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|  | Rapina a mano armata - DVD |
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Titolo | Rapina a mano armata |
| Titolo originale | The Killing | | Paese, Anno | Stati Uniti, 1956 | | Regia | Stanley Kubrick | | Principali interpreti | Sterling Hayden; Coleen Gray; Vince Edwards; Jay C. Flippen; Marie Windsor | Prezzo
| € 12,90 |
| | Bianco e nero | | | Vietato ai minori di 14 anni |  |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni
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| | | Numero dischi | 1 | | Genere | Thriller | | Produzione | 20th Century Fox Home Entertainment, 2002 | | Dati tecnici | 83 min. | | | 5 Singolo strato (Formato schermo 1,33:1) | | | PAL Area 2 | | Lingua audio | italiano, Mono - inglese, Mono - francese, Mono - tedesco, Mono - spagnolo, Mono | | Lingua sottotitoli | italiano - francese - spagnolo - olandese - inglese - tedesco | | Contenuti | trailers |
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Uscito dal carcere, Johnny organizza una rapina in un ippodromo con la complicità del cassiere e di un poliziotto corrotto. Peccato che al momento di dividere i due milioni di dollari intervenga un gangster estraneo al gruppo, che farà una strage pur di accaparrarsi il denaro. Ma i soldi finiranno in altre mani ancora, complice il vento. Gli ingredienti del ganster-movie ci sono tutti: ansia di riscatto e tenativi di rivalsa, infedeltà e tradimento, sangue, sparatorie e finale tutt'altro che scontato.
18 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5*Sir Psycho Sexy* (14-12-2007) nonostante i suoi 50 anni e passa, questo film si difende ancora...e poi è un film di Kubrick, il più grande regista di tutti i tempi...cmq se essere cinefilo significa non capire la genialità, la bravura, lo stile di un certo Tarantino, allora non sono un cinefilo...Quentin e Stanley sono due genii, diversissimi, forse opposti, ma due genii...e i miei 2 registi preferiti... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele Bettini cittadinodellospazio@tiscali.it (05-07-2007) Uscito dal carcere, Johnny, non ha fiducia nelle istituzioni e nei lavori onesti. Quindi ricomincia, non curandosi che se va male per lui è finita per sempre. Organizza una rapina in un ippodromo con varie complicità, esterne ed interne. Il cassiere dell’ippodromo, complice anche lui, si confida con una moglie da cui non è amato, che confida tutto ad un altro gangster, peggiore dei primi. Il colpo è davvero difficile da realizzare e una qualsiasi mossa sbagliata vanificherebbe il piano. A colpo riuscito ci sarà una strage tra le due bande. Sopravvivono soltanto Johnny e la moglie, ma i soldi, giunti in un aeroporto, sono stati stupidamente male impacchettati e finiranno al vento. Finale davvero banale, come quasi tutti i film di Kubrick al cui genio mancava sempre l’ultimo verso. Un peccato, dopo che i vari attori hanno reso al massimo, specie dopo aver mostrato il loro fascino, nel bene e nel male. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca Ballati Marinella.avetrani@alice.it (20-05-2007) Per chi pensa che Pulp fiction sia un bel film. Hayden e Kubrick sono sempre grandi
P.S.: a chi è piaciuto consiglio Giungla d'Asfalto dell' altrettanto grande Huston Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elias salvatore.loglisci@virgilio.it (14-11-2006) KUBRICK è stato il maestro di tutto.
Ecco l'inizio di una carriera segnata da capolavori, che si susseguono uno dietro l'altro.
Dopo KILLER'S KISS nel quale in pochi tratti si notava la mano del maestro(l'inizio, l'incontro di boxe, l'inseguimento sul tetto, la lotta fra i manichini e specialmente il sogno), è pessato solo un anno che ha creato il primo di una lunga serie di capolavori, che vanno dal 1956 al 1999, con il suo ultimo, cioè EYES WIDE SHUT.
Nel suo primo film realizzato in uno studio cinematografio, realizzato anche grazie a risparmi delle vincite agli scacchi,il grande STANLEY comincia a lasciare le sue orme nella storia. Pensandoci se l'hanno definito il genio dell'eccesso e della perfezione, sarà anche perchè KUBRICK era appassionato di scacchi e in ogni suo film tutto doveva essere curato nei minimi dettagli. Con la fotografia che non si lascia certo a disparte, specialmente nella sequenza dell'orginazzione del piano, con le musiche, con i personaggi che creano coinvolgimento, con la narrazione che segue un filo diretto, anche se raccontata non normalmente, con le risprese che creano il "marchio di fabbrica" KUBRICKIANO, THE KILLING è senza alcun ombra di dubbio un capolavoro, con un finale che è tutto l'opposto del semplice e dello scontato.
Anche se non di altissimi livelli, THE KILLING è quindi pur sempre un capolavoro. Ma è da questo film che comincia la lista delle pietre miliari del grande regista, infatti due anni dopo comincia a mostrare LE SUE PRIME CARRELATE, e a creare il suo capolavoro supremo che mostra tutta la sua emotività: sto parlando dell'impareggiabile PATHS OF GLORY.
