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Titolo | Nostalghia |
| Paese, Anno | Italia Francia Urss, 1983 | | Regia | Andrej A. Tarkovskij | | Principali interpreti | Domiziana Giordano; Oleg Jankovskij; Delia Boccardo; Milena Vukotic | Prezzo
| € 9,99 |
| | Film TV | | | Film per tutti |  |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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| | | Numero dischi | 2 | | Genere | Drammatico | | Produzione | Rai Cinema - 01 Distribution, 2006 | | Dati tecnici | 120 min. | | | 9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 1,66:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo | | Lingua sottotitoli | italiano per non udenti | | Contenuti | biografie; documentario; interviste |
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Andrej Gorciakov è uno scrittore russo che compie un viaggio in Italia in cerca delle tracce di un musicista suo compatriota che era stato, nel '700, esule nello stesso paese e del quale sta scrivendo una biografia. Lo accompagna una giovane interprete italiana, Eugenia, dalla quale è fortemente attratto. Lo scrittore scopre, con un misto di esaltazione e di delusione, quei capolavori dell'arte che aveva conosciuto soltanto attraverso le riproduzioni su libri.
1993 - 100 I Migliori Film Contemporanei [Guardian]
Sandor Krasna (19-07-2008) Primo film in esilio per Andrei Tarkovskij: l'inquietudine morale dei film si sovrappone al suo doloroso percorso biografico; la nostalgia della dacia paterna, della madre, della famiglia è il punto di partenza per radicalizzare il discorso sull'abbruttimento del mondo, sulla rinuncia ai valori spirituali che bisogna ritrovare grazie ad un gesto unico, inspiegabile, anche a costo della vita. E' un film inferiore in tutto ai precedenti, perché questa volta la vicinanza dell'autore ai temi gioca a sfavore: il pathos è eccessivo e la contrapposizione tra i personaggi (il "mistico", il razionalista, l'inquieto che sta a metà: una triade che ritorna in quasi tutti i suoi film) qui è puramente meccanica. Anche le invenzioni visive sono già viste (la "carrellata impossibile" su Gorchakov allo specchio in casa di Domenico o su moglie e figlie fuori dalla dacia, la lentissima carrellata verso il letto nella stanza) e sfiorano spesso il manierismo. In generale, sembra che la collaborazione con Tonino Guerra non funzioni: l'approccio politico al tema della follia (con un chiaro riferimento alla legge Basaglia) non appartiene al regista, quello morale (la pazzia come via per riscoprire i valori dello spirito) è fortemente discutibile. Per gli interpreti, vale soprattutto la collaborazione con Josephson, che supporterà il regista nella fase finale della sua attività; la pernacchia d'oro va alla nostra Domiziana Giordano, attrice di rara sgradevolezza. Insomma, il film è tutt'altro che un capolavoro, ma è comunque importante per capire la dolorosa evoluzione di Tarkovskij. Con Sacrificio arriverà ad un precario punto di eqilibrio tra disperazione e fiducia, e sarà purtroppo la sua precoce fine. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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