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Sicilia. Inizi del Novecento. Una decisione cambierà la vita di una famiglia intera: lasciarsi il passato alle spalle e iniziare una vita nuova nel Nuovo Mondo. Salvatore Mancuso vende tutto: la casa, la terra, gli animali, per portare i figli e la vecchia madre dove ci sarà più lavoro e più pane per tutti. Una sottile e, allo stesso tempo, fitta atmosfera di mistero avvolge l’intero viaggio. Dai riti prima della partenza, alle cure che Donna Fortunata, la madre di Salvatore, riserva agli abitanti del villaggio affetti da strane patologie, riconducibili ad arcane presenze e spiriti, che da sempre accompagnano la vita dei contadini siciliani. Esseri viventi che convivono con le anime dei morti, non sempre soddisfatte delle decisioni dei vivi: perché abbandonare la propria terra, per andare a vivere in un posto che non appartiene, non è mai appartenuto e non apparterrà mai alla propria famiglia?
2007 - Miglior Scenografia David di Donatello 2007 - Migliori Costumi David di Donatello 2006 - Leone d'argento rivelazione Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia
15 recensioni presenti. Media Voto: 4.2 / 5Yangus (27-12-2011) Bellissimo!!! Uno dei migliori film italiani che abbia visto. Un film che a mio avviso andrebbe fatto vedere nelle scuole come materiale didattico, visti i temi trattati che ci interessano da vicino (soprattutto me che sono siciliano)!! E a chi critica questo film dicendo che nella prima mezz'ora vengono dette solo 3 parole, vorrei spiegare che un film non è fatto solo di parole, un film è fatto anche di immagini, di suoni, di espressioni, di emozioni,ecc.. Cmq consiglio a tutti di vederlo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
asgerjorn (21-12-2009) Ci sarebbe da indignarsi nel constatare il successo di Vanzina, Pieraccioni, Muccino e le difficoltà di Crialese per girare un film, ma quando ci si rende conto di essere in Italia e si leggono i dati relativi all'analfabetismo e alla lettura, l'indignazione si trasforma in triste rassegnazione. "Nuovomondo" è certamente il migliore film italiano degli ultimi cinque anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo denny@labasite.net (08-01-2008) Il massimo voto al bellissimo film di Crialese! Mentre a chi scrive sull'importanza di “adattarti e sottostare alle regole e alle abitudini del paese in cui stai per entrare” dico che concordo con l'“adattarti e sottostare alle regole” ma non con “alle abitudini”. Gli immigrati devono proprio cambiare le loro “abitudini” se queste non violano la legge del paese in cui si trovano? C'è qualcosa di male nel mantenere vive le proprie abitudini, la propria cultura e la propria identità? Poi aggiungi che “la maggior parte degli immigrati in Italia” non tiene conto delle leggi e “manca di rispetto alla nostra cultura”. Come “mancano di rispetto alla nostra cultura”? La “nostra” è migliore della loro? Devono per forza diventare identici a te o a noi? Nella tua conclusione parli del “concetto di tolleranza degli islamici e del concetto di legalità di albanesi e romeni”. Io sono italianissimo e così i miei genitori, nonni, bisnonni, ecc... Sono cristianissimo. Sono stato in Romania e in alcuni paesi arabi. Ho studiato l'albanese, l'arabo e ora parlo il romeno. Ho molti amici in ciascuno di questi tre gruppi linguistici e forse tu, per ora, non li conosci sufficientemente. Associare agli “islamici” il bollino nero dell'intolleranza è un luogo comune (sempre più comune). Similmente per gli albanesi e i romeni. Pensi davvero che non abbiano rispetto per la legalità? Forse si tratta di una questione ereditaria? Pensi che siano geneticamente illegali, criminali o semplicemente cattivi? Provengono da un mondo inferiore di selvaggi? Ne sei sicuro? Caro amico, spero tanto che farai lo sforzo di conoscerli meglio. Sono certo che ne sarai arricchito! Tu dici che il film trasmette questa “idea importante”. Recentemente ho letto un articolo scritto proprio da Crialese e mi sembra che il regista offra una chiave di lettura opposta alla tua. Ogni luogo d'Italia va necessariamente considerato casa tua o “casa nostra”? E se invece fossimo tutti cittadini dello stesso pianeta? Sono molto lieto che IBS pubblichi entrambi i punti di vista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Baba (02-08-2007) Una parabola storica tanto metafisica e affascinante quanto reale e crudele. Bella la scelta registica quindi, la musica di Castrignano che trovo perfetta e ottimi gli interpreti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