Dal 1956 al 1999 KUBRICK ha fatto solo CAPOLAVORI. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto alberto.petricca@virgilio.it (05-07-2006) Il 1° capolavoro di Kubrick. una storia in apparenza banale, ma montata genialmente e resa celebre da un finale malinconico e imprevedibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro68 mauro.riccio@tin.it (20-03-2006) Non è un capolavoro assoluto, ma è pur sempre Stanley Kubrick. E tanto basta. Già qui si vede quasi appieno ciò che sarà il suo cinema: storie mai banali (in questo caso si fa aiutare nella sceneggiatura dallo scrittore Jim Thompson), cura dei particolari, inquadrature impeccabili, attori fatti rendere al meglio. Il film in sè per sè è interessantissimo e ha idee da vendere, ma pecca un po' nello svolgere completamente la vicenda: sembra abbia (troppa) fretta di chiudere i conti, e il tratteggio dei personaggi risulta essere un po' troppo grossolano. Ma va bene anche cosi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio (30-12-2005) The Killing è decisamente migliore del film precedente (Killer's Kiss), non siamo ancora ai mega-capolavori tipici del regista ma è un bel passo in avanti. Anche qui, come già in Killer's Kiss, si percepisce il pianeta Kubrickiano, per diversi motivi: quello più evidente sono il gioco degli scacchi, elemento (quasi?)sempre presente nei film del regista americano. I debiti con l'espressionismo sono ancora più evidenti rispetto a Killer's Kiss (tagli delle luci, la recitazione esagerata ecc.). Film pieno di citazioni. Buono Voto: 3 / 5 |  |  |  |
joker (13-04-2005) sono d'accordissimo. e' da questo film cxhe sono nati i progetti, le storie, i film su una rapina e sul bottino cosi' grande che non si sa dove metterlo o come trasportarlo via. Il film e' un autentico processo sempre piu' angosciante e teso fino alla incredibile rapina all' ippodromo e all' impensabile finale all' aereoporto. E' una base dove oggi ancora ci costruiscono sopra. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Duca Bianco parnaso@freemail.it (12-04-2005) Kubrick era affascinato dagli scacchi, lo vediamo nella disposizione di alcune sue scene, disposizione tipicamente a scacchiera(l'inizio di arancia meccanica,i soldati in Barry Lyndon); in quasi tutti i film di K inoltre, si gioca una partita a scacchi. La logica scacchista in questo film pervade tutta la trama; il colpo è ben organizzato, ogni pezzo è ben posizionato, tutto sarebbe andato a meraviglia se non fosse per un paio di errori che mandano tutto all'aria..Prima il cassiere dell'ippodromo dice alla moglie del colpo....ma l'errore più clamoroso è quando Johnny per non pagare metà del biglietto aereo per imbarcare la valigia piena di soldi, la manda al bagagliaio....scacco matto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo63 (31-08-2004) In realtà Tarantino è andato oltre il semplice 'plagio'.
Le iene 'Suo secondo film in realtà' è il remake di rapina a mano armata.
La rapina andata a male, con tutte le conseguenze del caso.
Comunque mentre si scrive un libro, gira un film, ecc. Non è solo la nostra parte razionale ad essere in gioco, ma anche quella inconscia.
K. Estwood il regista di destra più amato dalla sinistra.
Il compagno Dario Argento, in gioventù vicino a lotta continua, è il più'Fascista' dei nostri cineasti.
Di conseguenza a mio PARERE, il vero punto di riferimento per quanto riguarda Tarantino, ma anche Ferrara è Martin Scorsese, l'ultimo dei maestri.
Poi vogliamo spendere due parole su altre fonti, sapete dove voglio pararare La belva con il mitra, ed ora i film di Kung Fu.
Chabrol 'Maestro' metteva in guardia gli spettatori dalle parole di es. Tarantino.
Lui sostiene che sono un poco furbini, 'Nelle università americane si studia tutto il cinema, di coseguenza quando si trovano in Italia, elogiano La belva, in Francia magari lo stesso Chabrol, ecc.
Potete trovare queste affermazioni su di un numero dei Cahiers du Cinema, dedicato all'autore francese.
Dimenticavo sia La belva, che i film di Kung fu dai cinefili sono considerati spazzatura.
Da Quentin Tarantino, Jon Milius, Martin Scorsese no.
Come la mettiamo???????????? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
NICOLA (03-08-2004) Bello e comunque il grande Quentin Tarantino non copia, anzi "ruba", però vorrei vedere se quacuno di voi riesce a essere migliore di Quentin Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo63 (30-07-2004) Tipico film di serie B del periodo, non ha nulla che lo caratterizzi, se non il montaggio 'Voluto bho', il gioco degli scacchi, le idiosincrasie che diventano marchi d'autore.
Volete mettere con giungla d'asfalto? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabrizio almadigi@tiscali.it (05-07-2004) Stupendo. nonostante sia vecchio di quasi mezzo secolo, la sua bellezza continua ad attrarci, la sua purezza ti inchioda allo schermo per vedere la fine anche se gia' la conosci. Questo film batte tutti quelli del genere in cui ci sta un colpo da fare tipo Colpo Grosso. Bella la scena della rissa nel bar dell' ippodromo, da non perdere!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sansebastiano calogero (03-07-2004) grandioso, pur essendo vecchio di mezzosecolo, questo film continua a mantenere lo spasmo e anche se conosci il finale, ti viene voglia di rivedertelo fino in fine. bella la scena della rissa nel bar dell' ippodromo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex alexrizzatti@hotmail.com (22-02-2004) Certamente il film è unico nel suo genere, con una trama semplice ma realizzata in maniera assolutamente originale.
La regia di Kubrick è sempre magnifica, e il finale tutt'altro che scontatto è quello a cui siamo gia stati abituati dalle opere più famose del Maestro.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Jonathan Penderecki (22-11-2002) E' un'opera di grande fascino, illuminata dall'alto come se fosse una luce spettrale, o un senso di colpa. I rapporti carnefice-vittima, i vari destini che si incrociano, le visioni alternative della rapina, il destino che non concede seconde chance, tutto gira su una struttura narrativa complessa, armoniosa, geniale.Questo è già il Kubrick che conosciamo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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