francese - spagnolo - italiano - portoghese | | Contenuti | trailers; dietro le quinte (making of); note di produzione |
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Due giovani amici legati da un rapporto omosessuale uccidono un loro amico solo per verificare le loro teorie da superuomini. Lo nascondono in una cassapanca al centro della stanza in cui si svolge tutto il film. Il crimine verrà scoperto durante un cocktail da un professore di cui avevano travisato l'insegnamento.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5Vincenzo (04-04-2010) Altro brillante gioiello del Maestro. Un esercizio tecnico magnifico ricco di spunti registici interessantissimi e con dialoghi superbi. James Stewart perfetto come al solito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
OskarSchell (14-04-2009) Un pelino sotto gli altri film di Hitchcock, ma comunque molto bello. Da vedere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cogito ergo sum seperac@tin.it (23-10-2008) Forse sono più tardo di Forrest Gump, ma la natura omosessuale dell'amicizia tra i due assassini non l'ho trovata di tutta evidenza. James Stewart, pur senza evocare sempre il capolavoro, suo e del Maestro del trhiller, "La donna che visse due volte - Vertigo", è qui di un profilo interpretativo così basso che quasi non lo si riconosce. Il film in questione è, per me, non dei migliori Hitchcock ma dei peggiori Agatha Christie. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mauro68 bocuma@libero.it (15-07-2007) Piccola grande perla seminascosta di Hitchcock. Per lui un esperimento, quasi uno scherzo, per noi un (quasi?) capolavoro.
Pura tecnica registica dispiegata a piene mani, al servizio di una vicenda tesa (come una corda...), in cui i sottintesi, come spesso accade col maestro, la fanno da padrone. James Stewart non in una delle sue prestazioni migliori, ma tanto basta. Anche perché il vero protagonista non è lui, ma i due complici assassini, nel rapporto fra i quali risiede la vera grande forza di questo film. Piccola nota di demerito al seppur grande (come al solito) doppiaggio italiano: nella traduzione si perde il sadismo latente e la premeditazione del delitto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (27-06-2005) Molto sottovaluto dalla critica ma certamente un capolavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gigi De Grossi gigildg@hotmail.com (18-03-2005) La sperimentazione ha caratterizzato tutta la lunga e fortunata carriera di Hitch, ma in NODO ALLA GOLA la sperimentazione evolve in creazione di una nuova sintassi cinematografica. Il film infatti è la somma di dieci piani-sequenza che durano l'intero rullo della pellicola e terminano ognuno sull'abito di uno dei personaggi, in modo da creare un movimento ininterrotto, senza stacchi della macchina da presa, rispettando così l'unità di tempo e di luogo, un appartamento di Manhattan dalla cui grande vetrata incombe lo skyline di New York. Uno dei problemi che si pose fu il graduale cambiamento della luminosità del cielo, dal tramonto fino alla sera, che Hitch risolse brillantemente con una complessa alchimia della luce e del colore che usava tra l'altro per la prima volta. Ispirato a un fatto di cronaca accaduto alcuni anni prima, il film è raccontato come un apologo nero sullo stravolgimento, da parte di cattivi allievi, dell'insegnamento dei buoni maestri. Sarà proprio il professore, provocatoriamente invitato alla macabra cena (un James Stewart in stato di grazia) a smascherare i due allievi assassini e a demolire la loro aberrante teoria sul delitto come forma di legittima supremazia degli uomini intellettualmente più dotati nei confronti dei più deboli. A guerra finita, Hitch vuol dire la sua sull'ideologia nazista che aveva insanguinato il mondo. Memorabile la sequenza della cassapanca che nasconde il cadavere su cui la governante apparecchia (e poi sparecchia) per la cena degli ospiti, naturalmente "fredda". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo63 (15-12-2004) Farley Granger interpreta un omosessuase, il plot del film ruota intorno a questa scottante tematica, quindi se stesso 'Dato che lo era anche fuori dal set', la sua misera carriera, confermerà quanto valeva come attore, 'A prescindere dalle inclinazioni sessuali'. Dirk Bogard è stato uno dei più grandi attori della storia del cinema, in Morte a Venezia infatti.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo 1968 (14-12-2004) Questo film ha tracciato una strada che nessun altro ha più voluto percorrere. È un capriccio del mitico regista che si è divertito a giocare con la regia. Tutta a una serie di problematiche etiche oggi difficile da comprendere, soprattutto per i giovani. Dal punto di vista tecnico non dimentichiamo che il film è piuttosto datato e che il doppiaggio di Farley Granger, piuttosto teatrale, svilisce l'interpretazione dell'attore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paolo63 (27-07-2004) Giriamo un film tutto in studio, ed in piano sequenza, costerà poco.
Le ultime parole famose, questo film sperimantale diventerà ben presto una macchina a getto continuo per quanto riguarda i problemi tecnici, di conseguenza i costi saliranno alle stelle.
Poi mi domando come un omosessuale nemmeno troppo bello (Incapace di recitare naturalmente), fu imposto dai produttori americani di Senso invece di Marlo Brando.
Che tristezza Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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