leon (27-06-2007) Piacevole scoperta, bellissimo film. Spicca su tutto una regia davvero raffinata. Per il tema trattato sarebbe stato semplice cadere in qualche banalità, invece Crialese tratta la storia con realismo ed umorismo. Cosa chiedere di più? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Poalo (26-06-2007) Sono del tutto daccordo con Marco,una palla esagerata !!!!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco (25-06-2007) Che noia!Una palla esagerata ,nella prima mezz'ora solo 3 parole.Sopravvalutato Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cec (14-05-2007) Un film stupendo che parla - anche - per immagini e suggestioni della fatica dell'entrare nel paradiso immaginato e non sempre corrispondente al vero, e di come questo non sia poi sempre popolato da angeli. I test di ingresso per essere degni di essere ammessi nella terra promessa sono agghiaccianti (perché corrispondenti al vero!), e ancor più è raggelante leggere nei commenti che qualcuno li ha interpretati come del tutto legittime "regole da rispettare": ma non si è reso conto del senso di denuncia che hanno, anche nei confronti della terra promessa che noi siamo diventati ora per altri? Consiglio caldamente in proposito la lettura di "Quando gli albanesi eravamo noi", di Gian Antonio Stella. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo denny@labasite.net (29-04-2007) Il massimo voto al bellissimo film di Crialese! Ma vorrei anche rispondere al commento di "MARCO DA VR":
Caro Marco, tu scrivi sull'importanza di "adattarti e sottostare alle regole e alle abitudini del paese in cui stai per entrare". Concordo con l'"adattarti e sottostare alle regole" ma non con "alle abitudini". Gli immigrati devono proprio cambiare le loro "abitudini" se queste non violano la legge del paese in cui si trovano? C'è qualcosa di male nel mantenere vive le proprie abitudini, la propria cultura e la propria identità?
Poi aggiungi che "la maggior parte degli immigrati in italia" non tiene conto delle leggi e "manca di rispetto alla nostra cultura". Come "mancano di rispetto alla nostra cultura"? La "nostra" è migliore della loro? Devono per forza diventare identici a te o a noi?
Nella tua conclusione parli del "concetto di tolleranza degli islamici e del concetto di legalità di albanesi e romeni". Io sono italianissimo e così i miei genitori, nonni, bisnonni, ecc... Sono cristianissimo. Sono stato in Romania e in alcuni paesi arabi. Ho studiato l'albanese, l'arabo e ora parlo il romeno. Ho molti amici in ciascuno di questi tre gruppi linguistici e forse tu, per ora, non li conosci sufficientemente.
Associare agli "islamici" il bollino nero dell'intolleranza è un luogo comune (sempre più comune). Similmente per gli albanesi e i romeni. Pensi davvero che non abbiano rispetto per la legalità? Forse si tratta di una questione ereditaria? Pensi che siano geneticamente illegali, criminali o semplicemente cattivi? Provengono da un mondo inferiore di selvaggi? Ne sei sicuro?
Caro amico, spero tanto che farai lo sforzo di conoscerli meglio. Sono certo che ne sarai arricchito!
Tu dici che il film trasmette questa "idea importante". Recentemente ho letto un articolo scritto proprio da Crialese e mi sembra che il regista offra una chiave di lettura opposta alla tua.
Ogni luogo d'Italia va necessariamente considerato casa tua o "casa nostra"? E se invece fossimo tutti cittadini dello stesso pianeta? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ANTONIO antoniomacaluso@inwind.it (06-04-2007) Non riesco a capire come mai un film come questo, selezionato per concorrere all'Oscar 2007 e che può interessare ad un pubblico americano di discendenti di emigrati, non abbia una versione in inglese. Se esiste, potreste segnalarmi come ottenerla?
Grazie.
Antonio Macaluso Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARCO DA VR (29-03-2007) CHIAMARLO CAPOLAVORO MI SEMBRA UN TANTINO ECCESSIVO...IL FILM RIMANE COMUNQUE RIUSCITO ANCHE SE ALL'INIZIO E' UN PO'LENTO E NOIOSO.HO APPREZZATO PARTICOLARMENTE LA PARTE FINALE QUANDO APPRODANO IN AMERICA:SALVATORE E LUCE CHE SI SPOSANO DOPO ESSERSI RINCORSI UN PO' SULLA NAVE,IL MUTO CHE ALLA FINE PARLA,LA MADRE CHE NON RIESCE A STACCARSI DAL VECCHIO MONDO E QUINDI TORNA A CASA.EVIDENTE E' LA SOFFERENZA E LO SGOMENTO DEGLI EMIGRANTI CHE DEVONO ADATTARSI A UNA REALTA' DURA E INIMMAGINABILE PER LORO.IMPORTANTE E'ANCHE L'IDEA SECONDO CUI PER ENTRARE A FAR PARTE DEL NUOVO MONDO DEVI ADATTARTI E SOTTOSTARE ALLE REGOLE E ALLE ABITUDINI DEL PAESE IN CUI STAI PER ENTRARE:COSA CHE LA MAGGIOR PARTE DEGLI IMMIGRATI IN ITALIA NON FA,INFISCHIANDOSENE ALTAMENTE DELLE LEGGI E MANCANDO DI RISPETTO ALLA NOSTRA CULTURA(BASTA VEDERE IL CONCETTO DI TOLLERANZA E INTEGRAZIONE CHE HANNO GLI ISLAMICI E SOPRATUTTO IL CONCETTO DI LEGALITA' DI ALBANESI E ROMENI). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea Latela andrealatela@alice.it (18-03-2007) Consiglio caldamente di vedere il film di Crialese, vincitore del premio Rivelazione alla Mostra di Venezia (premio creato appositamente per questo film); ambientato ai primi del '900, il film è diviso in tre parti: la vita in Sicilia, il viaggio in nave verso gli Stati Uniti e l'arrivo ad Ellis Island, la porta dalla quale dovevano passare tutti gli immigrati per entrare negli USA (di qui il titolo internazionale del film "The Golden Door").
Bellissima la prima parte, dove il territorio aspro e irto di rocce acuminate delle colline intorno Agrigento simboleggia una vita dura, faticosa, quella dei contadini siciliani di inizio XX secolo. In questa prima parte dominano i colori scuri e il silenzio. La storia è quella di una famiglia di Agrigento che partendo dalle casupole arroccate sui monti siciliani si ritroverà ad ammirare i grattacieli di New York. Da segnalare le interpretazioni del bravissimo Vincenzo Amato e di un'ispirata Charlotte Gainsbourg. C'è anche il grande Vincent Schiavelli, uno dei migliori attori caratteristi hollywoodiani ("Qualcuno volò sul nido del cuculo", "Ghost"), nella sua ultima performance; l'attore nato a New York, ma di origini siciliane, aveva infatti deciso di trascorrere i suoi ultimi anni nel paesino dei nonni, Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, dove è morto nel 2005. Molto bella anche la sequenza dei test di ammissione degli immigrati, basati su una logica non dissimile da quella nazista per la costruzione di una società sana. Degne di nota anche le sequenze dei sogni ad occhi aperti del protagonista (gli ortaggi giganti, le monete che piovono, il bagno nel fiume di latte) che immagina così il Nuovo Mondo, il paese dell'abbondanza, anche se l'idea di mostrare i sogni del personaggio in maniera kitsch e surreale non è nuova (si potrebbero fare tanti esempi, tra cui "American Beauty"). Vedetelo. Anche solo per sentire Schiavelli che dice: "Signorina, potete alzare gli occhi na 'ntecchia ?".
Questo è il vero cinema italiano, altro che Muccino, C. De Sica e Scamarcio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco m.cucchi@scribaonline.it (03-03-2007) Un film che richiama il cinema espressionista muto tedesco dell'inizio del secolo scorso. Un vero capolavoro che spacca lo schermo con una regia analitica e con interpreti di grande livello.
La scena della partenza della nave è una delle più belle e intense mai viste in un film. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
miri (20-02-2007) Poesia allo stato puro.Un film che incanta,musica e fotografia da sogno.Ti lascia un grande senso di benessere come tutte le vere opere d'arte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola Verona (09-02-2007) UN FILM MOLTO BELLO, DIPINGE IL CLIMA DEL SUD ITALIA ED IL PERCORSO VERSO IL MONDO MIGLIORE...QUEST'AMERICA CHE SEMBRA OFFRIRE UNA NUOVA VITA AL POPOLO MIGRANTE. UTILE PER IMPARARE QUALCOSA E PER CAPIRE LA PROSPETTIVA DEGLI EMIGRANTI Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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